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Il caso

La gara va deserta: le scuole rischiano di perdere il servizio mensa?

I costi della materie prime sono aumentati, le aziende della ristorazione sono in crisi

Alcuni genitori hanno smesso di pagare la mensa

Mensa, foto di repertorio

La gara per l'affidamento del servizio mensa delle scuole, da settembre 2023 ad agosto 2026, è andata deserta. Nessuna azienda ha presentato una proposta per la gestione dei pasti nei plessi scolastici di San Mauro Torinese.

(Nel dettaglio parliamo dei pasti per l'asilo nido comunale, le scuole dell’infanzia, le primarie statali e i centri estivi comunali).

Una bella botta per l'amministrazione che, così, si è trovata costretta a rinnovare, fino a fine anno, l'accordo con l'azienda che si trova già all'interno delle scuole: Eutourist New, dunque, si occuperà della mensa fino alla fine dell'anno. E poi? La speranza è tutta nella nuova gara, l'amministrazione sarà costretta a cambiare i parametri economici per riuscire ad intercettare qualcuno disposto ad occuparsi del servizio.

L'assessore alla scuola Daniele Bagarin

"Non si presenta nessuno - spiega l'assessore alla scuola, Daniele Bagarin - perché sono aumentati i costi. La mensa naturalmente è garantita, su questo non ci sono dubbi. Faremo un nuovo bando con parametri più consoni al mercato attuale. Bisogna riconoscere qualcosa in più a chi si presenterà, i parametri che valevano un tot di anni fa non possono valere più adesso. O si va ad abbassare la qualità, ma noi non vogliamo, oppure bisogna pagare un po’ di più per il servizio. Si tratta di un’eccellenza che vogliamo mantenere".

La crisi delle mense

Da oltre un anno e mezzo, le aziende operanti nel settore della ristorazione collettiva si trovano a fronteggiare sfide economiche crescenti, con notevoli aumenti nei costi dell'energia e delle materie prime alimentari. Ciò che rende la situazione ancora più difficile è la mancanza di riconoscimento per questi incrementi da parte delle istituzioni competenti. La tendenza instabile sembra non dare segni di miglioramento, e gli ultimi dati dell'Istat mettono in luce la gravità della situazione.

Il rallentamento dell'inflazione, rilevato dall'Istituto di statistica, appare vanificato da dinamiche negative nei costi alimentari. In particolare, gli alimenti non lavorati evidenziano un aumento significativo, passando dal +8,8% al 9,4%. Allo stesso tempo, i prodotti alimentari lavorati registrano un rallentamento troppo modesto, passando da un +13,2% a un +11,5%.

Un grido di allarme è stato lanciato dall'Associazione Nazionale Imprese della Ristorazione, parte di Confindustria, evidenziando la necessità di affrontare urgentemente la situazione critica che sta minando i profitti delle aziende del settore. La pressione derivante dagli aumenti dei costi, in particolare sull'energia e sulle materie prime, rischia di compromettere la sostenibilità economica delle imprese coinvolte.

In questo contesto, diventa cruciale l'intervento delle istituzioni per implementare misure e politiche in grado di mitigare gli effetti negativi sull'industria della ristorazione collettiva. Senza un'azione tempestiva, il settore potrebbe trovarsi ad affrontare conseguenze ancora più gravi, con ripercussioni anche sull'occupazione e sulla qualità dei servizi offerti.

 

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