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09 Novembre 2023 - 09:49
Vaccinazione (foto di repertorio)
La campagna vaccinale stagione 2023/2024 è iniziata a rilento in tutta Italia. Ma nell’Asl To 4 ancora di più che altrove.
Il motivo? Semplice: è sparito l’hub vaccinale di Chivasso. Cancellato dai radar dalla direzione dell'azienda, nonostante le richieste indirizzate all’azienda sanitaria locale da professionisti del settore, cittadini, fragili e familiari di soggetti fragili. Niente.
Per la stagione 2023/2024 il centro del PalaLancia, tornato a disposizione delle società sportive, non verrà più utilizzato per le vaccinazioni di massa così com’è stato durante l’emergenza pandemica.

Il centro vaccinale del Palalancia durante l'emergenza pandemica
Ma nessun altro locale idoneo alle vaccinazioni è stato individuato nell’ospedale della città: i cosiddetti “fragili”, perché sofferenti di altre patologie più o meno gravi, più o meno impossibilitati a muoversi perché anziani o sofferenti e più a rischio in caso di contrazione del virus che, ricordiamo, non possono essere vaccinati nelle farmacie come da disposizioni, devono correre o farsi "scarrozzare" a Settimo Torinese, Castellamonte o Ivrea, dove invece sono stati mantenuti gli hub vaccinali.
In un bacino di 90 mila residenti, tra la città di Chivasso e i comuni limitrofi, non s’è individuato un sito idoneo.
Chiaro che lo “sbattone”, per chi arriva da Verrua Savoia, Brozolo, Saluggia, Vische, ecc… ecc…, è di diverse decine di chilometri. Senza contare che per alcuni il viaggio può essere un'insopportabile sofferenza.
Perché questa disparità di trattamento tra i chivassesi e tutti gli altri?
Lo chiediamo all’Asl To 4. E lo chiedono soprattutto gli utenti che in queste settimane hanno inondato di telefonate le farmacie e la stessa azienda sanitaria locale in cerca di una dose di vaccino.
Già, perché al problema della mancanza di un punto vaccinale a Chivasso s'aggiunge quello del ritardo generale nella campagna delle vaccinazioni.
Solo la scorsa settimana, il Ministero della Salute con una circolare chiedeva alle Regioni di accelerare con i medici di famiglia, i pediatri e le farmacie le procedure per le vaccinazioni Covid.
"Tenuto conto che l'andamento dell'attuale campagna vaccinale anti Covid-19 vede ancora un ridotto numero di vaccinazioni" e che arrivano alla Direzione Generale della prevenzione del ministero della Salute, sin dall'inizio della campagna 2023-24, segnalazioni da parte dei cittadini di "difficoltà di accesso alla vaccinazione", il ministero con una circolare raccomanda di "implementare le più opportune misure organizzative" in particolare chiamando in causa la collaborazione operativa dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta e delle Farmacie.

Dal 25 settembre al 1 novembre sono state somministrate in Italia 254.554 dosi di vaccino anti covid
Nella circolare si chiede anche di rafforzare le attività di comunicazione e informazione e di rendere possibile ai cittadini la prenotazione della vaccinazione anti Covid-19 tramite piattaforma regionale online.
Dal 25 settembre (quando è partita la nuova campagna vaccinale) al primo novembre, risultano 254.554 le dosi somministrate in Italia di vaccino anti covid (Comirnaty XBB 1.5).
Le regioni dove compaiono il maggior numero di vaccinati sono la Lombardia (101.783 pari all'1,02% della popolazione), seguita dall'Emilia Romagna (38.856, lo 0,88%) la Toscana (35.276, lo 0,97). Segue il Piemonte, la Puglia e la regione Lazio. Negli ultimi posti compaiono la Calabria (con appena 324 dosi somministrate), Molise (391) e Umbria (873), mentre per la Sicilia, Abruzzo e Basilicata ancora ci sono problemi di comunicazione dei dati. "Un forte ritardo" riguarda anche il Lazio, soprattutto a Roma città.
Dopo la circolare del Ministero il Piemonte sembra aver dato una sterzata.
Sono stati ratificati ieri mattina, mercoledì 8 novembre, al Grattacielo della Regione Piemonte da parte dell’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, del presidente di Federfarma Piemonte Massimo Mana e del delegato regionale di Assofarm Piemonte Mario Corrado, i protocolli per la campagna di vaccinazione anti Covid-19 dal 1° ottobre 2023 al 31 dicembre 2024 e per la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2023-2024 e 2024-2025 nell’ambito della “farmacia dei servizi”.
Siamo al 9 novembre ma tant’è.

La firma dell'accordo ieri in Regione Piemonte
“Con il consolidarsi dei servizi attivati durante il periodo della pandemia da Covid-19 – osserva l’assessore Icardi -, il ruolo di presidio sanitario di prossimità delle farmacie è diventato sempre più ampio, intercettando le esigenze di salute dei cittadini sul territorio. Nel caso delle vaccinazioni anti-Covid e antinfluenzali, la collaborazione con il sistema delle farmacie piemontesi ha dimostrato di produrre risultati di indiscussa utilità ed efficacia e pertanto l’accordo viene confermato con reciproca soddisfazione delle parti”.
Sul fronte delle farmacie, il presidente di Federfarma Piemonte Massimo Mana e il delegato regionale di Assofarm Piemonte Mario Corrado dichiarano: “Anche quest’anno per la campagna vaccinale antinfluenzale e anti-Covid promossa dalla Regione Piemonte prosegue la collaborazione di Federfarma e Assofarm Piemonte, che confermano l’impegno della categoria per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del contagio. Le nostre farmacie, presidio sanitario sempre più indispensabile sul territorio, sono a disposizione per venire incontro alle necessità della popolazione”.
Entrambi i protocolli confermano le condizioni per le somministrazioni precedentemente in vigore.
La somministrazione dei vaccini è eseguita da farmacisti abilitati a seguito del superamento di apposito corso e di successivi aggiornamenti annuali organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità, in area interna alla farmacia, purché separata dagli spazi destinati all’accoglienza dell’utenza e allo svolgimento delle attività di dispensazione del farmaco, nonché in apposite aree, locali o strutture esterne rispondenti ai requisiti di idoneità igienico-sanitaria.
La vaccinazione anti-Covid 19 viene eseguita nei confronti dei target di popolazione ammissibili in farmacia definiti dalle autorità sanitarie competenti, con esclusione dei soggetti ad estrema vulnerabilità o con anamnesi positiva per pregressa reazione allergica/anafilattica.
La somministrazione di vaccini antinfluenzali è eseguita solamente nei confronti di soggetti di età non inferiore a 18 anni.
La Regione Piemonte riconosce alle farmacie per l’attività di inoculo della singola dose vaccinale anti SARS-CoV-2 la somma di 6 euro per singola somministrazione e della quota di 3 euro per gli oneri relativi alle funzioni organizzative, comprensive della registrazione sul sistema informativo, della remunerazione per i DPI necessari alla somministrazione, dei medicinali ed dei dispositivi medici necessari per far fronte alle eventuali emergenze e per ogni altro onere connesso direttamente o indirettamente ad essa.

La Regione Piemonte riconosce alle farmacie per l’attività di inoculo della singola dose vaccinale antinfluenzale nei confronti dei soggetti “aventi diritto” la somma di 6,16 euro, comprensiva della registrazione sul sistema informatico, della remunerazione per i DPI necessari alla somministrazione e di ogni altro onere connesso direttamente o indirettamente alla vaccinazione.
Per le somministrazioni di vaccini antinfluenzali a favore dei soggetti non eleggibili (coloro che non rientrano nelle categorie per le quali la vaccinazione è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente con oneri a carico del Sevizio sanitario), purché di età non inferiore ai 18 anni, la farmacia assicurerà la prestazione del singolo inoculo vaccinale al medesimo corrispettivo di 6,16 euro con oneri a carico del soggetto richiedente, che corrisponderà, altresì, il prezzo al pubblico del vaccino antinfluenzale di cui la farmacia si sarà autonomamente approvvigionata.
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