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#sensocivico
07 Novembre 2023 - 14:53
Elena Piastra
Dopo la non risposta data dalla Sindaca alle nostre domande abbiamo nuovamente assistito al solito copione.
Anziché provare a ritrovare un filo comune per unire i cittadini settimesi nella richiesta di un potenziamento dei servizi sanitari pubblici è andata in scena la “comunicazione” con l’utilizzo dei soliti TG e dei social.
La Sindaca parla trionfalmente di un ospedale che finalmente diventerà “pubblico” (come se adesso fosse privato), la Regione dichiara che l’ASL dovrà farlo gestire da un privato e il liquidatore sostiene che il percorso sarà ancora lungo e che l’Ospedale funziona perfettamente occupando 200 posti su 235.

I soci si trovano per approvare il bilancio 2022 ma su “amministrazione trasparente” continua a non esserci traccia, il liquidatore sostiene che l’asta non è chiusa e la Sindaca dichiara che nemmeno a lei sono stati forniti i nomi dei partecipanti alla manifestazione di interesse bandita nel 2022 (se così fosse non si capisce perché il Comune di Settimo, a cui gli avvocati non mancano, non sia in grado di far valere i diritti di informazione che tutti i soci di società per azioni hanno).
L’ex amministratore unico e liquidatore in carica, dopo tre anni consecutivi di perdite di gestione, sostiene al TG3 che l’ospedale è in perdita solo a causa dell’aumento dei costi energetici.
Ma le pezze maldestre sono peggiori del buco e la “comunicazione” che doveva tranquillizzare e nascondere (almeno fino alle prossime elezioni) il disastro provocato da una gestione quanto meno discutibile, in realtà conferma le peggiori previsioni.
Dire che l’ospedale funziona bene e occupa 200 posti letto su 235 (affermazione pubblica del liquidatore) significa ammettere che c’è un disavanzo strutturale di 1,5 – 2 milioni di Euro ogni anno.
Per realizzare quei 235 posti letto (in realtà ancora insufficienti a soddisfare la domanda sul territorio) sono stati spesi soldi pubblici. Qualcuno sa spiegare perché se ne usano solo 200 di posti letto producendo un deficit di migliaia di euro al giorno e obbligando molti cittadini e famiglie a ricoveri in strutture lontane decine di chilometri, senza trasporti e con disagi e costi enormi ? Proveremo a chiederlo alla Corte dei Conti.
Il vero scandalo è proprio questo: con un crescente bisogno di posti letto per patologie croniche, per riabilitazione e per dimissioni anticipate si lasciano inutilizzati 35 posti realizzati con fondi pubblici.
Ma le risposte dalla Sindaca non sono arrivate, né tanto meno dall’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte o dalle ASL, tutti uniti nel trascinare questa triste vicenda fino a dopo il voto regionale e comunale (giugno 2024). Intanto i buchi di bilancio crescono e diminuiscono le possibilità di trovare una soluzione che non faccia pagare i costi ancora una volta ai cittadini.
Scopriamo, questa volta dal TG3, che i debiti sono 36 milioni (l’altra settimana erano 50 i milioni necessari per chiudere in bonis la società) e all’inizio dell’anno i milioni erano, secondo due perizie asseverate, 23.
Ma la Sindaca pare non ne sappia nulla e non risponde alle domande fatte in Consiglio Comunale.
Con vero stupore scopriamo, sempre dall’intervista fatta dal TG3, che pur non essendoci nessuna gara (non si sa nemmeno cosa verrà dato alla gestione privata e cosa invece sarà davvero pubblico e gestito dall’ASL) c’è già un operatore economico che dichiara che farà la propria offerta, di voler partecipare e di garantire l’occupazione degli attuali addetti. Forse ci siamo persi qualche cosa ma in questa vicenda pare che ci sia sempre qualcuno più informato di altri e, mentre c’è già chi parla di future offerte a gare che non ci sono, la “povera” Sindaca dichiara di non sapere nemmeno il nome di chi aveva partecipato alla manifestazione di interesse conclusasi da oltre un anno.
Con le mancate risposte in Consiglio Comunale si è persa ancora una volta l’occasione per dare prova di autonomia dagli interessi di partito e rilanciare la sanità pubblica e il diritto alla salute.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo, nonostante le minacce e i tentativi di intimidazione: questa struttura sanitaria fino al 2019 funzionava ed era in utile. Poteva ancora crescere e dare nuovi servizi ai cittadini. Poi arrivò la mala politica…
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