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Ivrea
04 Novembre 2023 - 15:44
Pifferi e tamburi
Come un muto che parla ad un sordo mentre il cieco li sta a guardare. All’ordine del giorno di un consiglio comunale del marzo scorso, mentre al governo della città c'era ancora Stefano Sertoli, piomba in consiglio comunale un’interpellanza di Francesco Comotto di Viviamo Ivrea, in allora consigliere comunale di opposizione.
Chiedeva delucidazioni sulla delibera 426 del 28 dicembre 2022 attraverso cui la Giunta Comunale aveva deciso di assegnare ai “Pifferi e tamburi”, con un contratto di comodato d’uso della durata di nove anni, l’immobile chiamato “Il Castellazzo” al civico 14 dell’omonima via. E fin qui nulla di male considerando che in quei mesi la giunta aveva assegnato stanze piccole e grandi a mezzomondo. Il punto è che ai Pifferi e tamburi la vicesindaca aveva anche staccato un assegno di 75 mila euro a fondo perduto per la ristrutturazione.

“E va bene che il problema degli spazi pubblici per utilizzi sociali e culturali s’è aggravato con lo sgombero dell’ex Valcalcino - aveva inforcato Comotto - ma mi piacerebbe capire quale procedura ad evidenza pubblica è stata utilizzata. Trattandosi di un edificio pubblico i lavori di ristrutturazione non avrebbero dovuto essere inseriti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche? Non ci dovrebbe essere un affidamento per la progettazione edilizia, la direzione dei lavori, la sicurezza del cantiere, la progettazione impiantistica e l’esecuzione dei lavori...”.
A domanda, come sempre, Piccoli non aveva dato una risposta chiara.
“Erano rimasti da più di un anno senza sede - aveva più o meno bofonchiato - C’era la necessità di ricollocarli e c’era anche l’esigenza di riqualificare l’immobile abbandonato. Avevamo pensato di procedere direttamente ma i tempi sarebbero stati lunghi. Hanno presentato un progetto di 140 mila euro e noi abbiamo dato il parere favorevole. In ogni caso l’assegnazione non è della totalità degli spazi. La parte sopra è stata assegnata ad uso esclusivo. Sulla parte sotto il Comune potrà contare su 40 giornate che potranno essere utilizzate da chi ne farà richiesta, come capita per Santa Marta. Per cene, mostre, feste di compleanno...”.

Elisabetta Piccoli
E poi ancora: “Non essendo un lavoro pubblico non si è reso necessario un inserimento nel piano pluriennale degli investimenti e i responsabili dei lavori saranno loro...”.
Insomma un modo diverso per sistemare il patrimonio pubblico senza dire che si trattava di un’opera pubblica su un immobile pubblico, portato avanti ai limiti dell'illegittimità.
Parole sprecate. Anche qui, infatti, come per altre genialate della passata giunta, non s'è mosso un chiodo. Ed è di pochi giorni fa una delibera attraverso cui la giunta di Matteo Chiantore nel prendere atto che ad oggi "l’Associazione non ha ancora dato seguito a quel contratto" dà notizia di una protesta dei cittadini residenti nel condominio di Via Arduino 109 con tanto di preavviso di future azioni legali "in relazione alle future emissioni rumorose".
Da qui la decisione di dare ai Pifferi uno spazio nell'ex Valcalcino presso lo Spazio Arte Giovani dove è già localizzata, oltre alla sala studio, anche la sala musica, ed è immediatamente utilizzabile senza necessità di ulteriori interventi manutentivi.
Fine della storia e della polemica.
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