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"Non si affitta ai cani", sfrattata è senza un tetto da due settimane

Nell'unico alloggio comunale disponibile le è stato impedito di portare i suoi due bassotti

"Non si affitta ai cani", sfrattata è senza un tetto da due settimane

Sono passate più di due settimane da quel terribile sabato pomeriggio in cui Francesca è stata sbattuta fuori dalla sua casa a calci e schiaffi.

Il proprietario dell'abitazione in cui la donna, 57 anni e due amatissimi cagnolini, viveva da 25 anni ha deciso di cacciarla pur di non rinnovarle quell'affitto che lei e i suoi genitori avevano sempre regolarmente pagato.

Oltre all'incubo di ritrovarsi in mezzo ad una strada con i soli abiti che aveva indosso, per Francesca è iniziata un'odissea vera e propria alla ricerca di un tetto sotto il quale andare a vivere con i suoi due bassotti.

Finora ha dormito in tre diversi bed&breakfast. Ma la spesa è troppo alta per lei che può contare solo su 500 euro mensili di reddito di cittadinanza.

Il suo comune non riesce ad aiutarla perché, non avendo avuto uno sfratto esecutivo, non le viene riconosciuta l'emergenza abitativa. A cercare una soluzione è stato quindi il Consorzio per i servizi assistenziali In.Re.Te che una casa l'ha anche trovata a Pavone Canavese.

LA PRESIDENTE DEL CONSORZIO IN.RE.TE ELLADE PELLER

Peccato che in quel complesso di case comunali ci sia un altro ospite seguito dal Consorzio, che ha un progetto personale legato alla cura dei gatti. E il sindaco di mettergli accanto due cani non se la sente proprio.

"Aspettiamo questa signora a braccia aperte anche subito - dichiara il sindaco di Pavone Endro Bevolo -, ma i cani sono un bel problema".

Se fino a poche ore fa l'ostacolo sembrava insormontabile, uno spiraglio si è aperto. E questo dopo una richiesta di aiuto mandata dal sindaco in cui la donna è residente, al suo collega di Pavone.

IL SINDACO DI PAVONE ENDRO BEVOLO

Il primo cittadino, ha messo in evidenza tutte le problematiche della sua concittadina, sottolineando come il problema dei cani sia insormontabile. Una pensione cui affidarli temporaneamente, costerebbe troppo e non c'è nessuno della sua famiglia che possa prendersene cura. Inoltre il sindaco ha spiegato al collega che si tratta di due cani anziani e di piccola taglia.

Quel che chiede è di poter fare una prova, di dare questa possibilità alla donna con l'impegno di arrivare a portare i cani in canile qualora le cose non andassero bene.

La permanenza della donna e dei suoi cani nell'appartamento di Pavone sarebbe di tre mesi appena. Dopo quel periodo di ospitalità presso un ente pubblico, infatti, alla donna verrebbe riconosciuta l'emergenza abitativa e a quel punto avrebbe diritto ad avere una casa di edilizia pubblica come quelle di cui anche il suo Comune di residenza dispone.

Per capire se la convivenza tra ospiti con gatti e ospiti con cani nello stabile di Pavone sia possibile, è stato fissato una sorta di sopralluogo che si terrà giovedì 2 novembre.

Per valutare l'idoneità della soluzione abitativa disponibile, si incontreranno i due sindaci e gli operatori de Consorzio In.Re.te.

Se tutto andrà a buon fine a tre settimane di distanza dal terribile giorno in cui Francesca è stata cacciata di casa, potrà finalmente avere un posto in cui tornare a vivere serenamente.

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