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Ivrea

Chiediamo di viaggiare in modo umano, con posti a sedere per tutti

Riprende la protesta dei pendolari della tratta Aosta - Ivrea - Torino. C'è una petizione!

Treno linea Aosta Torino

Treno linea Aosta Torino

La petizione su change.org è di Sara Negri.

"Sono una pendolare della linea Ivrea-Torino da ormai 6 anni - scrive - La situazione è andata peggiorando, soprattutto dopo l'emergenza covid. L'abbonamento continua ad aumentare e i servizi diminuiscono. Siamo obbligati tutti i giorni a prendere mezzi con spazi insufficienti, a stare in piedi ammassati gli uni contro gli altri, oltre al fatto che per salire sul treno si viene spintonati tutte le mattine rischiando anche di farsi male. Sono anni che scrivo reclami a Trenitalia, con risposte deludenti e inconcludenti! Questo non è solo il mio problema, ma quello di molti pendolari che ogni giorno affrontano queste difficoltà. Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT), nel 2019 c'erano circa 3 milioni di pendolari in Italia e la maggior parte ha lamentato problemi simili...".

E poi ancora: "Chiediamo quindi alle autorità competenti e alla compagnia ferroviaria responsabile della linea Aosta-Torino di garantire un viaggio confortevole con posti a sedere per tutti. Non dovremmo rischiare la nostra sicurezza o il nostro benessere fisico solo per raggiungere il lavoro o tornare a casa...".

La tratta Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino insomma continua a mietere polemiche a non finire.

Nel 2021 era rimbalzata agli onori della cronaca anche grazie alle riprese di Capitan Ventosa e ad un servizio di "Striscia la notizia", andato in onda nel corso del celebre Tg Satirico di Canale 5. "Treni pollaio", così erano stati definiti.

Ad interessarsi fu anche l'allora consigliere comunale Andrea Benedino che era un "pendolare".

Un po' qua e un po' là, sui social, spunti sulla "cronaca" dei ritardi.

Sulla Torino-Aosta treni "pollaio" sempre in ritardo

La tratta Aosta-Ivrea-Chivasso-Torino continua a mietere polemiche a tutto spiano. E' di oggi la lamentela di una pendolare. Si chiama Maurilia Ognibene.

"Nonostante l'intervento di striscia la notizia - scriveva un tizio sui social - i disservizi sulla linea in oggetto continuano imperterriti: dalla riapertura delle scuole il regionale 11354 da Novara per Ivrea non è mai arrivato in orario (sempre 10/15 minuti ritardo). Il treno effettua tutte le fermate possibili e immaginabili anche se a Candia Canavese o Mercenasco non sale e non scende alcun passeggero..."

E poi la disperazione.... "Oggi l regionale veloce 2717 da Torino per Aosta è riuscito ad accumulare addirittura 40 min ritardo. Sempre oggi il regionale veloce 2732 da Aosta per Torino è stato limitato ad Ivrea ed è arrivato con 40 minuti di ritardo; il cambio da ivrea a torino in coincidenza con il 2732 ha accumulato un ora di ritardo.  Di tutto ciò nulla è stato comunicato ai passeggeri né stamane né oggi pomeriggio.  Inoltre oggi pomeriggio in stazione ad Ivrea non è stato neppure segnalato che sarebbe partito in precedenza il regionale 11334 ... I passeggeri del 2732 semplicemente se lo sono visti passare davanti al naso...".

Se n'era discusso anche in consiglio comunale proprio a Ivrea,  grazie ad una mozione del Pd e in consiglio regionale per interessamento dei consiglieri Alberto Avetta e Mauro Salizzoni, anche loro del Pd.

Al centro del dibattito la necessità di far sedere attorno ad un tavolo gli assessori regionali ai trasporti del Piemonte e della Valle d’Aosta per risolvere una volta per tutte il problema dell’esiguità delle carrozze negli orari di punta. Un problema che c’era anche prima della pandemia e che avrebbe dovuto essere risolto proprio in ragione di essa.

E invece? E invece la Valle d’Aosta che ha investito sui treni bimodali, composti da sole tre carrozze e non allungabili, prima della pandemia sottolineava di volerli utilizzare solo in momenti “morti” della giornata, dopo la pandemia ha cominciato a farli viaggiare anche negli orari di punta, al mattino e alla sera.

Di far correre sulle rotaie le vecchie carrozze, proprio non se ne parla. 

Dopodiché c’è un problema.

C’è che decide tutto la Valle d’Aosta e il Piemonte sta a guardare.  

“Non è accettabile che decidano loro anche per noi… – aveva inforcato in quell'occasione il consigliere comunale, oggi assessore al bilancio Fabrizio Dulla chiedendo al sindaco di affrontare con serietà questo argomento – Gli appalti della Valle d’Aosta si basano principalmente su risorse ministeriali. Il denaro pubblico è anche dei piemontesi….”.

E si ritorna al punto di partenza con un aggravante. Dal 1° gennaio, con i lavori per l'elettrificazione del tratto Ivrea-Aosta i pendolari saranno costretti a subire disagi ben più pesanti e ancora nessuno ha dato loro delle indicazioni "credibili". E' tutto campato per aria...

Resta, come una particella di sodio nell'acqua Lete, l'appello di Sara Negri: "Firmate questa petizione per far sentire la nostra voce e richiedere un miglioramento dei servizi ferroviari sulla linea Aosta-Torino!"

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