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29 Ottobre 2023 - 15:24
Don Genesio Berghino, classe 1943, originario di Palazzo
Fu ordinato sacerdote dal Vescovo emerito di Ivrea Monsignor Luigi Bettazzi in un formidabile tour de force del 29 e 30 giugno 1968. Insieme a lui, altri quattro parroci: non si trattò di un’unica liturgia, ma di cinque ordinazioni celebrate consecutivamente. Quasi un record, per il compianto Monsignor Bettazzi.
Tra i cinque c’era Don Genesio Berghino, classe 1943, originario di Palazzo: amatissimo vice parroco di Verolengo, durante gli anni Settanta, e parroco di Piverone, Azeglio e Settimo Rottaro fino all’agosto scorso, quando per sopraggiunti limiti di età ha fatto un passo di lato lasciando le parrocchie a don Silvio Faga.

I partecipanti alla Messa e alla festa
Don Genesio Berghino il 4 ottobre scorso ha festeggiato i suoi ottant’anni di vita, mentre cinquantacinque anni sono trascorsi da quella fine di giugno in cui Monsignor Bettazzi lo ordinò sacerdote.
Per l’occasione, le comunità di fedeli di Piverone e di Verolengo - che gli sono rimaste molto legate - hanno organizzato una giornata di festa.
C’erano i parrocchiani di oggi e, soprattutto, quelli di ieri. Quelli cresciuti nei suoi centri estivi a Saint Jacques di Champoluc, di cui ancora oggi conservano la memoria.
Quelli che hanno dato vita ad un “gemellaggio” Piverone-Verolengo che non fu tanto sulla carta, ma sulle iniziative che don Genesio seppe portare avanti con l’una e l’altra comunità.

Foto ricordo con i suoi fedeli all'uscita dalla Chiesa
Dopo la Santa Messa con i canti alla chitarra che si facevano in quei centri estivi, c’è stato il pranzo condiviso nel salone parrocchiale.
“Don Genesio è sempre stato nel cuore dei verolenghesi - racconta Rosanna Giachello, ex sindaco di Verolengo, anche lei tra i partecipanti alla festa -. Era arrivato nella nostra comunità come vice parroco di Don Gino Mantovani: fu subito amato dalla popolazione. Persona umile, gentile, riservata: don Genesio seppe trasformare la cascina di via del Bastione, acquistata dalla parrocchia, nel nostro nuovo oratorio, che divenne luogo di aggregazione di tutti i ragazzi e le ragazze del paese. Ecco perché ci è sembrato doveroso partecipare alla sua festa, una festa che è stata un incontro di tutte quelle generazioni che ha cresciuto”.
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