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Chivasso

Il sindaco salvò gli alberi, ma non ha mai sistemato i parcheggi dell'ospedale

Ora sono diventati pericolosi per automobilisti e pedoni

Chivasso

Il rischio che si possano sfasciare le sospensioni dell'auto è alto

I parcheggi a pagamento di fronte all’ala vecchia dell’ospedale dovrebbero essere messi in sicurezza: non possono essere lasciati così”.

A incalzare l’amministrazione comunale del sindaco Claudio Castello è il consigliere Bruno Prestìa del gruppo “Per Chivasso”.

Prestìa punta il dito sulle pessime condizioni in cui sono lasciate le aree di sosta - peraltro delimitate da strisce blu - tra gli alberi di corso Galileo Ferraris, proprio di fronte all’ingresso dell’ala monumentale del nosocomio chivassese.

Bruno Prestìa consigliere comunale di opposizione

ll consigliere comunale ha presentato una mozione che verrà discussa nel prossimo Consiglio comunale, in programma domani, lunedì 30 ottobre.

L’area parcheggio risulta particolarmente affossata e si sono creati scalini pericolosi sia per le auto sia per i pedoni - inforca Prestìa -. Essendoci l’ospedale di fronte, sono diversi gli utilizzatori”.

Ecco come si presentano i parcheggi (a pagamento) di fronte all'ala vecchia dell'ospedale

I parcheggi sono a pagamento - prosegue il consigliere comunale - dunque ogni utilizzatore paga al Comune una tariffa per l’uso. La zona risulta ampiamente sconnessa e gli scalini e gli spigoli vivi possono provocare un danno ai veicoli in sosta”.

La mozione, se approvata dal Consiglio comunale, impegna il sindaco e l’assessore competente a “intervenire prima possibile per la sistemazione e  la messa in sicurezza dell’area parcheggi in modo da renderlo completamente fruibile”.

I tigli dell'ospedale che sono stati salvati dal taglio delle motoseghe

Il parcheggio di fronte all’ingresso di corso Galileo Ferraris dell’ospedale era stato già al centro delle cronache nel 2017, quando appena eletto il sindaco Claudio Castello e l’allora assessore all’Ambiente Domenico Barengo si presentarono ai cittadini con un progetto di abbattimento dei tigli secolari che insistono di fianco alla strada, trovando però la forte contestazione di alcuni cittadini e dei gruppi ambientalisti della città. 

Era il novembre di sei anni fa quando cittadini e ambientalisti bloccarono il cantiere e impedirono agli operai di dare il là alle motoseghe. 

Invocato dai vigili urbani, dai carabinieri intervenuti, dall’assessore Barengo, dall’allora dirigente dell’ufficio comunale Lavori Pubblici e Manutenzioni Francesco Lisa -Decide il sindaco” - persino dagli ambientalisti che dall’alba, con messaggi WhatsApp e chiamate avevano cercato di tirarlo giù dal letto, Castello s’era presentato di buon’ora con il sorriso tirato di chi avrebbe voluto essere da tutt’altra parte. Di chi c’ha un mal di pancia così ma tant’è. “Eccomi qui”.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

Dopo venti minuti di tira e molla - si taglia, non si taglia - il sindaco aveva sentenziato che non si sarebbe tagliata che una pianta. E stop. “Faremo un’altra perizia e decideremo una volta per tutte”, aveva infine decretato, dando il via libera a chiunque. Operai, manifestanti, vigili e carabinieri.

All’epoca esultarono tutti. E qualche mese dopo vennero potate le piante, ma non abbattute. “Eureka”, quindi. Peccato che la situazione sia di fatto rimasta così com’era.

I tigli non furono abbattuti, vero, ma l’area parcheggi mai sistemata. E i risultati - come denuncia Prestìa - sono sotto gli occhi di tutti.

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