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Il caso

Nelle Valli di Lanzo mancano ancora i pediatri, e la questione finisce in consiglio regionale

L'interrogazione dei 5Stelle al consiglio del prossimo martedì dovrà far luce sul tema

Nelle Valli mancano i pediatri

Nelle Valli mancano i pediatri

Mancano i pediatri nelle Valli di Lanzo, e ora sarà l'assessore Luigi Genesio Icardi a dover dare delle spiegazioni. Un'interrogazione dei 5Stelle in consiglio regionale tenterà di far luce sul tema. I pentastellati avevano già lavorato tra i banchi di Palazzo Lascaris per ottenere risposte certe in merito alla riapertura del Pronto Soccorso dell'ospedale di Lanzo.

Tutto inutile, Icardi aveva dato una risposta totalmente evasiva. L'emergenza pediatri è un altro tema caldo nelle Valli, e per questo bisogna capire come la Regione intende affrontarlo.

"Porterò la questione in Consiglio Regionale con un question time durante la seduta di martedì prossimo - spiega a La Voce la consigliera regionale pentastellata Sarah Disabato -. Il servizio di pediatria è fondamentale per le famiglie, soprattutto in un territorio montano come quello delle Valli di Lanzo. Se vengono riscontrate delle carenze è importante colmarle il prima possibile tramite una programmazione sanitaria adeguata".

L'assenza dei pediatri

Solo un'ora il martedì, dalle 12 e 30 alle 13.30. E' il lasso di tempo in cui le Valli di Lanzo possono vantare la presenza di un pediatra. E' il dottor Luigi Ridolfi, che a Viù fornisce un servizio importantissimo per le tre valli. Ma Ridolfi, al momento, è da solo. Questo perché la collega che fino ad aprile scorso apriva il suo studio a Ceres è andata via.

Di fatto, dunque, i bambini delle Valli di Lanzo possono contare solo sul pediatra di Viù e sui colleghi in bassa valle, come a Lanzo. E c'è chi obietterebbe che vabbè, tanto le Valli stanno attraversando un inverno demografico senza precedenti. Di bambini ce ne sono già pochi e saranno sempre meno.

Sarah Disabato

Ma il ragionamento non sta in piedi: come tutte le aree interne, le Valli di Lanzo chiedono prospettive, visione, capacità di immaginare il futuro. Tradotto: richiedono servizi. E la pediatria una volta a settimana in una sola delle tre Valli non è un servizio: ad oggi, un bambino che abita a Groscavallo deve farsi un'ora di macchina per arrivare dal pediatra di Viù e 40 minuti per arrivare a Lanzo.

La Snai offre un'opportunità, ma non basta

In questo contesto disastroso l'unica speranza degli amministratori locali e degli abitanti sta racchiusa in una sigla: SNAI. Strategia Nazionale Aree Interne, il progetto politico dell'Agenzia per la Coesione Territoriale che si pone l'obiettivo di colmare il gap di servizi tra aree interne e grandi città.

Luigi Genesio Icardi

Per le Valli di Lanzo ci sono 1 milione 800mila euro che includeranno anche il potenziamento del servizio di pediatria. Arriverà infatti un nuovo pediatra che sarà presente due volte a settimana a Lanzo, una volta a Viù e una a Ceres. Ma basterà per coprire le esigenze sanitarie della popolazione infantile? Sarà sufficiente?

Al momento non si conosce la data precisa in cui il nuovo pediatra prenderà servizio, ma c'è chi afferma che il medico potrebbe arrivare già a novembre/dicembre.

A remare contro l'arricchimento di un servizio così importante c'è anche la carenza di medici che prendono servizio nelle aree montane. "L'ASL ha pubblicato un avviso per conferire un incarico provvisorio, che è andato deserto" ci avevano detto lo scorso aprile dalla To4. La Voce ha provato a ricontattare l'Azienda, che al momento non ha ancora fornito nessuna dichiarazione.

 

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