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27 Ottobre 2023 - 12:57
Carabinieri
E’ nota la vicenda degli immobili confiscati alla ‘Ndrangheta a Cuorgnè, tornata di attualità in questi giorni perché, per la terza volta, l’amministrazione comunale ha pubblicato un bando di assegnazione rivolto ad enti o associazioni del Terzo Settore.
Le proprietà del boss Giovanni Iaria non sono però le uniche sottratte nell’Alto Canavese alla criminalità organizzata in seguito all’Operazione Minotauro del giugno 2011: ce n’è una anche a Pont.
Se n’è parlato poco perché decisamente più piccola ed anonima: un qualunque appartamento di condominio non stuzzica l’immaginario collettivo come “Villa Iaria”, appartenuta al boss omonimo!

Villa Iaria a Cuorgnè
A differenza del complesso cuorgnatese, però, quest’altro bene – assegnato al Comune di Pont - ha trovato un ente disposto a gestirlo ed il relativo progetto è già stato approvato alla fine di settembre.
Sarà utilizzato dal CISS 38 per accogliere temporaneamente persone in condizioni di fragilità, in particolare donne sole, anche con figli minori, residenti nel territorio.
L’alloggio in questione si trova all’interno del Condominio “Tre Marmotte” situato in Via Santa Maria nella borgata di Oltresoana e venne costruito a metà degli Anni Ottanta. Ha una superficie di 103 metri quadrati e comprende 5 vani con un valore di 87.000 euro, per la precisione 87.550.
La sua confisca definitiva era stata comunicata al Comune, all’epoca guidato dall’amministrazione di Bruno Riva, il 15 febbraio 2021 con l’invito a presentare una <manifestazione d’interesse> per acquisirlo gratuitamente al patrimonio comunale destinandolo a “finalità istituzionali, sociali o economiche con destinazione dei proventi a finalità sociali”.

Il Comune di Pont Canavese
La Conferenza dei Servizi convocata dall’ “Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata” si era svolta il 13 luglio di quest’anno e, dopo quell’incontro, si era individuato il Consorzio socio-assistenziale C.I.S.S. 38 di Cuorgnè quale soggetto idoneo a proporre e realizzare un progetto.
Il CISS ha risposto positivamente, presentando il progetto di cui si è detto.
Le persone da accogliere verranno individuate dal Consorzio e seguite nel percorso di riprogettazione della propria vita con l’obiettivo di consentire loro di “uscire gradualmente dalla situazione di urgenza, criticità e bisogno e di rafforzare o creare relazioni utili nel percorso di vita successivo”. L’alloggio si presta a quest’utilizzo essendo collocato “sufficientemente vicino al centro del paese” e in un contesto – vista la presenza di vari appartamenti - che facilità l’integrazione. La permanenza sarà di almeno sei mesi, prorogabili in caso di necessità e in accordo con la persona coinvolta.
Il progetto è apparentemente semplice nella sua formulazione ma importante.
In condizioni normali, la “Manifestazione di interesse positiva al trasferimento” avrebbe dovuto essere deliberata dal consiglio comunale; essendo il Comune commissariato, a firmare l’atto, lo scorso 22 settembre, è stata la sub-commissaria straordinaria Anna Ballan.
Sempre lei, ma questa volta con i poteri spettanti alla giunta, nel medesimo giorno ha approvato lo Studio di Fattibilità Tecnica ed Economica riguardante la ristrutturazione dell’alloggio.
Lo ha redatto il geometra Giuseppe Borgese, responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, consentendo così al Comune di partecipare al bando regionale indetto il 27 luglio e che prevede il co-finanziamento al 50% e fino ad un massimo di 50.000 euro per interventi di recupero sugli edifici confiscati. Il progetto per l’alloggio di Via Santa Maria prevede una spesa di 60.000 euro: se l’intervento otterrà il contributo, il Comune provvederà a finanziare il restante 50%.
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