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25 Ottobre 2023 - 15:21
Mauro Durbano vice sindaco di Ceresole Reale
Bufera sul Gran Paradiso.
I sindaci di dieci Comuni e due Comunità Montane (Valle Orco e Soana e Gran Paradis) contestano la scelta, fatta dalla Regione Piemonte senza il consenso della Valle d’Aosta, di indicare Mauro Durbano, vice sindaco di Ceresole Reale, a presidente dell’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso.
Il nome di Durbano è stato messo dal governatore Alberto Cirio, su pressione della Lega, sul tavolo del Ministro all’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, cui spetta l’ultimo sì dopo che si saranno espresse le commissioni Ambiente di Camera e Senato.
Uno slancio in avanti preso dopo mesi di impasse e di proroghe all’incarico del commissario straordinario Italo Cerise.

Italo Cerise presidente e ora commissario dell'Ente
Le comunità locali sul nome di Durbano si sono compattate: tutte - o quasi - dall'altra parte.
I sindaci dei comuni valdostani compresi nel Parco (Cogne, Rhêmes-Saint-Georges e Rhêmes-Notre-Dame, Valsavarenche, Villeneuve, Introd e Aymavilles) e quelli di tre Comuni su sei del territorio piemontese (Ronco Canavese, Valprato Soana e Noasca) hanno firmato una lettera di protesta, con i presidenti delle due comunità montane, indirizzata ai parlamentari membri delle due commissioni.
Dei Comuni aderenti al Parco non hanno firmato solo Ceresole, per ovvie ragioni, Noasca e Ribordone.
“Vogliamo esprimere le nostre perplessità su tale designazione che non ha tenuto conto delle indicazioni del territorio espresse con missive inviate al ministro dell'Ambiente e ai presidenti delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta”, denunciano.
“Questa nomina - aggiungono - non può essere frutto di soli compromessi ma debba avvenire nella piena consapevolezza, non solo di quanto disposto dal legislatore nella legge quadro, ma anche del contesto e degli effetti che la nomina avrà sul territorio e sulle comunità della più antica area protetta nazionale”.
Per gli amministratori locali la scelta del presidente dell’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso deve tener conto delle competenze e delle esperienze nel settore ambientale e deve cadere su una persona che sia “rappresentativa dei territori e super partes e possedere un ragguardevole cursus honorum tale per cui una carica così importante possa essere ricoperta con la giusta responsabilità da chi ha svolto prima un significativo percorso amministrativo e politico. Qualità che è difficile riscontrare nella proposta del ministro".
Le amministrazioni fanno riferimento al presidente uscente, oggi commissario, Italo Cerise. Scrivono che il suo successore "deve essere alla sua altezza in quanto a Cerise si deve l'innegabile inversione di tendenza sulla percezione del Parco nazionale da parte della popolazione che lo abita".
“La scelta - concludono - sia condivisa e non imposta a un territorio che già in passato ha vissuto una conflittualità fortissima tra il Parco, gli enti locali e la comunità che vive al suo interno per non vanificare il percorso positivo avviato dal presidente dal 2011, ma anche per evitare di innescare nuovi contrasti e tensioni con il rischio di ingovernabilità”.
“Confidiamo nel parlamento - spiega Lorenzo Giacomino, sindaco di Ronco Canavese -. Il dato che emerge è che le due Regioni non hanno raggiunto l’intesa. Di più: 10 comuni su 13 del parco sono contrari alla proposta. Confidiamo nelle commissioni parlamentari…”.

Lorenzo Giacomino sindaco di Ronco Canavese
“Il problema è che i territorio di montagna sono da sempre vulnerabili, deboli, servivano politiche più dinamiche a livello territoriale - spiega Marco Bonatto Marchello, sindaco di Frassinetto e presidente dell’Unione Montana Valle Orco e Soana - , soprattutto dai partiti preposti che avrebbero dovuto fare di questa cosa un’opportunità e non creare una spaccatura”.

Marco Bonatto Marchello di Frassinetto
Dunque, la parola fine in calce a questa tormentata nomina del Presidente dell’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso non è ancora scritta. Tutt’altro.
E che la partita fosse complicata s’era capito fin dal principio, fin da quando nell’autunno di un anno fa venne indicato il nome dell’ex parlamentare ed ex sindaco di Chivasso Andrea Fluttero come presidente dell’Ente.
Il nome di Fluttero restò a bagnomaria fino a pochi giorni dal Natale, bruciato infine sull’altare dagli stessi leghisti piemontesi e canavesani che, invece, indicavano i loro cavalli di battaglia Durbano e Cesare Pianasso, quest’ultimo ex parlamentare, per la guida del Parco.
Morale: la Valle d’Aosta di contro propose Emily Rini, di Forza Italia, e la situazione piombò nello stallo durato fino a qualche giorno fa.
Fluttero, sui social, è stato tra i primi a commentare l’indiscrezione sulla fuga in avanti del Piemonte e della Lega.
Staremo a vedere se, ora, si tornerà indietro.
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