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Ivrea

Con i costi della piscina la città sta affondando...

La maggioranza perora la costruzione di un nuovo impianto

Con i costi della piscina la città sta affondando...

Correva il settembre del 2022 e, in Municipio, ad un certo punto, cominciò a serpeggiare un “Rischio di default” causato dalle “Bollette impazzite”. 

“Stiamo valutando…Stiamo cercando di capire…. Stiamo mettendo giù i numeri…” commentavano come campane stonate sindaco e assessori.  

Ebbene sì, avevano cominciato a fare i conti con il “caro energia” e, seduti, attorno ad un tavolo, stavano seriamente valutando di non riaprire più la piscina comunale coperta di via Campo Sportivo, non "tanto per dire" considerato che  il 12 settembre qualcuno arrivò ai cancelli, li trovòo chiusi, e se ne tornò a casa, deluso, sconcertato, esterrefatto. 

Alzava le braccia al cielo, quasi sperando in un miracolo, il sindaco Stefano Sertoli, ma non era Bernadette. 

Sertoli in verità ipotizzava, s’intende oltre al miracolo, un accordo con altre piscine per eventuali accorpamenti. 

“Un’ipotesi, quest’ultima impraticabile - ammetteva lo stesso Sertoli - in alta stagione, a Ivrea è overbooking. Sono in tanti a frequentarla: associazioni, scuole, atleti ...”. 

Insomma non se ne usciva e intanto il “nuoto” affondava e la città "boccheggiava" nell'acqua alta. 

“Il problema del caro energia è enorme - aggiungeva - con la piscina c’è un aspetto sociale e agonistico da preservare, ma non è che per non mandare in default il Comune possiamo spegnere l’illuminazione pubblica o chiudere i riscaldamenti nelle scuole e negli edifici pubblici...”. Eravamo alla frutta? Probabilmente sì. 

Toh guarda, cambiano le giunte e il problema resta tale e quale, lì sul tavolo, da risolvere.

Se ne ritornerà a parlare, con la stessa enfasi, al consiglio comunale convocato per giovedì 26 ottobre, sulla base di una mozione presentata da Pd, Laboratorio Civico e Viviamo Ivrea.

"Entrata in funzione a fine anni settanta - dicono i tre capigruppo di maggioranza - l’impianto necessità di continui e costosi interventi di manutenzione e i costi di gestione costituiscono un onere non indifferente che grava in modo significativo sulla spesa corrente del bilancio".

In particolare nel 2022 si è speso la bellezza di 342.754,68 senza considerare i costi del personale che portano il totale a circa mezzo milione di euro.

La piscina è frequentata da numerose associazioni che, dall’autunno alla primavera, organizzano un corso dietro l’altro. Oltre alla Uisp, alla Libertas Canavesana, al Nuoto Canavesano, tre società di sub e i ragazzi diversamente abili di Specialmente, ci sono gli utenti che praticano nuoto libero.  All’elenco si aggiungono due professionisti, Spediacci e Linty.

Detta in numeri, un’affluenza media giornaliera di 400 persone in alta stagione (l’inverno) e più di 50 mila in un anno. 

"Da molti anni - aggiungono Barbara ManucciAndrea Gaudino e Vanessa Vidan - l’impianto è diventato un asset importante utilizzato dalle scuole primarie della città per fornire agli studenti che frequentano le scuole primarie e del territorio i primi fondamentali rudimenti del nuoto che, oltre ad essere una disciplina sportiva, costituisce un’importante pratica per lo sviluppo fisico nell’età adolescenziale...".

Tutto chiaro e limpido, ma allora che si fa?

Secondo i consiglieri di maggioranza il problema sta tutto nella vetustà degli impianti e considerato che le piscine presenti in altri comuni sono costruite e gestite da privati che sostengono i costi di gestione e agiscono in forza di convenzioni sottoscritte con i Comuni chiederanno alla giunta di impegnarsi per mettere in pratica "una forma di affidamento a terzi"  che preveda una apposita convenzione per regolare le modalità di accesso e di utilizzo.

Facile a dirsi, complicato da fare

Insomma ci va un nuovo impianto, o meglio, ci andrebbe il miracolo, esattamente come ai tempi di Sertoli con Bernadette.

L'arresto del 2020...

Il 27 febbraio del 2020 la notizia dell'arresto dell’ingegnere Antonio Falvo, direttore dei lavori di adeguamento della piscina comunale di Ivrea,  per aver chiesto una tangente a un imprenditore di Savigliano. L’indagine era iniziata dalla denuncia dell’imprenditore, al quale erano state fatte diverse richieste di denaro. 

Stando al castello accusatorio l’ingegnere aveva ritardato volutamente la predisposizione degli stati avanzamento lavori, che avrebbero consentito alla ditta di vedersi corrisposto quanto dovuto per le lavorazioni eseguite facendo, nel contempo, pressanti richieste di denaro.

Il saviglianese si era visto costretto, dunque, a pagare  8 mila euro in 2 tranche al fine di non incorrere nella risoluzione del contratto e il conseguente accollo delle penali. 

Dopo la denuncia, la trappola

Appostati nelle vicinanze dei locali dove si sarebbe tenuto l’incontro, i finanzieri bloccarono l’ingegnere con un plico di banconote (6 mila euro) nascoste nel soprabito. Il successivo riscontro dei numeri seriali del denaro permise di appurare che erano gli stessi che i militari avevano precedentemente provveduto ad annotare.

L’uomo venne tratto in arresto in flagranza di reato, successivamente convalidato dal gip del tribunale di Cuneo, competente per territorio, e finì agli arresti domiciliari.

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