Cerca

Cuorgnè

Il Comune costretto ad allargare la strada per i camion

Sono aumentati i mezzi pesanti, l'amministrazione comunale è costretta a correre ai ripari

Cuorgnè

"Fra l’altro transitano da Via Bandone i mezzi pesanti che escono dalla Tenneco e, scendendo, passano rasente alle case": così la sindaca Giovanna Cresto

A Cuorgnè si prospetta un allargamento della parte iniziale di Via Bandone: non c’è ancora un progetto definito ma il primo passo è stato compiuto.

A rendere possibile l’intervento sarà una permuta di terreni fra il Comune e la Mattioda S.p.a., permuta della quale si è discusso durante il consiglio comunale del 17 ottobre.

Uno dei punti all’ordine del giorno riguardava appunto una Variazione al Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni dei Beni Comunali: per cedere  una proprietà pubblica occorre infatti inserirla nell’apposito elenco.

Via Bandone è stretta, in netta discesa e con curve a gomito. Per di più proprio al suo imbocco è collocata un’uscita secondaria dell’ex-Manifattura ora utilizzata prevalentemente dalla Mattioda, che ha lì la sua sede.

L'imbocco con l'ex Manifattura

Sembra una strada poco trafficata – ha sottolineato il sindaco Giovanna Cresto - ma ci siamo accorti della sua importanza quando il ponte di Via Ivrea era chiuso per la costruzione della passerella pedonale. In quel periodo si erano anche verificati degli incidenti, per fortuna senza feriti. Fra l’altro transitano da Via Bandone i mezzi pesanti che escono dalla Tenneco e, scendendo, passano rasente alle case. Ben venga dunque l’allargamento! La Mattioda provvederà ad arretrare il cancello di accesso e lo farà a sue spese:  operando nel campo della viabilità, può permettersi di farlo”.

Giovanna Cresto sindaco di Cuorgnè

I difetti di quella strada non costituivano in passato un grosso problema: essendo a fondo chiuso, era  destinata al traffico locale. Con la costruzione della circonvallazione è invece diventata una delle vie di collegamento fra il centro-città e la 460.

Con lo scambio che potrà ora essere realizzato, il Comune andrà a cedere un’area di 939 metri quadrati per acquisirne una di 1220 ma non è questo il vantaggio principale, come ha spiegato il sindaco. “Cederemo il  parcheggio situato davanti alla sede della Mattioda: ha un numero limitato di posti e viene utilizzato soprattutto dai suoi dipendenti. Chi si reca in Manifattura entra da Via Ivrea e difficilmente va a posteggiare in quella zona”.

Sottolineando l’incongruenza di un parcheggio ad uso pubblico situato davanti ad una proprietà privata, ha poi commentato: “Dopo il fallimento della Società <Manifattura  2001> il tribunale aveva fatto un macello nel definire i diversi lotti! La Mattioda ne aveva comprato uno, poi un secondo. Fra servitù di passaggio ed accessi non controllabili, la gestione delle aree di proprietà comunale è molto complicata  e comporta problemi e rischi. Anche se paghiamo una ditta per aprire e chiudere i cancelli, non di rado dobbiamo passare noi amministratori a controllare perché gli edifici sono utilizzati da una pluralità di soggetti. Poi ci sono i ragazzini che, recandosi all’ <Arcipelago dello Sport>, passano di lì anche se potrebbero benissimo farne  a meno e dico <ragazzini> per non parlare di malintenzionati che arrivino con un furgoncino e con intenzioni non propriamente lodevoli. Abbiamo un  museo là dentro e sappiamo cos’è successo lo scorso anno con l’intrusione nell’edificio e gli atti vandalici che vi sono stati compiuti”.  

La Mattioda aveva già avanzato in precedenza delle richieste di permuta. “Ne abbiamo parlato – ha detto la Cresto -  ci siamo confrontati ed abbiamo fatto a nostra volta delle richieste, che sono state accolte. L’idea è quella di arrivare ad un un’unica via di accesso per le parti di proprietà comunale, eliminando le servitù: per le centrali idroelettriche c’è un secondo passaggio da Via Ivrea e i loro gestori potrebbero utilizzare quello”.

Stavolta i gruppi di opposizione si sono mostrati in sintonia con la maggioranza.

Il capogruppo dei <Moderati e Indipendenti> Danilo Armanni si era dovuto assentare e non ha partecipato al voto ma il suo collega di schieramento Davide Trettene si è detto pienamente d’accordo con la permuta: “Va a vantaggio di tutti e  non comporta costi per il Comune: meglio di così non si potrebbe fare”.

D’accordo anche <Cuorgnè C’è>: Pieruccini e Perotti si sono astenuti “solo perché non abbiamo ancora visto un progetto preciso ma in seguito daremo sicuramente il nostro assenso”. D’accordissimo Mauro Pianasso de <Il cambiamento che aspettavi>: da avvocato vede chiaramente i rischi connessi ad una situazione proprietaria complicata. “La permuta – ha detto infatti - è conveniente e dismettere le aree che comportano il passaggio di altri soggetti non può che rappresentare un vantaggio”.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori