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Cuorgnè

Mistero sull’eredità lasciata dall’ex sindaco

Il testamento è stato aperto a settembre. Non si sa ancora quanto possa valere il lascito al Comune. Se ne è parlato l’altra sera in Consiglio

Cuorgnè

Giancarlo Vacca Cavalot si è spento nei mesi scorsi

A che punto siamo con il lascito testamentario del defunto ex-sindaco di Cuorgnè Giancarlo Vacca Cavalot alla sua città e cosa se ne sa?

E’ quanto avevano chiesto i due componenti del gruppo di opposizione <Cuorgnè C’è> in un’interrogazione presentata loscorso 25 settembre ed inserita all’ordine del giorno nella seduta di consiglio di mercoledì 18 ottobre.

Ad illustrare l’interpellanza era stato il capogruppo Davide Pieruccini: La decisione dell’ex-sindaco, che abbiamo accolto con piacere, ci porta però a porre delle domande. Non si tratta di curiosità fine a sé stessa ma, trattandosi di una donazione fatta alla città, crediamo sia necessaria una discussione pubblica così che tutti possano ricevere informazioni al riguardo.

Dal modo in cui era stata posta la questione, s’intuiva che probabilmente i firmatari avevano udito qualche voce sulleprocedure complesse che l’amministrazione comunale avrebbe dovuto affrontare. La risposta dell’attuale prima cittadina Giovanna Cresto ha in effetti confermato tale ipotesi.

Giovanna Cresto sindaco di Cuorgnè 

Di snello, in questo procedimento, non ci sarà nulla - ha dichiarato con una risatinaE’ un dato certo”. Ha quindi spiegato che Il testamento è stato aperto dal notaio, il dottor Agosto, ed è pervenuto al nostro protocollo il 14 settembre; prima non  ne eravamo in possesso. Il Comune viene istituito erede in misura di un terzo dell’intero patrimonio, con destinazione della somma in parte al rinnovo della concessione per la tomba di famiglia quando arriverà a scadenza e in parte per la manutenzione straordinaria del cimitero del capoluogo”.

A chi andrà il resto? Per un altro terzo all’Ente Morale <Giusto Morgando> mentre l’ultimo terzo andrà diviso fra due soggetti privati, dei quali – ha dichiarato il sindaco – non dirò il nome per rispetto della Privacy ma che erano strettamente legati al defunto.

Ci sono poi tre legati di 10.000 euro ciascuno destinati alle suore del Cottolengo di Casa Borella, all’Istituto per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, alla Parrocchia di Cuorgnè per le opere di bene della San Vincenzo de’ Paoli. Questi importi andranno prelevati appena possibile dalla liquidità complessiva e versati direttamente ai soggetti destinatari con oneri ovviamente  a lorocarico. Nel caso in cui uno degli eredi rinunci, la sua parte dovrà essere redistribuita in misura uguale fra i legatari”.

Davide Pieruccini 

Questo tipo di lascito comporta tempi lunghi e tutta una serie di oneri procedurali che -ha spiegato il sindaco – sono insoliti per unente pubblico poiché di solito i Comuni ricevono dei legati.Accetteremo con Beneficio d’Inventario e così pure il <Giusto Morgando>: il testamento non prevedeva esecutori testamentari che si occupassero di sanare eventuali passività e determinare l’attivo. Abbiamo preso contatto con il notaio  e con gli altri eredi  e sono in corso le attività preliminari per individuare conti e beni immobili: alcuni di questi sappiamo che sono adibiti ad usi particolari, come quello che ospita una scuola. L’indicazione, in linea di massima, è che quanti sono in possesso di un contratto di locazione ancora valido continuino per il momento a versare gli importi di prima sul medesimo conto corrente, poi bisognerà vedere come monetizzare gli edifici, sempre con il problema che non si tratta di tre eredi privati che si mettono d’accordo fra loro ma di enti: serviranno quindi professionisti, perizie… e tempo. Non sarà una cosa di uno o due mesi e, come dice il nostro Ufficio Legale, metteremo fuori un cartello con la scritta <Ufficio Successioni>. Ha tuttavia precisato: “La mia non è una critica: ben venga questo gesto che costituisce un atto d’amore verso la città”.

Pierucccini, che si è dichiaratoSoddisfatto” ha però espresso l’opinione che, trattandosi di una donazione importante, si sarebbe potuto -pur nel rispetto della privacy - rendere onore al defunto con una conferenza-stampa o un consiglio comunale aperto. La sua scelta – ha detto da cuorgnatese mi ha reso felice”.

Per ora l’entità della donazione resta quindi riservata. Certo è strano che Vacca Cavalot, in materia di Diritto  assai preparato, avesse scelto il complicato percorso dell’eredità anziché destinare al Comune un lascito prefissato.

L’ipotesi più probabile è che abbia scelto questa strada per garantire alla città una somma consistente.

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