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Ivrea

Nuovo piano regolatore: l'assessore prende l'Alka-Seltzer e lo digerisce!

Si è rinita alcuni giorni fa la conferenza di copianificazione. Tutto a posto

Francesco Comotto

Francesco Comotto

Qualche giorno fa si è riunita a Torino la conferenza di copianificazione per il nuovo piano regolatore. 

“E’ filato tutto liscio - sintetizza l’assessore Francesco Comotto - Non potevamo opporci. Quello che si è fatto si è fatto e a noi serve lo strumento. Non si possono più fare delle modifiche. Certo che avremmo potuto optare per la revoca ma avremmo causato un danno... In ogni caso le linee guida erano state in gran parte condivise... ”.

A pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca, diceva quel tale, che poi è morto, che la sapeva lunga, che si chiamava Giulio Andreotti e tutt’altro era che un pirla. 

Le barricate che si sono viste in campagna elettorale? Tutta "fuffa". Altra opzione: Comotto ha deciso di ubriacarsi con l'Alka-Seltezer per digerirlo tutto e fino in fondo. 

Alla fin fine che cos'è il nuovo governo Chiantore se non figlio del governo Sertoli che è stato a sua volta figlio del governo Della Pepa

E il pensiero corre a quegli ultimi giorni di campagna elettorale con le barricate fuori e dentro il palazzo. 

Sullo sfondo c’è quell’assessore  (qualcuno si ricorda ancora come si chiamava?) che, proprio sul finale di un mandato, si era messo a correre come un maratoneta,  per portare in giunta e far approvare il progetto. 

Di lato un presidente della commissione “assetto e uso del territorio”, cioè l’attuale assessore Francesco Comotto, che più o meno gli diceva  “Vieni un po’ qua bello mio. Fammi un po’ vedere....”. Una cosa più che normale, veniva da dire. Meno male che esistevano un controllato e un controllare.

Morale? Nei giorni successivi Comotto ufficialmente convocava una riunione con tutti i crismi necessari. Cercarono di impedirglielo ma non ci riuscirono.

“Ci siete? Non ci siete? Venite? Non venite?”. Al telefono Marco Neri disse che si trovava a Novara per lavoro, Donato Malpede che era in giro a far campagna elettorale e Fernando Pivato aveva il telefono spento.

“Se ci siete solo voi tre, manca il numero legale...” sbottarono come un fuoco d’artificio Davide Luciani (funzionario del Comune) e Fabio Flores (dirigente dell’Ufficio tecnico) rivolgendosi a  Fabrizio Dulla, Maurizio Perinetti e Comotto. Presenti al tavolo anche tutti i professionisti dello studio Paglia, a cominciare dall’architetto Giancarlo Paglia, più due professionisti chiamati dalle Opposizioni, Roberto Luccio e Cesare Ferrari, con le lenti di ingrandimento in mano.

Sotto li ricatto di una conferenza stampa a giornali unificati la riunione alla fine si fece lo stesso e si cominciò a discutere di quelle 82 “osservazioni” prese in esame dagli uffici, una per una, con relativa risposta.

FEBBRAIO 2023, LA PRESENTAZIONE DELLO STUDIO PAGLIA

Si venne a sapere che  ne erano state approvate 49. E ancora che 21 erano state accolte solo parzialmente e solo 12 erano state rigettate.

Molte fanno riferimento a pezzi di terra che da agricoli sono diventati fabbricabili (e poi qualcuno ha ancora il coraggio di dire che non si stava coltivando il consenso) anche uno situato in mezzo al verde verso Cascinette di proprietà un libero professionista molto noto in città.

Più nello specifico, invece, tra le risposte alle osservazioni, ce n’era una, inviata al Parco Dora Baltea, che solo la mente perversa di chi l’aveva scritta poteva partorirla così. Era il rifiuto di aumentare (in alcuni terreni situati nell’area Montefibre) le volumetrie in altezza (da 25 a 40 metri) perchè il Pd (si legge “una forza politica”) non era d’accordo. “Caro proprietario di questo terreno (che poi è Bertino) ti diciamo di no per accontentare il Pd...”. 

Non perchè costruire un palazzo di 40 metri è uno schiaffo allo skyline della città, non perchè già fa schifo vedere cos’è il Poliambulatorio. Macché. Ti diciamo “no” solo perchè il Pd non vuole. Insomma da tenersi le mani sulla pancia dal ridere.

Dell’area zingari non si riuscì a parlare, men che meno si è capito se fosse vera la notizia di un accordo tra l’Amministrazione comunale e i Flecchia per trasferire al Comune la proprietà di alcuni terreni intorno al lago San Michele e consentire così la costruzione di un percorso.

Altro capitolo il famoso “peduncolino” trasformatosi da strada di scorrimento in semplice viabilità interna, anche in questo caso per accontentare alcuni cittadini.

“Disegnata così - aveva inforcato l’allora capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - difficilmente Città Metropolitana la finanzierà e il Comune non avrà mai la forza economica per farla...”. 

Insomma: fine del progetto!

“Beh, quel che succederà dopo le elezioni sembra chiaro - disse Comotto a fine riunione -  una revoca della delibera di giunta con cui si è approvato il PRG in “autotutela . Pare si possa fare...”.

Morta qui? Non tanto!

Nel senso che di questo si parlerà anche nel corso del prossimo consiglio comunale grazie ad un’interpellanza delle Opposizioni che porta la firma di Andrea Cantoni, Elisabetta Piccoli, Paolo Noascone e Gabriele Garino.

Voglino avere notizie e si dicono preoccupati.

“Quando si arriverà ad adottare il Progetto Definitivo della Variante Generale al PRG -  si chiedono - Si è già quantificato l’importo del danno economico al bilancio per il mancato gettito IMU 2024 che il ritardo comporterà a seguito del periodo di doppia salvaguardia...”.

Come si è arrivati sino a qui?

Tutto comincia nel 2017 quando l’Amministrazione guidata da Carlo Della Pepa indice la gara per una variante strutturale poi vinta dallo Studio Boeri. 

Nel team anche il piemontese Aldo Besate che poi è mancato nell’agosto del 2019.

Nasce il primo problema con l'inserimento di Ivrea tra i siti patrimonio Unesco. Una variante strutturale non sarebbe stata adatta per recepire il piano paesaggistico regionale e la messa in salvaguardia della zona di via Jervis, ma si va avanti lo stesso

il 20 marzo del 2018 l'architetto Massimo Giuliani (Studio Boeri) presenta le linee guide ai cittadini. La “proposta tecnica del progetto preliminare”, viene approvata il 22 gennaio del 2020 con i soli voti della maggioranza e, praticamente “bocciata” dalla Regione Piemonte. 

Segue il 10 febbraio dello stesso anno la pubblicazione della “Proposta” con tanto di invito ai cittadini a presentare osservazioni e proposte, dapprima entro il 10 marzo e poi, a causa di alcune informalità e per  il Covid 19,  con scadenza 25 luglio. La Conferenza di Copianificazione si conclude il 26 novembre 2020 con una lunga serie di rilievi. 

Poi il “nulla” condito da “niente” per mesi e mesi fino al settembre del 2021 con l’annuncio, in consiglio comunale, che a luglio s’era definitivamente rotto, con una triplice fattura da 5 mila euro l’una (emesse da Massimo Giuliani, Giovanni Sciuto e Marco Tosca) il rapporto con lo Studio Boeri. 

Chiuso un capitolo se ne apre un altro con una variazione di bilancio di 55 mila euro riguardante l’affidamento di un “incarico per la variante generale di piano regolatore…” allo studio dell’architetto Gian Carlo Paglia di Agliè. Sarebbe stato lui, da lì in avanti, ad occuparsi della parte urbanistica. 

Si sarebbero aggiunti il geologo Daniele Chiuminatto, il naturalista Diego Marra e lo specialista dell’acustica Stefano Roletti. Tutti a lavorare a capo chino e in staff coordinati dall’Ufficio tecnico.   

A QUESTO LINK TUTTI GLI ELABORATI: PIANO REGOLATORE IVREA

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