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18 Ottobre 2023 - 09:26
Gentilezza e pazienza. Se ci sono due qualità che Mario Fatibene si riconosce, sono queste. E forse è racchiuso qui il segreto del suo successo come commerciante. Dal 1989 è titolare del negozio Ottica Fatibene di via Torino 65 a Chivasso.
Ha 57 anni. Nasce il 5 marzo 1966 a Chivasso, da famiglia pugliese. Frequenta la scuola elementare presso un collegio di suore a Vische, la scuola media a Chivasso e si diploma come geometra a Torino.
"Dopo la maturità ho deciso di fare la scuola come Ottico Optometrista a Vinci, in provincia di Firenze. Era il 1985. Ho vissuto in Toscana tre anni".
Terminati gli studi, Fatibene parte per il militare e resta un anno a Bolzano.
"Al ritorno, nel 1989 ho ristrutturato il negozio dei miei genitori. Era stato aperto cinquant'anni fa, nel 1972. Mia mamma, Leonarda Mescia, era una fotografa e quello era un negozio di fotografia, ma in quell'anno l'abbiamo rifatto completamente abbandonando il settore "foto".
Sei cresciuto tra pellicole e camere oscure, la fotografia non ti ha mai appassionato?
"No, mai. Il mio destino era già tracciato e sapevo che il mio futuro era legato a quel negozio, ma la mia inclinazione era diversa".
Cosa sognavi di fare da bambino?
"Il dottore. Le professioni mediche che mi hanno sempre affascinato e forse, se non ci fosse stato il negozio di famiglia, avrei fatto l'oculista. Ma devo anche dire che sentivo un forte desiderio di indipendenza e gli studi in medicina sono molto lunghi. La scuola da ottico mi è sembrata la soluzione migliore. E dopo tre anni ero pronto per lavorare. Alla fine devo dire che è stata una scelta naturale, ma non obbligata".

In questi oltre trent'anni, come hai visto cambiare il commercio?
"E' cambiato profondamente. Negozi di famiglia, qui a Chivasso, se sono rimasti davvero pochi e si contano sulla punta delle dita. Però devo dire che lavorare in provincia è meglio che lavorare in città. La concorrenza è sicuramente molto alta anche qui, ma cerco di difendermi" dice sorridendo.
E come?
"Sicuramente la gentilezza e la pazienza sono caratteristiche che aiutano molto e vengono riconosciute e apprezzate. Oltre alla capacità tecnica. I miei clienti, posso dire di conoscerli tutti. Sono più o meno sempre gli stessi e tornano qui di padre in figlio. Un giro proporzionato alla struttura e all'organizzazione di questo negozio".
Cosa sacrifichi per il tuo lavoro?
"Sicuramente la qualità della vita. E' vero che non è un lavoro come andare in miniera, ma è molto impegnativo in termine di tempo. Sei sulla strada, non puoi lavorare su appuntamento. La gente passa, vede un occhiale ed entra per provarlo. E per questo devi stare aperto dal mattino alla sera, tutti i giorni. E diventa molto impegnativo. Quello che manca è il tempo".
Ferie riesci a farne?
"Ad agosto non ho chiuso. Ora non è più come una volta, come quando c'era l'esodo degli operai fiat che andavano in vacanza con le loro famiglie. Agosto è un mese come tutti e si fattura come negli altri. Ho chiuso solo il 16 agosto. Però ho deciso di chiudere una settimana ad ottobre, dal 16 al 21 e andrò a Samarcanda, in Uzbekistan. Poi inizierò a preparami al Natale, sperando che gli affari vadano bene".
A proposito di figli, ne hai due, Andrea e Camilla. Seguiranno le tue orme?
"Andrea no, ha tutt'altra inclinazione. Si è laureato in Filosofia. Camilla, invece sta terminando gli studi da Optometrista, come me. Il futuro di questo negozio è legato a lei".
E nel tuo futuro, invece, cosa vedi?
"Per un periodo, sicuramente affiancherò mia figlia. Poi inizierò a dedicarmi di più alle mie passioni, a partire dal Teatro che rappresenta una parte ancora molto attiva della mia vita. Sono ancora dentro nella Fondazione Teatro Stabile di Torino, come presidente de gli Amici del Teatro. Qualche sera fa ho lo spettacolo di Nanni Moretti. Poi ho avuto modo di incontrarlo e conoscerlo. E' stato molto bello. Un altra mia passione è la corsa. La corsa che con l'età è diventata una camminata. Ma continuo con costanza a fare sport. Anche per la salute".
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