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Commerciante dell'anno

Dall'Egitto a Settimo per seguire la sua passione per la cucina

"L'Italia ormai è casa mia, ma quante tasse che si pagano!"

Samy Makdour al lavoro

Dall’Egitto a Settimo Torinese per seguire la passione per la cucina. 

Tra i commercianti in città, questa settimana abbiamo deciso di raccontare anche la storia di Samy Makdour, 45 anni e titolare della Pizzeria Kebab Orgada in via Leinì. 

“Sono aperto a Settimo da più di 4 anni - ci spiega mentre stende la pasta di una pizza - sono nato ad al-Munufiyya, un piccolo paese tra il Cairo e Alessandria. È la città che ha dato i natali all’80% dei presidenti egiziani”. 

La storia di Samy comincia a pochi passi dal Cairo, dove si è laureato in lingua araba. “Sì ho finito l’università in Egitto, ma c’era poco lavoro - dice - ho scelto di venire qui in Italia per un futuro migliore. La lingua italiana? No non è stato difficile impararla, mi sono anche sposato con una donna di Ivrea”. 

Il locale di Samy Makdour in via Leinì a Settimo

Arrivato sul nostro territorio, circa 14 anni fa Samy ha seguito la sua passione per la cucina e ha cominciato a lavorare in un ristorante a Torino. “All’inizio facevo fatica: o cucinavo o parlavo, tutti e due assieme non li riuscivo a fare. Poi con il tempo le cose migliorano, soprattuto se hai voglia di imparare. Mi è sempre piaciuto fare da mangiare, e nei ristoranti di Torino ho imparato un po’ di tutto, ma le cose che preferisco preparare sono carne e pesce, in tutti i modi. Anche i dolci non sono male. 

Dopo anni nelle cucine del capoluogo, Samy ha poi deciso di tornare a casa in Egitto: nuovamente in Italia, però, ritrovare un posto di lavoro a Torino non è stato semplice. 

“Ho provato per un po’, ma poi ho deciso di aprire un locale tutto mio. Qui lavoro da solo, e ogni tanto c’è qualcuno che fa le consegne. Le specialità? Pizza o kebab, anche tutti e due assieme” continua Samy; non è mancato, poi, un commento sugli ultimi anni, economicamente non semplici: dal 2020 è stato tutto un po’ in salita. L’Italia ormai è casa mia, ma quante tasse che si pagano! - dice - all’Egitto penso spesso. È normale, la tua terra ti mancherà sempre, ma adesso l’obiettivo è continuare a lavorare per riuscire a portare i miei 3 figli qui, nel torinese”. 

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