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La Torino-Ceres riapre a gennaio ma potrebbe chiudere di nuovo: ecco quando e perché

C'è da realizzare il sottopasso a Ciriè: non ci sono ancora le tempistiche precise, ma per realizzare l'opera potrebbero volerci alcuni mesi

La stazione di Ciriè vista dal punto dove verrebbe realizzato il sottopasso

La stazione di Ciriè vista dal punto dove verrebbe realizzato il sottopasso

La Torino-Ceres riaprirà i battenti, ma potrebbe chiudere di nuovo: nel giro dei prossimi due anni, infatti, dovrebbero prendere il via i lavori per realizzare il sottopasso di Ciriè. L'opera sarebbe fondamentale per garantire il passaggio a Ciriè di un treno ogni 15/20 minuti senza interrompere di continuo il traffico automobilistico per abbassare e alzare il passaggio a livello vicino alla stazione.

Per l'opera non c'è ancora un cronoprogramma certo: in qualche ufficio, infatti, ci sono dei tecnici che stanno ancora mettendo nero su bianco il progetto.

Tempo di chiudere la progettazione e di mettere in piedi la gara d'appalto per i lavori e si dovrà di nuovo tornare a ripensare a come realizzare l'opera senza creare troppi disagi. Si tratta di un'opera finanziata con 10 milioni e mezzo di euro che cambierà radicalmente il volto dei primi metri di ferrovia che da Ciriè porta verso Torino.

E che peraltro semplificherà la vita della gente. Niente più code al passaggio a livello, traffico scorrevole e per di più la possibilità di far passare un treno ogni 15 minuti senza colpo ferire alla circolazione stradale: un mezzo paradiso di viabilità. La domanda che si fanno in tanti però è altrettanto legittima: e se la ferrovia dovesse chiudere di nuovo (dopo mesi di disagi) per dei mesi interi per permettere la realizzazione dell'opera? E quanto ci vorrà per fare i lavori?

La stazione di Ciriè nel punto dove verrebbe realizzato il sottopasso



Abbiamo preso l'interrogativo e l'abbiamo "girato" al sindaco di Ciriè Loredana Devietti.

"Si cercherà di ridurre i disagi il più possibile"

"Questo finanziamento non rientra nel Pnrr, e non ha fortunatamente tempi strettissimi - premette il sindaco -. Attualmente i soggetti attuatori sono Rfi, Scr e la Città di Ciriè Ciriè, a dimostrazione della fiducia dell'assessore regionale Marco Gabusi nei confronti di questa amministrazione comunale".

Ma il Comune ha comunque deciso di partire in anticipo, facendosi anticipare i soldi per la progettazione da Cassa Depositi e Prestiti, che ha il vantaggio di erogare prestiti a tassi di interesse vantaggiosi per gli enti locali. "Poi abbiamo fatto la gara e abbiamo fatto partire la progettazione, che necessita di 150 giorni" spiega Devietti.

Quindi non è qualcosa che si fa dall'oggi al domani. Ad oggi non c'è ancora un cronoprogramma definito dei lavori (proprio perché non c'è un progetto) ma, spiega Devietti, "l'interruzione potrebbe avvenire nel momento in cui, finito il progetto e avute le autorizzazioni, ci accorderemo con Trenitalia e cercheremo di lavorare nel migliore dei modi per interrompere il servizio il meno possibile".

Loredana Devietti, sindaco di Ciriè

I lavori non sarebbero necessariamente lunghi, e da quello che si sa al momento potrebbe anche essere necessaria la chiusura per soli 3/4 mesi. "Quella zona lì sarà sicuramenta a disagio, come in tutti i cantieri: quello che è sicuro è che né noi né Trenitalia abbiamo intenzione di interrompere la linea per un anno: fosse da interrompere sei mesi saranno sei mesi, ma noi pensiamo anche meno, l'interruzione potrebbe durare anche solo un'estate".

Anche perché la realizzazione del sottopasso genererà un cambiamento radicale in tutto l'assetto urbano della zona della stazione: "Non dovremo fare solo il sottopasso - spiega ancora Devietti - ma anche il collegamento con la rotonda della stazione, e dall'altra parte una rotonda in via Robassomero che permetta tra l'altro di costruire un Movicentro per pullman e per l'interscambio auto-treno. Quello diventerà un quartiere nuovo, si potrà arrivare all'ospedale molto tranquillamente e si avrà una nuova rotonda che decongestionerà le attese".

Sull'opera Devietti punta molto, perché assieme alla nuova rotonda di fronte alla stazione potrebbe dare vita a uno spazio urbano completamente rinnovato, con un traffico più scorrevole e i treni più frequenti. Si può ragionevolmente ipotizzare che almeno per un anno i convogli sulla Torino-Ceres dovrebbero correre sui binari senza interruzione.

Tra la progettazione, la gara d'appalto e possibili ricorsi, infatti, è ragionevole pensare che le prime trivelle cominceranno a lavorare al sottopasso nel 2025. Ma al momento queste sono solo ipotesi e calcoli basati sui pochi dati a disposizione. Intanto, due settimane fa la Giunta ha preparato i documenti per affidare le indagini geognostiche finalizzate alla progettazione. I prossimi passi li scopriremo passo dopo passo.

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