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11 Ottobre 2023 - 19:05
"Ci stanno portando via l'acqua e non muoviamo un dito. Ecco cosa sta succedendo".
Gianbattistino Chiono è un fiume in piena. E' proprio il caso di dirlo...
L'opera faraonica di cui, proprio in questi giorni, stanno allestendo i cantieri, a questo sindaco di lungo corso, proprio non va giù.
Parliamo dell'Acquedotto del Canavese, quello che verrà realizzato (nel giro di ben 10 anni) in Valle Orco. Un investimento da 254,5 milioni di euro che servirà 128 mila utenti.
La presentazione del “Cantiere dell’Acquedotto della Valle Orco”, finanziato con fondi PNRR, si terrà SABATO 4 novembre 2023,a Locana in Frazione Praie.
Per l'occasione arriveranno anche il Ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, il sindaco di Torino, Stefano Lorusso e la presidente dell'ATO3 Torinese, Loredana Devietti, oltre al sindaco di Locana Mauro Peruzzo Cornetto.

IL MINISTRO MATTEO SALVINI PRENDERA' PARTE ALL'INAUGURAZIONE DEL CANTIERE
"Tutto bello - commenta sarcastico Chiono -, peccato che porterà via 900 litri di acqua al secondo dal Torrente Orco!". E questo Chiono lo va dicendo da anni, da quando si è iniziato a parlare del progetto.

GIANBATTISTINO CHIONO, SINDACO DI BUSANO
"Portano via l'acqua da tutti i comuni dell'asse dell'Orco per portarla ad Ivrea. Ricordo benissimo quando, in fase di presentazione del progetto chiedemmo ai tecnici di Smat perché andassero a prendere l'acqua dalla Valle Orco, anziché quella della Dora. Rispostero candidamente: "Perché è più buona". E noi stiamo a guardare mentre prosciugano i nostri territori? Sappiamo benissimo che Smat è in grado di depurare anche l'acqua del Po. Figurati se non può farlo con quella della Dora. Solo che prenderla a Rosone è più facile. Il processo stesso di depurazione sarà più semplice. Che importa se l'Orco verrà mandato quasi in secca!".
Ancora una volta, Chiono si è trovato solo nella battaglia: "Avremmo dovuto far sentire molto di più la nostra voce, ma ormai non ci sono più sindaci in grado di difendere il territorio. Diventeremo una "riserva indiana", qui non ci sarà più niente".
Busano, circa una decina di anni fa, aveva risolto i problemi idrici grazie a due pozzi: "I nostri pozzi forniscono ben 19litri al secondo a fronte di un bisogno di 9/10 litri circa. Credevamo di aver risolto ogni problema per moltissimi anni. Ma grazie a quest'opera Faraonica la falda che li alimenta, provenendo dall'Orco, diventerà presto insufficiente e questo per cosa? Per portare l'acqua ad Ivrea e verso Torino! Qui, infatti, passerà appena un tubicino. Nulla che possa garantire l'approvvigionamento necessario".
Una delle preoccupazioni di Chiono consiste proprio nel fatto che l'Acquedotto del Canavese sia l'ennesimo progetto "torinocentrico: "Un ramo andrà proprio da quella parte - dice -. Le direzioni, infatti sono Lombardore, Caluso ed Ivrea. Facile pensare che da Lombardare le tubature andranno verso Caselle, Borgaro, Ciriè. Se non proprio Torino, la prima cintura di sicuro".
Smat, dal canto suo, parla di "Un grande acquedotto che rivoluzionerà il sistema idrico della zona - annunciava nel 2018 Paolo Romano, amministratore delegato di SMAT - andando a sopperire alle attuali carenze".

Paolo Romano
Il nuovo impianto preleverà l’acqua a Rosone, dal torrente Piantonetto, utilizzando l’invaso del Teleccio, a 1.900 metri di quota.
L’infrastruttura comprenderà 140 chilometri di tubature, che serviranno una quarantina di Comuni, da Rivarolo a Cuorgnè e da Castellamonte a Ivrea, per oltre 128 mila abitanti.

140 kilometri di nuove condutture per portare l’acqua da Locana sino a Castellamonte e da qui lungo tre direttrici verso l’eporediese (Ivrea), verso il calusiese (Caluso-Mazzè) e il canavese (Lombardore – Bosconero) compresi tutti i Comuni attraversati per un complessivoo di circa 125 mila abitanti.
"Il territorio doveva battere i pugni - insiste Chiono - ci piangeremo addosso. L'Orco in questi ultimi anni è già stato in secca. Abbiamo avuto grossi problemi di siccità. Il Canale di Caluso ne ha risentito. Voglio vedere cosa succederà quando toglieremo tutta questa parte destinata all'irrigazione. La soluzione era quella di creare tanti piccoli invasi da utilizzare al bisogno aprendo e chiudendo le paratoie. Sono più di vent'anni che lo dico. Ma ancora una volta, le mie sono state parole al vento".
Coldiretti
La preoccupazione per un utilizzo esclusivamente ad uso idropotabile di una così importante quantità d'acqua, preoccupa anche coldiretti che aveva definito il progetto "anacronistico".
“Dopo un’annata così siccitosa come quella del 2022 - ci aveva detto - dovremmo avere imparato che qualunque progetto di captazione idrica deve essere adeguato al concetto di uso plurimo delle acque - dichiarava alcuni mesi fa il presidente Bruno Mecca Cici -. Rispolverare un progetto come quello dell’acquedotto della valle Orco e concepirlo per il solo utilizzo idropotabile ci pare del tutto anacronistico. Un’opera che prevede un prelievo importante da bacini imbriferi come quello dell’Orco che vede i ghiacciai in ritirata e la mancanza di precipitazioni nevose deve perlomeno essere utile per tutti e tre gli usi strategici: potabile, energetico e anche irriguo".

IL PRESIDENTE DI COLDIRETTI BRUNO MECCA CICI
Un progetto che non tiene conto dell'agricoltura: "Dobbiamo imparare tutti qualcosa da quello che sta accadendo al clima. Il primo insegnamento è che l’acqua non deve mancare all’agricoltura. Le produzioni agricole, dai cereali ai foraggi, dagli ortaggi alla frutta tutti i prodotti della terra hanno bisogno di acqua. Senza irrigazione non c’è agricoltura. Se dovremo fare fronte ad annate sempre più siccitose, intervallate da bombe d’acqua, l’unica strada per continuare a produrre cibo senza dover aumentare la dipendenza dall’estero è accumulare l’acqua quando piove troppo per usarla quando non piove ma anche utilizzare le risorse per i grandi investimenti pubblici in favore di opere che coprano tutti i fabbisogni primari. L’agricoltura deve entrare a pieno titolo tra i bisogni primari e non ci deve più essere una grande derivazione così come una grande captazione che non siano progettate anche per finalità irrigue”.
Il Progetto
Il Progetto Preliminare è del marzo del 2019 e quantificava l’investimento totale in 186.100.000 euro. Obiettivo dichiarato: migliorare la fornitura di acqua potabile nelle case dei cittadini residenti in una vasta area del canavese, calusiese, eporediese e rivarolese, con il suo inserimento nel ciclo produttivo di energia idroelettrica in servizio da parecchi decenni nell’alta e media Valle Orco.
Si era ritornati a parlarne l'estate scorsa, anche in maniera spinta, sulla scia di una siccità che aveva lasciato alcuni comuni “a bocca asciutta”.
L’impianto, stando ai progetti, avrà sei invasi capaci di trattenere 83 milioni di metri cubi di acqua, un impianto di potabilizzazione da realizzarsi a Locana con un potenziale di 52 mila metri cubi al giorno e condotte del diametro da 500 a 800 millimetri tali da garantire una distribuzione fino ad un massimo di 800 litri al secondo
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