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Feletto
02 Ottobre 2023 - 19:15
In piazza a Torino per manifestare e sostenere i governi d’Africa.
Il consigliere comunale di Feletto, Edmond Benewinde Traore, sabato ha partecipato all’iniziativa organizzata dalla Comunità Nigerina in Piemonte a sostegno degli stati del Sahel.
“Noi come burkinabé (abitanti del Burkina Faso, Ndr) abbiamo aderito. Volevamo già organizzarne una, ma visto che loro avevano già fissato una data, abbiamo pensato di manifestare insieme. Il Mali, il Niger e il Burkina Faso, vivono nella paura del terrorismo, guidati da governi di transizione. L’idea era di portare un sostegno ai nostri governanti che hanno come obiettivo combattere il terrorismo e la colonizzazione”.
Traore, che è originario del Burkina Faso e porta il suo paese nel cuore, spiega: “Noi che viviamo fuori dal paese, siamo preoccupati per i problemi dei nostri paesi d’origine. Lì abbiamo i genitori, i parenti e noi stessi siamo chiamati per tornare lì. Volevamo lanciare un messaggio all’Italia e al mondo per far conoscere questa realtà. Per far sapere quel che sta succedendo in Africa”.
Sabato pomeriggio, in piazza Carlo Alberto a Torino, c’era molta gente.
“Soprattutto dal Mali, Niger, Burquina Faso, Costa d’Avorio. Ma c’erano anche attivisti italiani. Una bella piazza condivisa. Siamo stati molto contenti e stiamo pensando di organizzare una grande manifestazione qui a Torino con tutte le nazioni africane insieme. Inizieremo a prepararla già la prossima settimana. E’ il momento di dare la voce e sostegno alle nostre nazioni che stanno soffrendo tanto” spiega Traore.

Classe 1975, nato il 21 giugno, Traorè cresce in una famiglia di diciotto fratelli e sorelle. Vive in Burkina Faso fino al 2006, quando è costretto a lasciare il paese con un visto turistico per motivi politici. Nel Paese africano, all’epoca, imperversava infatti la dittatura di Blaise Compaorè.
Una dittatura a cui Eddy, assieme a tanti amici e compagni, si era opposto fin dal primo momento. Fin da quando, cioè, Compaorè, col sostegno dei governi francese e statunitense, rovesciò il 15 ottobre del 1987 il governo del presidente marxista Thomas Sankara dopo averlo brutalmente ucciso.
All’epoca Eddy aveva solo 12 anni, ma porta impresso dentro di sé il ricordo di quella figura carismatica, passato alla storia come il Che Guevara africano.
“La popolazione del Burkina Faso, dal 2015 soffre moltissimo. Si contano 2milioni di sfollati. Soprattutto donne e bambini. Le scuole sono state chiuse e c’è molta povertà. Le cose però stanno cambiando”.
Il riferimento è al colpo di stato fatto il 30 settembre del 2022 da Ibrahim Traoré: “E’ esattamente un anno che è salito al governo e ha già fatto molte cose - spiega il consigliere felettese -. Ha liberato molti villaggi e riaperto alcune scuole. La popolazione è d’accordo con lui. Ha mandato i francesi fuori dal paese e ha fatto un appello chiamando a raccolta i ragazzi che sono accorsi per combattere con lui. Sono i volontari per la difesa della patria. Una cosa unica al mondo. Traoré è un giovane presidente di 35 anni che sta seguendo i passi dell’ex presidente Thomas Sankara. Tutta l’Africa adesso parla di lui e delle grandi cose che sta facendo”.
Ed è per sostenere questi nuovi governi di Mali, Niger e Burkina Faso che molti africani sabato sono scesi in piazza.
“Tutto è iniziato in Mali, poi in Burkina Faso e a luglio, nel Niger. L’obiettivo era sostenere questi tre dirigenti e rinnovare la fiducia in loro”.
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TRAORE' A TORINO CON LA SUA FAMIGLIA
Traoré, che mantiene stretti i rapporti con il suo Stato d’origine, poi aggiunge: “Noi della diaspora abbiamo fatto una colletta per sostenere il nuovo governante e per comprare i beni di prima necessità per gli sfollati. Il nostro paese è sempre nel nostro cuore”.
L’infanzia in Burkina Faso e l’incontro con Sankara
Se gli si chiede di raccontare il Burkina Faso, infatti, Eddy comincia proprio da Sankara. “Ho ancora in mente il ricordo di quando lo incontrai il 2 ottobre 1987. Sankara era venuto a fare una visita a Tenkodogo e io ero tra i Pionieers. Spettava a noi il compito di accoglierlo”.
Neanche due settimane dopo, Sankara sarebbe stato ucciso, e assieme a lui il suo governo.L’organizzazione dei Pioneers of Revolution era il movimento giovanile fondato da Sankara quando salì al governo nel 1983. Basco giallo, fazzoletto rosso al collo e divisa bianca e nera, i bambini e gli adolescenti che rientravano nel movimento accoglievano a braccia aperte il loro presidente ovunque si presentasse.

THOMAS SANKARA
Tra questi c’era Edmond. “Sankara - ci racconta - teneva molto ai bambini, e diceva sempre che il futuro eravamo noi”.
E infatti, tra le tante misure prese dal governo di Sankara c’erano quelle a favore dell’infanzia.
Sankara, infatti, si adoperò per contrastare pratiche barbare come la mutilazione genitale femminile e i matrimoni forzati. Inoltre organizzò una campagna di alfabetizzazione nazionale, e circa 2,5 milioni di bambini furono vaccinati contro la meningite, la febbre gialla e il morbillo. “Quando l’ho incontrato di persona ho visto in lui una figura semplice, umile, che ci guardava con grande amore e che ci parlava con la franchezza della verità” ricorda Eddy.
Poi aggiunge: “Vedo tanto di lui in Ibrahim Traoré. Per questo sono certo che farà bene”.
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