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Politica
30 Settembre 2023 - 17:12
Da sinistra a destra Diego Borla, Maurizio Perinetti, Elisabetta Ballurio
Un consiglio comunale da paesone che perde più di 30 minuti per parlare dei capperi (una questione che si sarebbe potuta liquidare con una ola), qualche minuto in più sul bilancio consolidato, zero secondi sulle Partecipate, ma trova tutto il tempo per ascoltare, divertito e sorridente, un monologo del consigliere di Azione Massimiliano De Stefano con un preciso “attacco” alla consigliera comunale Elisabetta Piccoli in tutt’altre faccende affaccendata.
La domanda è questa. Il presidente del consiglio Luca Spitale doveva o non doveva stopparlo? Abbiamo chiesto “cosa avrebbero fatto al suo posto” agli ultimi tre presidenti del consiglio succedutisi a palazzo.

“Se si parla di un consigliere comunale o di una persona non presente, ancor più se se ne parla male, il presidente del consiglio dovrebbe togliere la parola …”.
Così l’ex presidente Diego Borla commenta il monologo di Massimiliano De Stefano (Azione) con il dito puntato sull’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli, assente.
“Secondo me Luca Spitale ha sbagliato ma il regolamento non dice nulla in proposito - aggiunge Borla - Il regolamento dice solo che se si parla di fatti personali il consiglio comunale si deve svolgere a porte chiuse. Sta poi alla sensibilità del presidente capire cosa fare. Fosse stata un’interpellanza è un’altra cosa ma con la mozione tutti possono intervenire. Non voglio entrare nel merito della discussione... Ai consigli comunali bisogna far di tutto per esserci ma è evidente che Piccoli s’è presa un merdone gratis e questo un presidente che è presidente di tutti non deve permetterlo...”.
Dello stesso avviso l’altrettanto ex presidente del consiglio Maurizio Perinetti.
“Se si parla di consiglieri comunali e di atti consigliari o di giunta - sottolinea - non si tratta di un fatto privato. Epperò il presidente del consiglio ha un potere enorme nella gestione della seduta e avrebbe anche potuto contestargliela… Fossi stato io l’avrei stoppato. Avrei detto a De Stefano che aldilà delle considerazioni giuste o ingiuste sarebbe stato meglio farle con Piccoli presente per darle modo di difendersi ...”.
Di tutt’altro avviso Elisabetta Ballurio e anche lei è stata presidente dell’assise…
“Dire che quando si parla dei consiglieri comunali assenti è pregiudizievole, a mio avviso è un’interpretazione errata, sempre che si parli di azioni e atti nell’esercizio delle proprie funzioni. Rimandare la discussione o farla a porte chiuse è un modo per tutelare il consiglio comunale quando ci si trova di fronte a dati sensibili. Nel monologo di De Stefano questi dati non c’erano…”.
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