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Chivasso

“Sindaco, non fare il boomer!”

In Consiglio comunale show di Claudia Buo che se la prende con Castello per il whatsapp "poco elegante" che lo stesso avrebbe inviato agli amici dopo la sentenza del processo Platinum

“Sindaco, non fare il boomer!”

A far infuriare la consigliera di opposizione un whatsapp mandato dal sindaco

Show ieri sera in apertura di Consiglio comunale di Claudia Buo, capogruppo di Liberamente Democratici.

L’ex consigliera di maggioranza durante la prima legislatura di Claudio Castello, oggi seduta all’opposizione, nel commentare la sentenza di primo grado del processo se l’è presa con il primo cittadino per un messaggio whatsapp che lo stesso avrebbe inviato ad alcuni amici e sostenitori ringraziandoli per il sostegno dimostratogli durante il periodo del processo.

Claudia Buo consigliera comunale di Liberamente Democratici

Castello non è mai stato indagato, ma è stato sentito come testimone durante il processo, citato dalla difesa dell’imputato Giuseppe Vazzana, per spiegare ai giudici eporediesi il perché di quelle telefonate intercorse tra l’allora candidato sindaco Castello - era il 2017 - e l’affiliato di ‘ndrangheta condannato oggi in primo grado per associazione a delinquere di stampo mafioso. 

Nel whatsapp Castello avrebbe allegato foto con l’immagine del suo competitor dell’epoca, Matteo Doria, e dell’ex sindaco di Chivasso Lino Ciuffreda, tra i più critici nei confronti del sindaco per l’atteggiamento tenuto al telefono con Vazzana.

Un piccolo consiglio al sindaco - ha chiosato Buo -. Noi boomer, come ci chiamano i ragazzi e mi ci metto anch’io, abbiamo poca coscienza della potenza dei social e della loro velocità … e certi messaggi arrivano anche là dove non si vorrebbe che arrivassero.

Per amor del cielo, eviti quindi di diffondere contenuti con immagini che vorrebbero gettare il discredito sul suo predecessore e sugli avversari politici…

Per amor del cielo, eviti quindi di diffondere contenuti con immagini che vorrebbero gettare il discredito sul suo predecessore e sugli avversari politici… eviti di  frugare nottetempo fra le immagini di FB dei profili altrui a caccia di immagini che, la sua fantasia, ritiene possano essere “compromettenti”, ed eviti la fatica di ritagliare le inquadrature a suo piacere. Con altri mezzi ci si eleva, con il lavoro, l'applicazione e lo studio. Non cercando, peraltro inutilmente, di infangare il prossimo. Mi dia retta: questi messaggi sono controproducenti ed hanno il solo risultato di rendere pubblico ed evidente tutto il suo livore e la sua statura…”.

Prima di prendersela con il whatsapp di Castello, Buo s’era espressa sui toni trionfalistici con cui l’amministrazione aveva evidenziato la costituzione di parte civile nel procedimento Platinum, il che è valso il riconoscimento al comune di Chivasso di 5 mila euro di provvisionale. 

"Non vedo, da parte di molta politica - ha inforcato Buo - , la necessaria sensibilità al fenomeno delle infiltrazioni mafiose che possa permettere  quel cambio di passo che la società civile ci chiede. Una sensibilità che vada oltre le semplici forme esteriori, oltre la stanca ripetizione di iniziative da altri ideate, oltre la lettura di parole ormai consumate, oltre la ricerca della foto-opportunity con il Dottor Gratteri o con Don Ciotti.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

L'esito di questo processo, ed in particolare la provvisionale di 5 mila euro in favore della nostra Città, è un segnale tanto più forte considerato, come improvvidamente ricordato ancora una volta dall’avvocato Castelnuovo, che “questi reati non sono stati commessi sul territorio chivassese”.

E’ un segnale tanto più forte perché viene dopo una testimonianza del sindaco Castello piena di incertezze, di improvvisi e provvidenziali “non ricordo”. Siamo lontani, anzi lontanissimi dai concetti di “portabandiera dell’antimafia” e di “posizione netta rispetto al fenomeno” per riprendere quanto evidenziato dall’avvocato Castelnuovo che, è bene ricordare, era in aula a rappresentare la città di Chivasso. Allora abbiamo tante, tantissime ragioni per essere preoccupati, in attesa di leggere le motivazioni della sentenza”.

La consigliera comunale di Liberamente Democratici ha infine sottolineato il fatto che la costituzione di parte civile sia il risultato di un’iniziativa dell’opposizione proprio di Liberamente, della civica di Adriano Pasteris - all’epoca in minoranza e oggi seduto con Castello in maggioranza - e dei 5 Stelle. 

Il pudore imporrebbe al Sindaco ed alla maggioranza, di tenersi alla larga da toni trionfalistici sulla vicenda: ma immagino che non sarà così - ha aggiunto -. E non credo serva a riguardo ricordare che la costituzione a parte civile della Città di Chivasso è stato il risultato ottenuto esclusivamente con una battaglia condotta da LiberaMente insieme a tutte le opposizioni. Una battaglia di mesi durante i quali, commissione dopo commissione, Consiglio dopo Consiglio, la maggioranza si è opposta strenuamente a questa opzione con tutte le forze e con tutti i mezzi possibili, trincerandosi dietro ostruzionismi e bizantinismi gattopardeschi.  

Ricordate? Volevate addirittura sottoporre la costituzione ad un parere legale, come se la difesa dei principi di lotta alla criminalità dovesse essere subordinata ad una valutazione economica di costi-benefici. 

Ricordate? Volevate addirittura sottoporre la costituzione ad un parere legale, come se la difesa dei principi di lotta alla criminalità dovesse essere subordinata ad una valutazione economica di costi-benefici. 

La costituzione a parte civile della città non è quindi merito della maggioranza, non c’è nessuna stelletta che possiate appuntarvi al petto. La costituzione a parte civile della Città nel processo Platinum DIA è stato esclusivamente il risultato di una battaglia dell’opposizione e di una campagna dei media locali, cui deve andare il ringraziamento dei cittadini”.

Risposta del sindaco Castello? Non pervenuta.

Nemmeno sul whatsapp che qualche imbarazzo anche tra la stessa maggioranza pare averlo creato...

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