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Ciriè
25 Settembre 2023 - 00:48
"Rimango impietrita di fronte allo scempio della natura a palazzo D'Oria perpetrato su tutti gli storici e secolari pini dalla giunta Devietti".
A parlare è Daniela Lazzarino, la pasionaria degli alberi che alcuni anni salvò i tigli di piazza Rossetti da taglio certo.
All'epoca in ballo c'erano circa 400mila euro di fondi per fare un'area mercatale. Progetto che prevedeva l'abbattimento di quasi tutte le piante che affacciano su quella piazza.
Oggi in ballo c'è una cifra analoga proveniente dal Pnrr per la Riqualificazione del giardino di Palazzo d'Oria e restyling del disegno complessivo. Un progetto finanziato dai fondi del P.N.R.R." Per valorizzare l'identità dei luoghi." L'importo è di 396.000 euro.
Daniela Lazzarino, che in questi giorni è stata spesso dinnanzi alla recinzione di Palazzo D'Oria, raconta: "Si fermano alcuni passanti che insieme a me restano basiti e una di loro si sfoga dicendomi che per lei "Palazzo D'Oria era quello con gli storici pini all'ombra dei quali aveva scattato le foto del suo matrimonio. Ora sono stati tutti abbattuti; ne restano i monconi, testimoni di una strage che nessun "restyling" potrà restituire a noi ciriacesi ed al patrimonio del nostro verde. "Non e' più il comune di Ciriè", aggiunge".

"Alla luce di questa ed altre riflessioni raccolte e condivise in questi giorni con passanti e amici, mi viene in mente la famigerata questione del rinnovamento di piazza Rossetti del 2015, sotto la giunta Brizio" racconta.
Daniela Lazzarino all'epoca venne a sapere del progetto di rifacimento della piazza alberata, per il quale il Comune avrebbe abbattuto, da lì a pochi giorni, tutti gli alberi: 50 tra tigli e betulle.
"Il progetto era finanziato da fondi della regione Piemonte che investiva sulla valorizzazione delle aree mercatali. La somma 400.000 euro. Così la piazza alberata sarebbe stata tutta cementificata, per mettere al posto del verde il mercato e due aiuole. Gli alberi erano vecchi e malati, a detta della giunta, ma un agronomo della controparte aveva diagnosticato che le betulle ed i tigli avrebbero avuto ancora lunga vita e il pino secolare abbattuto avrebbe potuto essere curato".
Oggi, per i pini di Palazzo d'Oria, non c'è stato tempo di disporre una contro perizia. Tra l'avviso e l'abbattimento sono passati due giorni appena.

"In attesa di leggere con attenzione la perizia che attesti il grado di pericolosità di ciascun pino - dichiara Daniela Lazzarino - mi faccio e condivido due domande, anche per dare voce a chi come me , in questi giorni rimane , a strage compiuta, impotente a guardare: era proprio inevitabile un abbattimento di tale portata? Erano proprio tutti intaccati da agenti patogeni i pini? Piuttosto che abbatterli, perché non sono stati curati?".
Infine, la pasionaria, termina con una riflessione: "Mi rispondessero che i pini erano pericolosi nella loro maestosa altezza, per il Palazzo d'Oria e per i passanti. Allora abbattiamo anche i secolari platani di Corso Martiri della Libertà ? E tutti i pini di Ciriè?"
Qualcosa, secondo la Lazzarino, andava fatto prima.
"E' dovere dell'Amministrazione monitorare lo stato di salute delle alberate e curarle quando necessita. E poi, abbattere costa meno che curare e mettere due fiori rossi ed una fontana al centro del giardino storico di Palazzo d'Oria, al posto di 15 secolari pini".
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