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Ivrea
19 Settembre 2023 - 23:43
Il Ministro Nordio
Dopo la denuncia della procuratrice Gabriella Viglione e le parole pronunciate nei giorni scorsi dal procuratore generale Francesco Saluzzo, sulla situazione della Procura di Ivrea, dove per la mancanza di personale c'è il rischio di un "tracollo", soprattutto dopo la strage di Brandizzo e ora l'incidente aereo di San Maurizio Canavese, il Consiglio giudiziario di Torino non poteva esimersi dal dire quel che pensa.
"Alcun provvedimento, pur ripetutamente sollecitato, è stato adottato dal ministero per integrare le piante organiche e per coprire le vacanze del personale amministrativo, di polizia giudiziaria e della magistratura giudicante e requirente - spiegano in una nota il Consiglio- . Tale omissione ha comportato un ulteriore netto peggioramento delle condizioni degli uffici ormai prossimi al collasso ed ha come conseguenza una situazione di denegata giustizia. Per averne palmare evidenza basti pensare ai gravissimi casi di cronaca di questi giorni ricadenti nel territorio di competenza della Procura di Ivrea che rendono evidente quanto sia colpevole la denunciata inerzia".
"Il Consiglio giudiziario auspica un immediato intervento del ministero volto a risolvere i problemi denunciati dallla procuratrice della Repubblica e dal presidente del Tribunale perché gli uffici siano in grado di rispondere alle richieste di giustizia che provengono dalla società civile", conclude la nota.

Il Procuratore Saluzzo
E' seguita, in giornata, la notizia di una lettera inviata al Ministro Carlo Nordio dai sindacati Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uilpa.
"Fino ad ora - si legge - solo lo straordinario impegno di chi lavora a Ivrea ha impedito un tracollo completo, e annunciato, della giustizia. Ma questo impegno non può bastare: servono risorse, assunzioni, risposte immediate. Più tragedie sono accadute nel nostro territorio nelle ultime settimane: Brandizzo, Caselle. Insieme alla partecipazione al dolore delle famiglie, sentiamo anche forte l'esigenza di poter assicurare giustizia per quanto successo. Giustizia per riconoscere responsabilità, giustizia per impedire che possa accadere di nuovo. Un lavoro fondamentale e complesso che, rispetto al nostro territorio, ricade sugli uffici giudiziari d'Ivrea....".
"Era il marzo del 2018 - ricordano i sindacati - quando abbiamo lanciato la prima manifestazione di denuncia sui problemi, enormi, di quegli uffici, dimenticati da sempre. Oggi, nonostante più iniziative e richieste di ogni tipo, nulla è cambiato. Rimane una scopertura del personale tra il 40% e il 50%, magistrati oberati dai fascicoli, polizia giudiziaria insufficiente. Ci chiediamo, e chiediamo a chi in questo Ministero dovrebbe dare risposte, come gli uffici giudiziari d'Ivrea riusciranno ad occuparsi di vicende tanto complesse, e tanto importanti".
"Ascolti signor ministro - è la conclusione - si occupi d'Ivrea per assicurare che si possa veramente fare giustizia. Tempo non ne rimane più".

Il Ministro Carlo Nordio
E non era ancora finita qui. A stretto giro un secondo intervento di Massimiliano Quirico direttore di "Sicurezza e Lavoro"
"Dopo il nostro appello di domenica, la lettera di oggi dei sindacati, la dura presa di posizione del procuratore generale di Torino e ora del Consiglio Giudiziario di Torino, ci auguriamo vengano prese decisioni in tempi rapidi da parte del ministero della Giustizia per potenziare gli uffici giudiziari di Ivrea e garantire una piena giustizia alle vittime di Brandizzo e del disastro aereo di Caselle. E ci auguriamo he si lavori anche per supportare con adeguate risorse le tante altre procure 'minori' che talvolta hanno difficoltà nell'istruire e poi nel celebrare i processi che riguardano infortuni sul lavoro e malattie professionali. Per non vanificare l'opera di quanti, sindacati, associazioni, organi di vigilanza e di controllo, ogni giorno si adoperano per garantire luoghi di lavori sicuri e prevenire gli infortuni, ma anche per tutelare così le imprese responsabili e attente che rispettano le regole rispetto alla concorrenza sleale di chi viola le normative e non investe in sicurezza, non temendo condanne".
Tant'è!
Gli unici per il momento a starsene zitti sono gli amministratori comunali d'Ivrea, in tutte altre faccende affaccendati. E dire che il rischio per Ivrea di perdere "Procura e tribunale" o di ritornare alla vecchia geografica giudiziaria vanificando tutto il gran lavoro da "ape operaia" che a suo tempo aveva portato avanti l'ex sindaco Carlo Della Pepa congiuntamente all'ex sottosegretario alla giustizia Michele Vietti, si fa di giorno in giorno sempre più verosimile, ancor più di fronte ad un edificio insufficiente per gestire udienze e processi di una certa importanza.
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