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Il caso

Piscina di Robassomero: un cavillo burocratico fa fuori la Fitime, ora sarà guerra di fronte al Tar?

La determina dell'Unione dei Comuni parla chiaro: si procederà a scorrere la graduatoria

A rischio l'apertura della piscina di Robassomero

A rischio l'apertura della piscina di Robassomero

Delle sei pagine di determina emesse dall'Unione dei Comuni del Ciriacese, il nocciolo sta nelle ultime righe. "A seguito del presente provvedimento, si procederà allo scorrimento nella graduatoria nei tempi e nei modi di legge". A scrivere è Giusi Palermo, responsabile del procedimento di affidamento dell'impianto natatorio di Robassomero al nuovo gestore.

La società Fitime, dunque, dopo aver presentato una memoria legale a fine agosto, ha ricevuto la porta in faccia. A fare le spese dello scorrimento della graduatoria sarà lei. La società di Mappano si era presentata al bando indetto dalla CUC dell'Unione dei Comuni per gestire la piscina robassomerese attraverso un raggruppamento temporaneo di impresa assieme alla Torino 81.

Ebbene, dopo l'assegnazione sono emerse "difformità" (così le aveva chiamate l'amministrazione comunale robassomerese in un comunicato stampa) che hanno imposto la revisione del risultato. Il 14 settembre, proprio con la determina con cui abbiamo aperto questo articolo, è arrivato il verdetto.

il comunicato del Comune

Non si era inizialmente capito quali fossero queste difformità che avevano impedito alla Fitime di gestire la piscina. Ebbene, nella determina del 14 la Responsabile Palermo ricostruisce tutta la vicenda.

Nella determina si legge che, dopo l'aggiudicazione del'impianto, "il Comune di Robassomero richiedeva pertanto alla FITIME A.S.D. la dimostrazione dei requisiti di ordine speciale, e in particolare la dimostrazione del requisito di capacità tecnico professionale di cui all’art. 12. lett. c) della lettera di invito, ovverosia l’avere svolto la gestione – di durata almeno annuale – di almeno un impianto natatorio aperto al pubblico".

Il requisito, in caso di raggruppamento temporaneo di impresa (cioè in questo caso) sarebbe dovuto essere in possesso della mandataria, cioè la Fitime, e non della mandante, cioè Torino 81, "mentre dalle risultanze istruttorie è emerso che il requisito è posseduto dalla Torino s.c.s.d. a r.l., ovverosia da un soggetto che – a norma di legge - avrebbe dovuto assumere il ruolo di mandante".

Il capogruppo di maggioranza Denis Schillaci

Questo perché la legge dice che Fitime, avendo partecipato alla manifestazione di interesse singolarmente e al bando assieme alla Torino 81 non avrebbe potuto fare altro che ricoprire il ruolo di mandataria e non di mandante. Per di più, scrive ancora Palermo, "per costante giurisprudenza, nel nostro ordinamento non è ammessa la modifica del raggruppamento mediante addizione di un altro soggetto".

Insomma, Fitime non avrebbe potuto partecipare da sola alla manifestazione di interesse e poi assieme a un'altra società al bando. Questa difformità assieme alla mancanza dei requisiti necessari hanno combinato il mix esplosivo che ha sancito l'esclusione della società.

Un altro buco nell'acqua, dunque, nelle procedure di affidamento dell'impianto. Il prossimo passo dovrebbe essere la pubblicazione della nuova determina di aggiudicazione dell'impianto alla seconda classificata, la Libertas Caluso, ma la vicenda non finirà qui.

Questo perché, come in tutte le procedure di questo tipo, la Fitime avrà ancora trenta giorni di tempo per presentare eventualmente ricorso di fronte al Tar. Non è escluso, dunque, l'inizio di un procedimento di fronte alla giustizia amministrativa che rischia di paralizzare l'affidamento e di rimandare ancora l'apertura dell'impianto. Fitime, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni.

E infatti sono in molti a chiedersi se le porte della piscina apriranno entro Natale o se si dovrà aspettare il 2024 per nuotarci di nuovo. Anche l'amministrazione comunale robassomerese esprime tutto il suo disappunto. 

"Ci dispiace perché pensavamo che fosse tutto a posto - ci dice il capogruppo di maggioranza Denis Schillaci - ma purtroppo da quello che gli uffici hanno constatato tutto a posto non era. Ne prendiamo atto e aspettiamo l'aggiudicazione al secondo. Il nostro compito come amministratori era far rispettare le norme e le leggi, visto che rappresentiamo lo Stato: se queste norme non vengono rispettate è giusto che si passi allo scorrimento".

Ma le cose potrebbero non essere così facili: intanto la piscina resta chiusa, nessuno ci nuota e la gente si iscrive da altre parti: Ciriè, Lanzo e via dicendo. E per l'impianto di Robassomero il futuro resta incerto.

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