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Ala di Stura
09 Settembre 2023 - 21:44
La nuova scuola di montagna
Dopo dieci anni dal primo progetto, stamattina è stata inaugurata la nuova scuola di montagna di Ala di Stura, 400 abitanti al centro delle Valli di Lanzo. L'edificio è stato oggetto di un grande intervento di ristrutturazione pensato per creare un ambiente all'avanguardia.
Stamattina c'erano le autorità, i sindaci delle Valli, i due assessori della Regione Piemonte Fabrizio Ricca ed Elena Chiorino, ma il succo del progetto l'ha spiegato il progettista e direttore dei lavori Vittorio Jacomussi.
“Ci siamo rifatti alla tradizione di queste valli - ha detto Jacomussi illustrando il progetto - che accoppia il legno alla pietra: molte ville ed edifici storici sono così. Il legno doveva essere della valle, e questo è il larice rosso, una meraviglia di resistenza e di durata. L’orientamento delle doghe in orizzontale è di nuovo tradizionale. Anche nelle aule, dove anche i soffitti sono stati resi più alti e abbiamo trovato arredi d’epoca".


Jacomussi ha poi spiegato come la scuola è stata immaginata anche negli interni "in modo che non ci siano ostacoli". Inoltre, "nella logica della tradizione, volevamo anche mantenere la pietra originale e siamo riusciti". Questo edificio ospiterà anche l’ambulatorio, oltre al municipio.
Sorgerà quindi un concentrato di attività fondamentali per il funzionamento della vita nel Comune: "Questa piazzetta - ha commentato Jacomussi - dovrebbe diventare il concentrato delle attività di servizio pubblico: la scuola, il municipio, la farmacia, l’ambulatorio, la posta. Questo dimostra che c’è sempre necessità di continuare, nella tradizione ma anche nell’innovazione. E in questo gli impianti sono tutti molto sostenibili, con l’arrivo di una centrale a cippato alimentato da legno del territorio”.
Punto straordinario della scuola, per il progettista sono le grandi finestre: “Ho frequentato la scuola in centro a Torino, con finestre praticamente oscurate, io volevo per i bambini la luce".

Il discorso di don Claudio Pavesio
L’inaugurazione è stata moderata dal giornalista de “La Stampa” Alberto Infelise, che ha notato come “si riflette perfettamente in questa scuola una citazione di Rodari che dice che la scuola deve essere fatta per guardare fuori dalla finestra. La scuola serve ad insegnare e a dare un’idea di futuro, ma anche a saper cogliere le cose che sono fuori dal nostro mondo, fuori da questa finestra. E vedrete frequentandola, o visitandola, che il progetto di questa scuola corrisponde proprio al mostrare quello che c’è fuori”.
"Sono stati anni lunghi - ha poi detto il sindaco di Ala Mauro Garbano ripercorrendo le tappe che hanno portato all'inaugurazione della scuola - perché abbiamo avuto molte problematiche dall’aumento dei prezzi alle varianti tecniche che sono stati apportate perché è un progetto importante di ristrutturazione e consolidamento completo di una struttura che risale al 1885. Un lavoro non semplice, ma che abbiamo portato avanti, senza per altro rinunciare a questa sede storica spostandoci altrove. La scuola è il fondamento di una comunità ed è anche la possibilità per le famiglie di restare sul territorio. Ed è vero che questi bambini di oggi un giorno magari saranno altrove, ma sono partite da qui”.
Il progetto è iniziato nel 2014: “Il primo incarico quando mi sono insediato, per uno studio di fattibilità. Poi non è stato facile, siamo stati condotti anche sulla strada della rinuncia, non abbiamo mollato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti e lunedì i nostri bambini ricominceranno l’anno scolastico nella loro nuova scuola”.

Il taglio del nastro
“Questo è, prima di tutto, un monumento alla vita - ha aggiunto l'onorevole Michele Vietti, cittadino di Ala - perché una scuola c’è nella misura in cui ci sono i bambini. E oggi non è così scontato che ci siano i bambini, questo è davvero un buon esempio, perché si seguano politiche di promozione anche demografica, perché un Paese senza figli è un Paese che non va da nessuna parte".
Non è mancato l’intervento della preside Giuseppina Realmuto, che ha ricordato come “un progetto come questo significa molto per la valle. Significa dare tradizione, dare riscontro sul territorio, permettere alle famiglie di rimanere sul territorio, creare ambienti di apprendimento che siano funzionali alla didattica, ma anche direttamente collegati alla didattica. Si parlava di finestre che si aprono sulle montagne, l’illuminazione, l’arredamento di uno spazio sono fondamentali perché ci permettono di cambiare la didattica, di cambiare gli spazi. Qui i bambini avranno modo di avere ambienti funzionali ad un certo tipo di apprendimento”.
Infine, a conclusione l’intervento dell'assessore regionale Elena Chiorino: “La scuola è un punto dirimente sia per la comunità, sia per quello che la scuola significa in termini di futuro, per i nostri giovani. Lunedì si ricomincia e questo è un ringraziamento e un augurio di buon lavoro a tutto quel mondo che si mette in moto. Quindi un apprezzamento particolare per il sindaco Mauro Garbano, per la sua caparbietà, parlando di tradizioni c’è il tramandare ma anche la caparbietà della montagna che è non lasciare andare un progetto, in un senso di responsabilità importante”.
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