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Cronaca
02 Settembre 2023 - 15:20
La Sigifer di Borgo Vercelli è stata fondata da Franco Sirianni, oggi dg. Al centro la stazione di Brandizzo, teatro della strage
L'ennesima strage sul lavoro, quella che ha visto cinque operai morti travolti da un treno a Brandizzo mercoledì notte, smuove le intenzioni della politica, mentre i sindacati puntano il dito contro un sistema che non garantisce la sicurezza adeguata sui posti di lavoro.
Lo sguardo va alla questione dei subappalti e tra chi solleva la questione ci sono un membro dal Piemonte della segreteria nazionale del Pd, Paolo Furia, e il responsabile economia di Sinistra Italiana, Giovanni Paglia.
"Bisogna intervenire seriamente - afferma Furia - sul ginepraio dei subappalti, senza retorica ma con convinzione, recuperando un senso e anche un orgoglio di ciò che dovrebbe fare il pubblico in quanto servizio pubblico, senza mettere tutto in mano a soggetti che poi non pagano mai". "Fra appalti e subappalti - sottolinea Paglia - alla fine si finisce a morire sul binario di una ferrovia, perché la mano destra non sa quello che fa quella sinistra, e tutto per qualche euro di profitti in più".
"L'errore umano non esiste. È il moral hazard che spinge le imprese per velocizzare i processi produttivi e tagliare i costi a bypassare i sistemi di sicurezza. Nelle fabbriche, soprattutto quelle dove il sindacato non c'è, per fare più in fretta si disattivano i dispositivi di sicurezza" ha detto Edi Lazzi, segretario generale della Fiom torinese.
I cinque operai morti travolti da un treno in transito mentre stavano lavorando ai binari della linea ferroviaria Torino-Milano, vicino alla stazione di Brandizzo, erano tutti dipendenti della società Sigifer di Borgo Vercelli, azienda specializzata nei lavori di manutenzione e armamento ferroviario di centinaia di addetti e un volume d’affari di circa 13 milioni di euro.
La Sigifer - leggiamo dal sito - è un’impresa leader nel settore di costruzione e manutenzione impianti ferroviari, spiega il sito, con clienti di peso come il gruppo Rfi-Trenitalia e il gruppo Clf, con solide radici nel mondo cooperativistico. Hanno messo le loro saldatrici sulla nuova linea della stazione di Torino Porta Susa, Torino Stura, Biella San Paolo. Ampliato l’alta velocità sulla Torino-Milano. E poi il Sudamerica, l’Albania.

Fra le opere estere Si.Gi.Fer ricorda il progetto Ezequiel Zamora-Venezuela che “nel 2012 abbiamo stipulato un contratto con l’impresa Costruzioni Linee Ferroviarie Spa di Bologna per il ramo Puerto Cabello-La Encrucjada”. E il 90% della linea Guacara-San Diego e successivamente la linea Cagua-Mariara.
L’azienda sfama almeno 250 famiglie del vercellese.
Nata nel 1993 come ditta individuale, nel novembre del 2000, per permettere di ampliare la propria attività, diventa società in nome collettivo, avente come soci i due fratelli Sirianni, Giuseppe (scomparso prematuramente) e Franco. Nel 2016 la società viene trasformata da Società in nome collettivo a Società a Responsabilità Limitata con soci i Sirianni (Simona e Daniele) e Tiziana Gazzignato e come direttore generale Franco Sirianni.

Franco Sirianni della Sigifer
Franco Sirianni è un imprenditore attento a costruire anche una propria visibilità “sociale” nell’ambito cittadino. Tra le altre cose è stato per diversi anni, a partire dal 2017, presidente della società di calcio di Borgovercelli, la Borgopal, che militava nel campionato di Promozione.
Oggi è affranto, come tanti.
“Non so cosa dire, è una tragedia: penso solo che ci sono cinque famiglie distrutte”, dice ai cronisti che l’hanno incalzato in questi giorni.
Il nome di Sirianni è però associato anche ad un’altra storia, una macchia nel suo passato di imprenditore.
Sirianni compare in una oscura vicenda di estorsione ai danni di un broker di Milano: con un amico imprenditore, Silvio Cerruti, titolare di una ditta che produce traversine per impianti ferroviari a Parabiago, nel milanese, nel 2021 avrebbe affidato a questo consulente finanziario che opera in Inghilterra 100mila euro per aprire una serie di società di diritto estero con loro stessi o i loro congiunti come beneficiari.
Qualcosa, però, va storto: convinti di essere stati raggirati per recuperare il capitale, si sarebbero rivolti a due malavitosi siciliani, legati ai clan dei “Cursoti”, i quali arrivarono a sequestrare il figlio all’epoca 25enne del broker.
A seguito della denuncia del consulente i componenti della banda di aguzzini vennero arrestati, così come Sirianni e Cerutti finirono nella trappola tesa dagli investigatori nel loro albergo di via Suzzani.
Sirianni ora è il primo a volere risposte su quei ragazzi lanciati in aria come birilli.
Il caposquadra Andrea Girardin Gibin, 53 anni, alla Sigifer da otto, stava nella fossa con i colleghi e non l’ha sentito arrivare.
"Non so neppure io perché sono saltato via. Solo l’istinto mi ha fatto scansare all’ultimo istante". È volato lontano mentre i colleghi venivano straziati dal locomotore, adesso è indagato dalla procura di Ivrea come l’addetto di Rfi Antonio Massa.
Senza il via libera, nessuno avrebbe dovuto trovarsi lì. Quando arriva non lo senti.
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