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Il caso
24 Agosto 2023 - 18:53
Il finanziamento sottoscritto da Patrizia Bugnano prevedeva la possibilità dell’estinzione anticipata
Decide di chiudere il finanziamento restante della sua auto, ma viene bersagliata di lettere dalle società di recupero crediti per saldare le vecchie rate.
E così è iniziata una lunga corrispondenza epistolare che potrebbe concludersi in un’aula di tribunale: l’acquirente dell’auto ha infatti deciso di denunciare penalmente una nota finanziaria per molestie.
La protagonista, suo malgrado, di questa vicenda tutta da leggere essendo ormai il finanziamento, in ogni sua formula, il metodo di pagamento preferito (o obbligato) per l’acquisto di un’auto, è un personaggio noto del torinese: l’avvocato Patrizia Bugnano, già assessore provinciale a Turismo e Sport nell’allora Giunta di Antonio Saitta, senatrice dell’Italia dei Valori nella XVI Legislatura, residente a Brozolo, nel chivassese.

Patrizia Bugnano avvocato
Dall’altra parte CAAUTOBANK Credit Agricole, la finanziaria subentrata a FCABANK, con cui l’avvocato Bugnano aveva stipulato un contratto di finanziamento per l’acquisto di un’auto.
A raccontare la storia è la stessa legale.
“Il finanziamento prevedeva la possibilità dell’estinzione anticipata - inforca Bugnano -. Il 20 ottobre scorso, FCBANK su mia richiesta inviava il conteggio di estinzione ma, in quell’occasione, decidevo di soprassedere all’estinzione anticipata. Dopo qualche mese richiedevo un nuovo conteggio e l’11 aprile 2023 CAAUTOBANK (nel frattempo FCABANK era divenuta CAAUTOBANK CREDIT AGRICOLE) comunicava il nuovo importo di estinzione. Non ritenendo corretto l'importo comunicato, lievitato rispetto al conteggio effettuato nei mesi precedenti e nonostante il pagamento di 6 ratei mensili, riscontrando alcune anomalie nelle voci inserite, inviavo una richiesta di chiarimenti alla quale il Customer Care rispondeva in maniera “generica e standard”, quindi nei fatti non forniva alcuna risposta…”.
“Comunicavo quindi l'intenzione di pagare - prosegue Bugnano - ma, non avendo ricevuto alcun puntuale riscontro ai chiarimenti richiesti, ritenevo corretta una cifra inferiore ad estinzione del dovuto. Il 6 maggio provvedo al versamento sul conto corrente indicato da FCABANK di una somma pari comunque a circa l'80% della richiesta, a saldo dell'estinzione anticipata del finanziamento”.
Da lì inizia la “tempesta” di mail, telefonate, messaggi delle società di recupero crediti e lettere di avvocati per “mancati pagamenti” del finanziamento.
“Dopo alcune settimane, quasi quotidianamente - aggiunge Bugnano - sono stata “molestata”” con mail, telefonate, messaggi da diverse società di recupero crediti in contemporanea e lettere di avvocati, peraltro non firmate in originale e inviate dalla società di recupero crediti, che intimavano il pagamento di rate scadute e diffide di segnalazione alla Centrale Rischi come cattivo pagatore, a tutte le ore del giorno e durante la mia attività professionale. Mai alcun chiarimento rispetto alle contestazioni fatte è pervenuto”.
“Alla fine - conclude - ho deciso di presentare una denuncia per molestie perché la situazione è insostenibile e soprattutto è gravissimo che un gruppo bancario che dovrebbe essere serio come FCABANK gestisca queste pratiche di finanziamento in questo modo. La Cassazione riconosce ormai da tempo che possa compiersi il reato di molestie da parte delle società di recupero crediti quando si supera la normale tollerabilità di azione e ovviamente vi è anche una violazione della privacy. Vi sono tante persone che subiscono queste molestie e che sono intimorite dal denunciarle: purtroppo, da quello che sento, la situazione sta sempre più peggiorando”.
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