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Ivrea
24 Agosto 2023 - 10:58
Ponte passerella
Diciamocelo francamente. Nel 2018, a conclusione di dieci anni di amministrazione della città con Carlo Della Pepa, non c’era nulla, ma proprio nulla, che stesse andando per il verso giusto.
Un mandato amministrativo costellato di cadaveri e tanti progetti per il futuro.
Dalle panchine che sembravano bare al Cic in fallimento; dall’amianto nelle scuole al poliambulatorio senza parcheggi; dal tribunale con vista sulla guardiania abusiva agli uffici di via Piave non sicuri, dalle strade tutte rotte al nido Olivetti da sgomberare; dalla Fondazione Guelpa che non voleva dire come spendeva i soldi alle mura del castello che stavano crollando; dai tempi lunghi dell’Unesco alla piscina nuova; dalla nuova biblioteca al nuovo ospedale passando dal terzo ponte.
E infine, e non in ultima, dal ponte passerella che faceva cri- cri, cri-cri.
Insomma, non c’era settimana che non si discutesse di queste cose e, il bello (o il brutto), è che di queste cose si continua a parlare ancora oggi.
Saranno “fantasmi” che continueranno a girare intorno al neo eletto sindaco Matteo Chiantore come già hanno fatto con Stefano Sertoli?
Probabilmente sì!
Si aggiungerà (e sarà una tragedia) il tunnel ferroviario, i cui lavori inizieranno dopo il Carnevale del 2024 ma potrebbero essere ancora in corso per il carnevale 2025.
Tant’è!
Nei giorni scorsi è venuto fuori che almeno un problema potrebbe risolversi presto: la passerella intitolata a Natale Cappellaro…
Ne sarebbe convinto l’assessore Massimo Fresc. Un sogno? E se è un sogno ci mancherebbe ancora un divieto a sognare.
Sogniamo tutti e sogna pure l’Amministrazione comunale.
Però nel mondo reale, che non è quello della pubblica amministrazione, hanno un senso anche agli incubi, le notti in bianco e l’insonnia. La verità?
L’Amministrazione comunale intende andare a parlare con la società Cogeis che aveva realizzato l’opera cioè con Giovanni Bertino che ne è titolare.
Gli diranno che la struttura è da rifare e che i soldi ce li deve mettere lui.
Bertino, il cui cognome non compare quasi mai nelle cronache politiche, perlopiù “sussurrato”, mai urlato, considerando che da qualche giorno a questa parte sta brindando e pasteggiando con champagne e caviale (di quello buono non del Penny) felice come una pasqua della decisione di costruire il nuovo ospedale sui terreni di sua proprietà nell’area ex Montefibre, potrebbe dire sì, ma anche l’esatto contrario.
Buona fortuna a Fresc e a Comotto.
Dovesse rispondere “picche” evidentemente si ricomincerà da capo, con la sostituzione di un asse alla volta anche perchè di soldi per una ristrutturazione completa non ce ne sono e anche ci fossero la città ha ben altre priorità.
Il problema del ponte passerella è enorme.
Ai tempi di Della Pepa, correva il 2015, gli allora consiglieri comunali di opposizione Alberto Tognoli e Francesco Comotto (oggi assessore ai lavori pubblici) chiesero addirittura una commissione d’inchiesta (s’intendte politica) perchè nella sua costruzione qualcuno aveva sbagliato e “chi aveva sbagliato avrebbe dovuto pagare”.

Giovanni Bertino assieme ai figli, Flavio e Luca, nel 2013 in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di Cogeis
Oggi come allora ci sono i chiodi che saltano, le tavole di legno che non reggono. Non una. Non dieci. A centinaia. Sembrava un po’ troppo ma alla scadenza dei tre anni per l’accertamento della regolare esecuzione dell’opera, ultima occasione per richiedere ai costruttori gli eventuali interventi ancora mancanti (verniciatura) o necessari per sistemare quel che c’era da sistemare, non si fece un bel cavolo di nulla.
Carlo Della Pepa dichiarò in consiglio comunale di aver chiamato l’Associazione Temporanea di Imprese (Ati) formata dalla Cogeis di Quincinetto e da Zoppoli e Pulcher di Torino, cioè i vincitori dell’appalto da 3 milioni di euro, per tirare loro le orecchie. “Questa volta l’hai fatta grossa, monellaccio…” pare quasi di sentirlo.
Sembrava di vivere dentro ad una barzelletta.
Morale?

Il secondo anno (nel 2014) vengono sostituite una cinquantina di assi e il terzo (nel 2015) altre 180 tavole svirgolate e marce.
Si scopre che era stato utilizzato un legno diverso da quello previsto nel capitolato.
Nello specifico un iroko di soli 3 centimetri al posto del larice di 6,6 centimetri.
Poi c’è che nel progetto iniziale c’era pure una collinetta con tanto di torre per l’osservazione degli uccelli, sostituita in corso d’opera da “quattro” piante e “due” aiuole, peccato che la torre fosse stata determinante per vincere la gara d’appalto.
E non bastava ancora…
Incredibili ma vero la Passerella era infatti stata inaugurata in tutta fretta il 10 ottobre del 2013, senza lo straccio di un Certificato di Collaudo Statico, che è stato invece depositato in Comune solamente il 29 novembre di quell’anno.
Ancor peggio il Certificato di Collaudo Amministrativo che vide la luce un anno e dieci giorni dopo la gioiosa inaugurazione, il 23 ottobre del 2014….
La domanda a questo punto è: ce la faranno i nostri eroi a togliere il ponte passerella dalle prime pagine dei giornali?
Boh!
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