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Ivrea
18 Agosto 2023 - 17:05
Virginia Tiraboschi
Nelle ultime settimane e dopo le dimissioni presentate in consiglio se ne sono dette di tutti i colori. Come due amanti feriti. Come nella guerra dei roses o, se si preferisce, come Stanlio e Olio. Coda velenosa di un rapporto che era cominciato con i bacetti sulla guancia e riunioni megalomane per presentare un fantomatico, faraonico e fantasioso progetto dal nome altisonante e strampalato...: Ico Valley.
Qualcuno se lo ricorda ancora?
E c'era lei, l'ex senatrice azzurra Virginia Tiraboschi al tavolo dei relatori con l'ex sindaco Stefano Sertoli in prima fila ad applaudirla quasi non ci fosse un domani. E poi decine, anzi no, centinaia di eporediesi festanti per la lieta novella, compresa Alberta Pasquero del Pd, poi assoldata nel gruppo che avrebbe dovuto dare gambe al progetto e soprattutto cercare soldi. E' finita com'è finita, cioè male.
A Torino han visto che si trattava di una specie di "supermercato" stile Rinascente e, quando è arrivata la richiesta per attingere ai fondi del Pnrr, han fatto una pernacchia lunga da Torino a Roma. Tutto vero. Tutto già raccontato, scritto e riscritto.
Un finale ampiamente previsto da questo giornale e solo per questo querelati (la querela è stata archiviata) e denunciati al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti per presunto “accanimento giornalistico nei suoi confronti”. Manco a dirlo non le han creduto.
Fin qui l'idillio. I rapporti tra l'ex sindaco e Tiraboschi si sono però rotti molto più avanti, in occasione della nomina del nuovo presidente della Fondazione dello storico carnevale al posto di Piero Gillardi. Lei avrebbe voluto un milanese, tal Roberto Binaghi, Sertoli no.
Viene fuori che Sertoli, durante un collquio, avrebbe consigliato a Binaghi un ruolo da "consulente". Non l'avesse mai fatto. Durante l'inaugurazione della nuova sede di Forza Italia in via Cavour, correva il luglio del 2021, volano gli stracci....
Colpevole il primo di averla "sfanculata", la seconda (pure rea confessa) di non averlo invitato alla cena alla pizzeria Medina che si sarebbe tenuta di lì a qualche ora con pochi intimi radunati intorno alla capogruppo in Senato degli azzurri Anna Maria Bernini.
Fine della storia d'amore...
Apoteosi del divorzio, il sito in cui calare il nuovo ospedale di Ivrea. A Tiraboschi l'area ex Montefibre non piace proprio. E prima si fa un tour tra i sindaci del Canavese promuovendo l'ex comprensorio Olivetti di Scarmagno e raccogliendo ampi consensi, poi, dopo aver appreso che lì ci aveva messo gli occhi lo svedese Lars Carlstrom (a proposito... chi l'ha visto più?), tira fuori una terza proposta (neanche fosse un agente mono mandatario di Prelios) su Palazzo Uffici che però nessuno si fila, salvo l'allora vicesindaca Elisabetta Piccoli. Tutto questo incurante di una delibera votata dal consiglio a maggioranza totale, con i voti della Lega e dei civici.
Insomma non era amore e neanche un calesse, ma poteva finire qui, come una cosa da raccontare ai posteri, non fosse che dopo il discorso di "addio alla politica" pronunciato da Sertoli durante la sua ultima apparizione, Tiraboschi "avvelenata" è tornata alla carica per togliersi qualche sassolino
«Io ricordo bene del perché cinque anni fa avevo proposto Sertoli ai partiti - ha spiegato su La Sentinella del Canavese - a sua candidatura era un tassello importante di un strategia più ampia che si proponeva, dopo oltre mezzo secolo di giunte di centro sinistra, di cambiare paradigma. Il suo ruolo civico ha fatto la differenza nel 2018 per vincere, ma non bisogna mai dimenticare che senza il sostegno dei partiti non si sarebbe andati da nessuna parte. E le elezioni del maggio scorso lo stanno a dimostrare in maniera palese».
Tiraboschi ha detto anche di peggio. Per esempio che nel 2018 Sertoli era disoccupato e in più di un’occasione le avesse fatto presente che lui meritava qualcosa in più.
"Ed è a quel punto che viene attivata la mia consulenza al Senato - raconta senza limiti -. Il suo doveva essere un impegno affinché Ivrea diventasse punto di riferimento nel sistema territoriale Canavese. E l’insediamento del nuovo ospedale doveva essere l’occasione di coesione territoriale. La mia proposta di insediare il nosocomio a Palazzo Uffici, in via Jervis, dopo l’impossibilità del sito di Scarmagno, andava proprio in questa direzione. Quella localizzazione non è mai stata bocciata dai sindaci dell’alto Canavese e avrebbe potuto essere un buono compromesso per venire incontro alle esigenze di tutti. Invece, ho poi scoperto, con mia grande sorpresa, che Sertoli non stava lavorando al progetto di sistema territoriale del Canavese e che addirittura sposava le idee del Pd e della sinistra per candidare l’area ex Montefibre che ha di fatto spaccato irrimediabilmente il territorio con ripercussioni che dureranno anni. Va bene essere civici ma non si può lavorare sganciati dai partiti di riferimento».
Tutto bene salvo un paio di cosucce. La prima: Forza Italia, cioè il partito di Tiraboschi, salvo che nei primi mesi del 2018 con Diego Borla, di rappresentanti in consiglio comunale non ne ha mai avuti. Ce li aveva la Lega (favorevole all'ex Montefibre) e tutti gli altri erano dei civici.
E poi sulla "consulenza". Apprendere oggi che Sertoli sarebbe stato per un po' alle "dipendenze" di Tiraboschi non è bello. E' un po' come dire che lo "teneva per le palle".
Quindi no. Il discorso "politico" di Tiraboschi fa acqua da tutte le parti. Per molti la conferma che l'ex senatrice stesse alla politica come la marmellata sui maccheroni. Meglio, decisamente meglio, la passione che ci mette a promuovere le creme e la sua azienda di creme.
"Sensi Skinkfood - dice - fornisce un nuovo concetto di spa “su misura” e “all’italiana”, che coniuga bellezza e benessere in modo personalizzato e riservato, offrendo prodotti per la bellezza, l’estetica olistica, relax, vitamine e integratori alimentari...".
Evviva il made in Italy...
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