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Chivasso

Affitti non pagati all'Atc, parla Prestìa: "Se c'era il tavolo sociale questa situazione non si sarebbe creata"

Il consigliere comunale, che vive nel quartiere Borgo Sud Est, interviene sul caso politico che ha tenuto banco nell'ultimo Consiglio. E annuncia: "Chiederò un incontro a sindaco e ATC. Tutti quei soldi incassati andranno investiti nel quartiere"

Affitti non pagati all'Atc, parla Prestìa: "Se c'era il tavolo sociale questa situazione non si sarebbe creata"

Bruno Prestìa, consigliere comunale di Per Chivasso

Bruno Prestìa, l’altra sera in Consiglio comunale non hai partecipato al voto dell’assestamento di bilancio con cui sono stati stanziati i 650 mila euro per coprire le morosità incolpevoli e colpevoli richiesti da ATC al Comune di Chivasso per il periodo dal 2008 ad oggi. Perché?

La scelta di non partecipare al voto deriva da alcune considerazioni sulle quali ho studiato molto. In primis, parliamo di qualcosa che va avanti dal 2008 al 2019 (non ero seduto in consiglio) e dal 2018 al 2023 (io sono consigliere dalla scorsa estate). La problematica riscontrata si è sviluppata in tutti questi anni e di conseguenza non essendo parte, assumermi la responsabilità su un voto di qualcosa di cui non ho alcun tipo di conoscenza non mi sembrava corretto. Altro aspetto è che non avevamo a disposizione tutti gli elementi necessari per poter esprimere serenamente un voto consapevole, troppe cose erano e sono ancora da verificare. In ultimo, in qualche modo, mi sento emotivamente coinvolto, seppur indirettamente e di conseguenza ho preferito non esprimermi non avendo, lo ripeto, tutti gli elementi necessari.

Che idea ti sei fatto di questa vicenda?

Leggerezza. La prima cosa che ho pensato è stata questa. Qualche corto circuito, come ho detto ai colleghi di minoranza con cui abbiamo discusso per giorni, evidentemente c'è stato. Ora non ho elementi per poter eventualmente giudicare (e non mi piace nemmeno farlo), ma la situazione è quantomeno anomala, questo bisogna dirlo.

Credo bisognasse affrontare la questione mano a mano che si presentava, senza trovare a distanza di anni, una "sorpresa" di questo genere. E se ciò è avvenuto qualche mancanza c'è stata e ne abbiamo avuto in parte contezza. Quello che non è chiaro è chi ha fatto queste scelte…

Il Comune ha sanato, ma è chiaro che almeno per le morosità colpevoli esiste una responsabilità in capo all’ente. E’ stato richiesto l’invio degli atti alla Corte dei Conti per un parere. Secondo te, chi ha sbagliato?

Il Comune ha saldato, direi giustamente (almeno per quanto riguarda le incolpevoli). L'ente è tenuto a pagare la quota che gli spetta rispetto a quanto invece viene erogato dalla Regione col fondo sociale. Se ciò non è stato fatto quando si doveva, normale oggi trovarsi un debito così alto di 450 mila euro. È giusto precisare che una percentuale, quella più alta, la mette la Regione tramite il Fondo Sociale…

Certo oggi sentire e leggere una cifra così alta di punto in bianco fa rizzare il pelo. Però mettiamola per come avrebbe dovuto essere. Mediamente si tratta di 40 mila euro l'anno per la copertura delle morosità incolpevoli, detta così vi rendete conto che cambia completamente l'impatto. A me leggere o sentire dire che per colpa dei residenti di case ATC  - ricordo che non sono solo in via Togliatti, ma sono circa 400 alloggi se non più sul nostro territorio tra Togliatti, Ajma e corso Galileo Ferraris -, sinceramente mi ha fatto davvero imbestialire. Intanto perché sono soldi dovuti per esigenze ben verificate e per legge, e poi perché il peso, se i pagamenti dovuti fossero stati fatti correttamente sarebbe stato completamente diverso.

Sulle morosità colpevoli invece merita un discorso a parte, ed è qui che manca totalmente materiale per potersi esprimere in maniera netta.

I debitori erano non pagatori perché se ne fregavano o perché erano in qualche modo impossibilitati? C'erano situazioni di disagio? Ricordo che con un Isee di 8 Mila euro non si accede al Fondo Sociale, e denota che certamente non si è ricchi o benestanti. Questo aspetto andrebbe approfondito e chiarito. Perché magari hanno un Isee di, per esempio, 10/12 mila euro, ma hanno a carico situazioni di disagio, altre problematiche, situazioni particolari di salute ecc... ecc... Non sappiamo se queste famiglie siano state contattate dal Comune o meno, per cui prima di additare quelle persone bisognerebbe conoscere a fondo la situazione. Poi se ci sono famiglie che invece avrebbero potuto tranquillamente pagare e non l'hanno fatto, beh vien da sé la risposta, che però negli atti non c'è stata, ovvero richiesta di rientro del debito, pena la decadenza.

Il mio primo pensiero è stato necessariamente rivolto alle famiglie, senza giudicare, ma solo con la voglia di comprendere se ci fossero altre problematiche non note.

Analizzando questi aspetti, beh diventa difficile discolpare l'ente, chi aveva le deleghe o chi gestiva gli uffici. Ripeto qualche corto circuito è evidente.

Una veduta di via Togliatti

Che cosa avrebbe potuto fare il Comune di diverso?

Approfondire per capire. Chiamare le famiglie coinvolte una ad una, spiegare la situazione, analizzare un eventuale disagio o disinteresse, trovare delle soluzioni prima di una estrema ratio che era appesa lì come una spada di Damocle.

Il dialogo a mio avviso resta sempre la migliore arma che abbiamo a disposizione, va usata più di quello che si può pensare. A volte parlando in maniera netta e sincera, si arriva a capire le situazioni ma soprattutto si trovano le soluzioni. Bisognava tentarle tutte… Anche perché ci sono diverse possibilità di azione per evitare la possibilità di decadenza dell'alloggio e anche per rientrare del debito.

Esisteva un tavolo di concertazione, tanti anni fa, chiamato “tavolo sociale” in cui ci si confrontava a Palazzo Santa Chiara proprio su problematiche come queste. Dall’amministrazione Ciuffreda in poi è stato bandito e mai più riorganizzato, nonostante le promesse fatte ad ogni campagna elettorale. Non sarebbe forse il caso di tornare a parlare seriamente della riconvocazione del “tavolo sociale”?

Lo dico da anni, da quando è stato cancellato il tavolo sociale con Ciuffreda e mai ripristinato come da promessa elettorale per due campagne di fila di Castell: si è rotto un elemento che considero da sempre estremamente importante.

In quella sede si portavano a conoscenza diverse situazioni ed esigenze con molta più facilità, dalle problematiche di manutenzione a quelle sociali, anche sfruttando la presenza contemporanea di Comune, Atc, Asl e rappresentanti del Quartiere. Qualcuno probabilmente ha visto di malo occhio questo strumento, forse perché evitava una trafila burocratica lunghissima e dava una forte rappresentanza territoriale.

Oggi molte cose che si facevano col tavolo sociale le porto avanti personalmente, sia con l'ente, grazie al dirigente ed ai tecnici con cui mi interfaccio molto spesso (proprio qualche giorno fa abbiamo effettuato un profondo sopralluogo in tutta la zona, dopo un incontro intenso e mi auguro proficuo avuto in precedenza col sindaco e col vicesindaco), sia con ATC, grazie anche alla disponibilità del presidente Emilio Bolla che ringrazio per darmi sempre modo di interagire con lui e quindi ATC in maniera abbastanza diretta.

Per me, magari rivisto e rimodulato, il Tavolo Sociale è ancora uno strumento utile, quantomeno consultivo.

Se ci fosse stato ancora oggi, sono certo che queste problematiche sarebbero venute fuori e si sarebbe potuto trovare delle soluzioni buone per tutte le parti in causa, senza doverci trovare ad un esborso totale improvviso di 650 mila euro.

Tra l'altro, se il Comune sapeva di non pagare, come mai annualmente non venivano messe a bilancio delle cifre in merito?

Cosa ti aspetti, d’ora in poi, dall’amministrazione comunale?

Mi aspetto un'attenzione maggiore, soprattutto della parte politico/amministrativa. Per capire a fondo le situazioni bisogna conoscerle. Mi spiace dirlo, ma negli ultimi dieci, quindici anni le persone che si sono susseguite nell'incarico alle Politiche Sociali si sono viste rarissimamente. Avere una maggiore conoscenza credo avrebbe aiutato tutti a fare meglio. Non è un attacco personale a nessuno, ma la constatazione dei fatti. Forse perché siamo stati abituati a rapporti precedenti molto più diretti…

Mi preme sottolineare una cosa però. In questi giorni ho sentito molti dire "per colpa di quelli del Borgo Sudest, abbiamo buttato 650 mila euro"... Vorrei fosse chiaro che non è così e che si dica chiaramente che 450 mila euro erano dovuti dal 2008 in poi.

Sui 196 mila euro restanti (morosità colpevoli dal 2018 ad oggi, ndr), invece è tutto da capire, ma la scelta è stata fatta qualche sera fa. Sono contento che nessuno sia finito in mezzo a una strada ma mi auguro una maggiore interlocuzione tra tutte le parti per evitare il ripetersi di situazioni simili, ma che possano portare a una maggiore consapevolezza anche delle situazioni che si celano dietro a determinate scelte, che a volte, sono forzate dal caso e non di certo volute.

Resta inteso che coloro che invece potevano pagare e non l'hanno fatto, è sicuramente ingiusto che se ne faccia carico l'intera città, è un messaggio sbagliato che passa… Non si deve però fare di tutta l'erba un fascio.

Una proposta che voglio fare è che i soldi che saranno erogati e che il comune doveva ad Atc possano tornare indietro come investimento sul territorio, per manutenzione, migliorie e eliminazione di barriere architettoniche che oggi sono assolutamente necessarie, soprattutto per gli immobili che non hanno goduto del bonus 110%. Sarebbe un buon modo per cambiare anche un po' aspetto a questi quartieri.

Chiederò ufficialmente un incontro al presidente di ATC per parlare di questo. Sanate le pendenze con Atc, mi auguro che adesso la società utilizzi le risorse che la Regione le ha recentemente assegnato per gli interventi che sono da tempo urgenti. Insomma, credo che sia necessario prendere in mano seriamente la questione. Fisserò un incontro a breve con il sindaco ed il presidente di ATC per disquisire di tutto ciò.

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