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Ivrea

Sertoli in lacrime: "Mi dimetto". E in consiglio piangono tutti (o quasi)

Ieri sera in consiglio comunale

Stefano Sertoli

Stefano Sertoli

Con la voce roca, quasi balbettando, al termine del consiglio comunale di lunedì scorso, l’ex sindaco Stefano Sertoli si è dimesso dalla carica di consigliere comunale di opposizione. Lo ha fatto quasi piangendo in un’aula che ad ascoltarlo s’è emozionata anch’essa. Meglio di una commedia d’amore americana con il finale  già scritto di lacrime, singhiozzi e fazzoletto in mano..

AD INIZIO LUGLIO LO AVEVAMO PREANNUNCIATO

Per una serie di motivi questo è il mio ultimo consiglio comunale - ha dichiarato a braccio ma con garbo e signorilità -  Rassegno le dimissioni. Scusate l’emozione.  Le mie motivazioni sono assolutamente personali. Devo fare degli esami e occuparmi della mia salute. L’attività lavorativa mi porta fuori da Ivrea e fare il consigliere comunale non significa solo sedersi una sera in consiglio. Vuole dire lavorare e studiare. Capire cosa fa la giunta, per dirne bene o male nel rispetto. S’aggiunge che ho trovato qualcosa ma devo cercare qualcos’altro. Perdipiù, come avrete notato, c’è un modo di far politica che non mi appartiene. Lo dico alla luce delle dinamiche che ci sono state prima e dopo la campagna elettorale. Sono un semplice cittadino e oggi sono ancor più convinto di essere  un civico... Non mi appartiene fare l’opposizione e il no a prescindere. Non ho nessuna lezione da dare e sono convinto che saprete svolgere benissimo il ruolo di consiglieri. I nostri concittadini hanno bisogno che si faccia qualcosa per loro....”

La politica è una piccola grande missione. Non lo facciamo per i soldi. Lo facciamo perché ci crediamo. Evviva iddio.

E poi con un leggero Amarcord e tanta saggezza .... “La politica è una piccola grande missione. Non lo facciamo per i soldi. Lo facciamo perché ci crediamo. Evviva iddio che abbiamo delle idee diverse ma dobbiamo farlo con rispetto. Non si dice di no solo perchè siamo seduti di qua, il no si dice perchè si è convinti e lo si deve dire con rispetto. Insomma, per fortuna che la pensiamo in maniera diversa. Un po’ come succede in una coppia, meno male che la si pensa in maniera diversa, perchè il confronto arricchisce....”.

Piccola frecciata, l’unica, al recente passato, su “quel modo in cui sono tate prese decisioni con le piazze  suddivise a tavolino tra tre partititi...”, ma questa è davvero tutta un’altra storia dai contorni non così definiti.

Un sospiro. Gli occhi che luccicano e poi una lunga serie di elogi.

“In questi anni con chiunque io abbia parlato - ha dato il là il presidente del consiglio comunale Luca Spitale e tutti si sono alzati in piedi - veniva fuori che Sertoli è un brav’uomo e questo non è scontato…”. 

Anche più chiaro il sindaco Matteo Chiantore: “Ho conosciuto Sertoli in campagna elettorale.  Una persona leale e concreta. Mai polemico, mai sopra le righe. Una persona di parola. Oggi perdiamo un consigliere comunale che avrebbe saputo fare opposizione in maniera costruttiva.  Lo ringrazio per l’impegno cha ha profuso in questi anni ...”. 

Dice di aver imparato da Sertoli diverse cose l’assessore Francesco Comotto a cominciare dalla capacità di mediare e la ponderazione che “non era nelle sue corde”. 

“La sua emozione mi ha toccato -  ha sottolineato - La stima reciproca è durata tutto il quinquennio. Nei 5 anni di consiglio comunale ho sofferto con lui tutte le volte che non la pensava come la sua maggioranza. Ho apprezzato anche questa capacità di abbassare la testa per non arrivare mai allo scontro. Grazie Stefano...”.

E poi il consigliere comunale Emanuele Longheu (“Se sono qui oggi è grazie a te. Due anni fa mi sedetti accanto a te e ti feci una domanda semplice: per far politica da dove devo iniziare. Mi dicesti: vai in un partito e proponiti, mettiti in gioco. Sei una ersona semplice e con grande cuore… Grazie!”), l’assessora Gabriella Colosso (“Anche se seduta tra i banchi del consiglio l’ho preso per i riccioli che non ha, l’ho sempre difeso perchè è stato anche il mio sindaco e lo dicevo a voce alta...”) e Barbara Manucci (“Mi ha sempre coinvolto e quindi grazie...”).

Che altro dire.... o che altro aggiungere. Cos’è stato Sertoli in quei 5 anni, lo abbiamo capito tutti: il rappresentante dell’anti-politica. 

Come la cioccolata sulla pasta e il cappotto d’estate.

Morale? Tutto è finito come era iniziato e cioè quasi per caso. 

Può capitare quando la politica privilegia il cittadino “vergine” credendolo elettoralmente più forte. E può succedere di assistere al miracolo o che nasca una passione mai rivelatasi prima, ma può succedere anche l’esatto contrario, proprio come con Sertoli.

Ancora una cosa sul “brav’uomo” di Luca Spitale.

In piemontese si direbbe bonòm che tutto è fuorchè un complimento.

Quando si apostrofa qualcuno in questo modo, infatti, significa che si sta parlando di uno un po’ ingenuo che si fa convincere facilmente, che non ragiona molto con la propria testa; il bonòm è un uomo sottomesso dagli amici, dalla famiglia, dal mondo che lo circonda, tanto da essere rassegnato a questa condizione di perenne obbedienza.

Insomma più che un complimento una mezza offesa.

E sarà anche stato, anzi è, un “brav’uomo” ma solo una persona con queste caratteristiche poteva sconfiggere il centrosinistra alla elezioni del 2018, per assurdo anche vincere l’ultima competizione. 

Solo il centrodestra non lo ha capito e fino all’ultimo gli ha remato contro.

In consiglio a Sertoli subentrerà Paolo Noascone

 

Da qui in avanti qualche lacrima è scesa pure a noi.

Il nostro regalo all'ex sindaco? Ecco alcune immagine della sua esperienza da primo cittadino.

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