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"I prati non sono il cacatoio dei cani!" è l'annuncio shock del Comune

Le deiezioni, finendo nelle rotoballe, rischiano di andare a contaminare il foraggio per gli animali

cane

Vietato correre liberi nei prati: "Non sono il cacatoio dei cani. Non sono un'area di sgambamento".

E' l'annuncio pubblicato dal Comune di San Carlo Canavese e sottoscritto dal sindaco Ugo Papurello

"Il Comune di San Carlo Canavese è un paese residenziale e agricolo e i nostri coltivatori svolgono un intenso lavoro per produrre e coltivare alimenti che saranno lavorati per essere consumati dalle nostre famiglie" si legge nell'avviso.

Poi il richiamo: "Vorremmo sensibilizzare coloro che lasciano i cani liberi di correre e defecare tra i campi coltivati con nocumento del prodotto".

Ed ecco la frase shock: "I prati non zone di sgambamento o cacatoio per i cani e sono proprietà privata anche se non sono recintati".

L'invito ai proprietari è quello di controllare i propri amici a quattro zampe e non lasciarli correre liberi su terreni altrui.

Il sindaco Ugo Papurello sottoscrive ognuna delle parole contenute in quell'avviso spiegando: "E' diventata una cosa esagerata, un'abitudine che reca un danno davvero grave".

Ma sono così dannose le deiezioni canine?

"Moltissimo - spiega Papurello -. La cacca che finisce in una rotoballa, finirà nella mangiatoia di una mucca con effetti dannosi sia per l'animale che, indirettamente per chi ne mangerà la carne o ne berrà il latte. Le sostanze nocive contenute nelle deiezioni, infatti, resistono anche a distanza di mesi e quando l'animale si ritrova a mangiarla, si ammala. In molti casi è necessario dagli l'antibiotico per curarla".

il sindaco ugo papurello

Le deiezioni dei cani possono contenere batteri patogeni, parassiti e virus che sono dannosi per la salute degli animali.

LA NEOSPOROSI

Uno dei rischi più grandi è quello legato alla "neosporosi", una malattia infettiva causata da un protozoo appartenente al philum degli Apicomplexa, famiglia Sarcocystidae, genere Neospora, che colpisce il cane e numerosi altri mammiferi, quali bovini, ovi-caprini, equini.

La neosporosi è una delle principali e più importanti cause di aborto infettivo nel bovino. Le bovine possono abortire in qualsiasi momento della gestazione, ma la maggior parte degli aborti avviene nell'intervallo temporale compreso fra il terzo e il settimo mese di gravidanza.

Alcuni dei principali rischi per la salute animale derivanti da deiezioni canine nel foraggio includono:

  1. Infezioni e Malattie: Gli animali che ingeriscono foraggio contaminato possono contrarre diverse malattie, come parvovirosi, coccidiosi, tenia e altre infezioni intestinali.

  2. Degrado della Qualità del Latte e della Carne: Gli agenti patogeni presenti nelle deiezioni canine possono causare malattie negli animali da latte e da carne, compromettendo la qualità dei loro prodotti.

  3. Disturbi Gastrointestinali: L'assunzione di foraggio contaminato può causare disturbi gastrointestinali negli animali, riducendo la loro produttività e causando disagio.

  4. Dissuasione all'Alimentazione: La presenza di deiezioni canine nel foraggio può scoraggiare gli animali dal consumarlo, portando a una ridotta ingestione di nutrienti essenziali.

Per prevenire questi rischi, è essenziale adottare misure di controllo e prevenzione. I proprietari di cani devono essere consapevoli dell'importanza di mantenere i loro animali domestici sotto controllo e di evitare di farli pascolare in zone agricole.

L'ALLARME NEOSPOROSI A SAN FRANCESCO AL CAMPO

Alcuni anni fa, era il 29 ottobre 2016, a lanciare l'allerta "neosporosi" era stato il Comune di San Francesco al Campo.

"Non portate i cani nei campi coltivati a foraggio".

Era stato l'appello lanciato dal Comune di San Francesco al Campo dopo i casi di neosporosi riscontrati in alcune stalle del paese. La causa sarebbe infatti da ricercare nel Neospora Caninum, un parassita presente nelle feci dei cani infetti. La “strada” che compie per arrivare fino alle mucche è abbastanza facile da intuire: le deiezioni lasciate dal cane durante la sua quotidiana “sgambata” nei prati finiscono per essere raccolte insieme al foraggio, che viene poi dato alle mucche nelle stalle.

"Nei mesi scorsi alcuni allevatori del paese hanno riscontrato aborti anomali fra le loro mucche – spiegava all'epoca Dario Barbiso, consigliere comunale delegato all'Agricoltura – Hanno fatto subito eseguire analisi specifiche, sia sulle bovine che sui feti, e il risultato è stato chiaro: Neospora Caninum. L'infezione provocata da questo parassita è considerata la principale causa di aborto fra i bovini a livello mondiale. Se la bovina è forte e riesce a portare a termine la gravidanza, il vitellino nasce comunque indebolito e infetto, rischiando di trasmettere l'infezione agli altri animali: in pratica, nell'arco di qualche anno tutta la stalla rischia di ritrovarsi contaminata".

Un danno enorme per gli allevatori: "Per questo abbiamo deciso di intervenire sensibilizzando i cittadini proprietari di cani – spiegava Barbiso – L'allevamento del bestiame costituisce un elemento fondamentale nell'economia dei nostri coltivatori e dobbiamo salvaguardarlo. Attenzione però, nessun allarmismo: il latte e la carne derivanti da mucche eventualmente infette sono comunque sani e non comportano alcun rischio per la salute dell'uomo".
All'appello di Dario Barbiso si aggiungeva quello dell'assessore Barbara Re: "L'unico rimedio – spiegava all'epoca Re, oggi assessore a Cirié con il sindaco Loredana Deviettiè la vaccinazione preventiva dei cani, perché una volta che i bovini sono stati infettati non si può fare più nulla. Invito quindi tutti i proprietari di cani a informarsi presso i veterinari, anche per tutelare la salute dei loro stessi animali. Ricordo però anche che è vietato lasciar scorrazzare i cani nei prati altrui. Nei prossimi mesi organizzeremo una serata informativa per approfondire la questione con la cittadinanza".

Torniamo ad oggi

"Il rispetto delle regole è fondamentale" insiste Papurello.

A quali regole si riferisce?

"Innanzitutto i prati sono una proprietà privata, quindi non è possibile liberare i propri animali a proprio piacimento per farli scorrazzare. Inoltre i cani andrebbero tenuti al guinzaglio, ma quasi nessuno lo fa".

Una situazione, quella delle deiezioni abbandonate, all'ordine del giorno anche sulle strade e lungo i marciapiedi.

"Ce ne sono davvero troppe! I proprietari devono portare con sé l'attrezzatura per raccogliere le feci e ripulire immediatamente il suolo pubblico. Raccogliere le deiezioni, oltre che doveroso sia per ragioni di decoro che igiene, è un obbligo per il quale sono previste sanzioni a carico dei trasgressori. Per questo chiediamo la collaborazione di tutti". 

Oltre ai cani con le loro deiezioni, a compromettere il foraggio contribuiscono anche i cinghiali.

I cinghiali e l'Impatto sul Foraggio

Un altro problema crescente che minaccia la qualità del foraggio per gli animali da pascolo è la proliferazione dei cinghiali. Questi animali selvatici possono danneggiare gravemente i campi di foraggio, causando una diminuzione della disponibilità di cibo per gli animali da allevamento.

Le cause principali di questo problema includono:

  1. Scavo del Suolo: I cinghiali sono noti per scavare nel terreno alla ricerca di radici e tuberi. Questa attività può danneggiare il sistema radicale delle piante foraggiere, riducendo la resa e la qualità del foraggio.

  2. Competizione per il Cibo: Il consumo di foraggio da parte dei cinghiali riduce la disponibilità di cibo per gli animali da pascolo, aumentando la competizione per le risorse alimentari.

  3. Diffusione di Malattie: I cinghiali possono trasmettere malattie agli animali da allevamento, compromettendo la salute del bestiame.

  4. Degrado del Territorio: Il brucare e scavare dei cinghiali può causare danni significativi all'ecosistema locale e alterare gli habitat naturali.

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