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Ivrea

Salvate il soldato Don Beppe Duretto

La protesta dei cittadini e delle associazioni

Salvate il soldato Don Beppe Duretto

Don Duretto

Una petizione inviata al Vescovo per salvare il soldato Don Giuseppe Duretto. L'hanno sottoscritta in tanti al Borghetto ma anche oltre. Numerose associazioni (dai Tuchini ai Croati a I Croass (corvi) del Borghet, passando dalla San Vincenzo) e un mucchio di cittadini e fedeli con le lacrime agli occhi. Il Vescovo avrebbe già risposto. Ha detto a tutti di stare tranquilli, ma la "tranquillità" è davvero un'altra cosa. Deboli e impotenti di fronte alle gerarchie qualcuno ha così pensato bene di affiggere uno striscione davanti al portone. E' rimasto attaccato poche ore. Si leggeva (e non si legge più) "Viva Don Duretto parroco del Borghetto".

Capita questo - ed è capitato - quando le decisioni son calate dall'alto senza tante discussioni e condivisioni. Prese e comunicate con un whatsapp, senza tanti giri di parole. E' successo con la recente ordinanza attraverso cui Monsignor Edoardo Cerrato ha spostato alcuni parroci di qua a là, altri di là a qui, mandandone infine alcuni "in pensione" con la scusa che avevano presentato le "dimissioni". I maligni dicono che abbia fatto fuori tutti i "bettazziani" promuovendo i suoi in vista del proprio "pensionamento" - chissà se è vero - in programma, al più tardi, entro la fine del 2024.

Fatto sta ed è che alla Parrocchia del Sacro Cuoredon Maurizio Tocco (nominato Parroco di Rueglio) è stato sostituito da don Davide Rossetto, a San Lorenzo don Gianni Malberti ha preso il posto di don Piero Agrano, a S. Bernardo  don Roberto Bocchese succede a don Enrico Chianese e in Cattedrale e al Borghetto il vescovo ha nominato Padre Samuele Menini al posto del canonico Giuseppe Duretto che, per raggiunti limiti di età, continuerà il suo ministero come semplicissimo collaboratore. 

"Io ho le forze per andare avanti - ha confidato Don Duretto ad alcuni parrocchiani - Le dimissioni si danno d'ufficio!".

Al telefono con noi ha aggiunto, con l'animo di chi forse un po' si sente perso: "Non so che dire. Non so che dirvi. Sono qui...!"

88 anni ben portati, mente lucida e fisico prestante, don Giuseppe Duretto è nato a Bosconero. Ordinato nel 1960 da monsignor Albino Mensa, nella parrocchia di San Grato ha cominciato a dire messa nel 1975 su richiesta di monsignor Luigi Bettazzi, dopo due anni da direttore dell’Ufficio catechistico diocesano e della Scuola di teologia, seguiti al suo ritorno da Parigi, dove aveva conseguito la Licenza in Teologia pastorale catechetica, preceduta a sua volta dall’esperienza di vice rettore del Seminario Maggiore di Ivrea fin dal 1967.

Don Giuseppe Duretto prima di arrivare a San Grato è stato vice parroco a San Giorgio e a Caluso, per poi tornare a svolgere la sua missione sacerdotale come parroco solo nella parrocchia di San Grato ad Ivrea.

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Commenti all'articolo

  • cadigia.perini

    15 Luglio 2023 - 07:13

    Don Duretto è stato insegnante di religione al Cena, io, da valdese, ero esonerata. Ma decisi di rimanere in classe. Così non mancai di intervenire nelle lezioni con il mio piglio critico. Ebbene, alla fine del quinto anno, don Duretto mi diede un biglietto dove mi ringraziava per la partecipazione alle sue lezioni e gli spunti critici. Mi colpì molto. Uomo intelligente e aperto.

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