Cerca

La discussione

In aula sindaci contro sindaci sul nuovo ospedale del Canavese

Ieri la Conferenza dei primi cittadini Asl To4 si è chiusa con i fuochi d'artificio dopo una lettera del sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno

In aula sindaci contro sindaci sul nuovo ospedale del Canavese

Quando il sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno ha chiesto di parlare durante la conferenza dei sindaci Asl To4 di Ivrea, tutti si immaginavano cosa avrebbe detto. Ha tirato fuori due fogli di carta con una lunga dichiarazione, ha cominciato a leggere e lì il presidente e sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, l'ha interrotto.

Rostagno stava dando voce a un documento a nome di tutti i sindaci altocanavesani in cui si esprimeva il disappunto per la decisione, inizialmente presa in Giunta e poi rinviata in Consiglio regionale, di piazzare il nuovo ospedale del Canavese a Ivrea, nell'area Montefibre, e non a Pavone Canavese, nell'area Ribes.

Chiantore temeva la bolgia, e bolgia fu

Il punto non era neanche all'ordine del giorno. "Adesso leggi la dichiarazione ma poi ci fermiamo qui - ha detto Chiantore -. Se esistesse il sito ideale non staremmo qui a discuterne. Tutti i siti hanno pro e contro. Tutto è in mano alla Regione che deve prendersi la responsabilità di decidere e di non metterci in questa situazione".

Chiantore temeva quello che poi sarebbe successo: l'esplosione del confronto tra sindaci su un ospedale su cui non riescono a mettersi d'accordo. Da una parte Luigi Sergio Ricca, sindaco di Bollengo. Dall'altra Endro Bevolo, sindaco di Pavone, e con lui Rostagno assieme a tutti i sindaci canavesani. 

Ricca si alza per parlare

Qualche istantanea: Ricca che discute accesamente con Maurizio Giacoletto, ex sindaco di Levone oggi consigliere comunale; il sindaco di Busano Gianbattistino Chiono che urla dal fondo dell'aula di lasciar parlare i sindaci che la pensano come lui; sempre Chiono che, a fine conferenza mentre tutti se ne stavano già andando, discute in maniera accesa col sindaco di Ciriè Loredana Devietti, "colpevole" di essersi espressa per l'area Montefibre assieme ad altri sindaci dei grandi comuni canavesani; Rostagno che si aggira per l'aula nervosamente, fermandosi ogni tanto per guardare la ressa da diversi punti prospettici; Ricca che si alza per parlare e si risiede subito dopo.

La lettera: "I sindaci sono stufi di essere presi in giro"

La lettera del primo cittadino rivarolese parlava di "dissenso e profonda amarezza per come l'assessorato alla sanità della Regione Piemonte ha gestito la questione dell'allocazione del nuovo ospedale di Ivrea". Dito puntato contro l'assessore Luigi Genesio Icardi, che ha proposto di realizzare un casello per rendere più allettante l'area ex Montefibre, e farle guadagnare punteggio sulla rivale, che secondo uno studio Ires era più accreditata.

"Se la spinta per orientare la scelta verso l'area Montefibre - proseguiva Rostagno nella lettera alla fine letta integralmente da Chiantore - è così forte, da proporre di costruire un casello pur di far aumentare il punteggio, allora lo studio Ires deve essere rifatto e riparametrato".

Rostagno legge la lettera a nome dei sindaci canavesani

E poi ancora una critica alla Regione: tutta la vicenda del nuovo casello autostradale è stata comunicata "di fronte a pochi sindaci, rappresentanti dei comuni più grandi dell'ASL TO4 ma lontani, già serviti da altri ospedali, mentre non sono stati presi in considerazione i piccoli e numerosi comuni del territorio canavesano".

Poi una nota conclusiva: "I sindaci del Canavese sono stufi d'essere presi in giro". E ancora: "La Regione dovrebbe almeno avere il coraggio di dire che la scelta del sito Montefibre di Ivrea è una scelta politica. Ne prenderemmo atto, ma avremmo potuto evitare la messa in scena dello studio Ires [...] Signori della Regione, un po' di dignità!".

Ecco il nucleo delle richieste dei sindaci: ridare valore a quello studio Ires che aveva valorizzato l'ara Ribes di Pavone Canavese, più vicina per tutto il territorio canavesano. A Rostagno si è poi aggiunto Sergio Bretti, consigliere comunale di Valperga ed ex primario di oncologia a Ivrea. Ma, dopo la bolgia, nessuno stava ormai più ascoltando.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori