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SIAMO PAZZI!!!! 15 ventilatori per affrontare il caldo negli ospedali dell'Asl To4.

Una situazione che si trascina avanti così da anni

SIAMO PAZZI!!!! 15 ventilatori per affrontare il caldo negli ospedali dell'Asl To4.

Dai 30 ai 40 gradi. Eh sì... fa  caldo. Un caldo insopportabile. Fa caldo in strada, ma anche in casa. Domanda da un milione di euro. E negli ospedali dell'Asl To4? E nelle strutture sanitarie dove si sta da cani e si suda a prescindere?

Tranquilli....

Tutto sotto controllo. Ci ha pensato (si fa per dire) l'Ingegner Andrea Fiorillo. Con una nota attesta d'aver acquistato la bellezza di 15 ventilatori tipo "split". Non è uno scherzo.... Tutto confermato dall'Ingegner Andrea Mignone in una mail  del 6 luglio (inviata per conoscenza anche al sindacato Nursind)  in cui comunica d'aver dato attuazione a quanto richiesto dal direttore generale Stefano Scarpetta a giugno.

il direttore generale Stefano Scarpetta

Mignone non a caso, considerando che è stato nominato "responsabile della gestione emergenza calore".

Insomma: 15 split in totale per tutta l'ASL TO 4, da aggiungersi (evidentemente) a quel che già c'era...

E' davvero successo così! Non è una barzelletta... Da strofinarsi gli occhi con entrambe le mani. Da mettersi a piangere fino a domani mattina. Da urlare la disperazione ai quattro venti. 

L'Asl To4 che va incontro all'afa, con le armi spuntate, come Don Chisciotte e Sancho Panza. E poi parlano di nuovi ospedali e nuovi reparti... Ci sarebbe da mandarli tutti a quel paese, altro che balle....

Incredibile ma vero è la stessa Asl che chiude un bilancio da oltre 900 milioni di euro con una perdita di 5 sul 2022 e che in assemblea dei sindaci chiederà un applauso per il gran bel lavoro fatto....

Sveglia! Giù dalle brande! Non si tratta di un incubo ma di pura realtà!

Morale? Oggi là dentro (cioè ovunque) si scoppia dal caldo. Coinvolti tutti, dai dipendenti ai pazienti.

Fa sorridere (o piangere) che mentre lì dentro "si scoppia dal caldo", quasi in contemporanea l'ufficio comunicazione della stessa azienda trovi la forza e il coraggio di dispensare informazioni utili ai cittadini su come difendersi dalle "ondate di calore"...

E dire che  il sindacato Nursind anche quest'anno lo aveva ricordato per tempo. Aveva rivolto alla direzione generale la stessa domanda che fa loro tutti gli anni: "Avete pensato a gestire una situazione che passato ha creato disagi a non finire, peraltro posizionando l'Italia tra i paesi con il maggior numero di decessi nell'intera estate del 2022?".

"Fortunatamente - commenta con le mani in testa il responsabile territoriale Giuseppe Summa - in questi giorni il caldo ha dato un po' di tregua, ma la situazione è veramente critica. Basti pensare a pazienti con febbre costretti a letto in una camera con 36/37 gradi. Fra l'altro, non va sottovaluto il rischio di cattiva conservazione dei farmaci..."

Quasi inutile aggiungere che il problema si ripresenta tale e quale da diversi anni. Nel 2019 nei confronti di Summa (poveraccio...!!!), che lo denunciava era addirittura stato avviato un procedimento disciplinare.

"È chiaro - commenta oggi sempre Summa -  che pur comprendendo i limiti impiantistici, l'acquisto di 15 apparecchi di condizionamento è assolutamente inefficace oltre che tardivo...  Abbiamo chiesto per il personale delle divise estive ma anche su questo c'è stata una risposta negativa... Insomma, anche per il 2023, tutto è rimandato al 2024."

Ad oggi, peraltro, dei 15 ventilatori non si sa nulla, in compenso il Nursind ha ricevuto numerose segnalazioni "in lacrime" da parte dei dipendenti, che fra l'altro chiedono supporto "per i poveri utenti ricoverati".

E si comincia dall'ospedale di Ivrea. Qui, nel reparto di Neurologia, in alcune camere di degenza, sono presenti impianti di condizionamento obsoleti e malfunzionanti mentre in altre camere sono presenti solo ventole. 

In Ortopedia/Traumatologia due camere di degenza sono dotate di split non funzionanti e si tampona con pinguini  "rumorosi".  I "pinguini" e gli "split" ci sono anche nel reparto di Medicina ma non funzionano, sono vecchi ed obsoleti. S'aggiungono finestre senza tende e infissi senza zanzariere. Impossibile aprirle per fare un po' d'aria salvo andare incontro ad una battaglia impari con i moscerini.

Split rumorosi e mal funzionanti anche nel reparto "Psichiatria", talmente rumorosi, che a causa della patologia dei pazienti sono stati spenti. La musica non cambia nell'ambulatorio "pre-ricoveri" e in  pneumologia con grande disagio non solo per i lavoratori, ma anche per gli utenti che soffrono di patologie respiratorie e in ossigeno terapia. Idem nel front-office della cardiologia.

A Cuorgnè l'intero ospedale è privo di condizionamento ad esclusione del laboratorio analisi della sala operatoria e della mensa. Niente di niente anche a Lanzo. Il delirio continua senza soluzione di continuità nei poliambulatori di Cuorgnè, Rivarolo, Caluso, Cavagnolo, Castellamonte, San Mauro dove la situazione e particolarmente critica in sala prelievi.

Criticità anche nel reparto di ortopedia dell'Ospedale di Ciriè con 5 camere di degenza e 2 pinguini malfunzionanti. Sempre a Ciriè fa caldo in Neurologia dove girano alcuni ventilatori e pure qualcos'altro. Camere "al caldo" infine nei reparti di Urologia e di Oculistica, salvo una con condizionatore. All'appello non manca la "nefrologia/post acuzie e cardiologia": e sono 11 stanze esposte al sole dove si è corso ai ripari con sei ventilatori.

Dov'è che si respira? Solo all'ospedale di Chivasso (in gran parte di recente costruzioni) e in alcuni uffici della direzione generale di via Po.

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