Cerca

Sanità

"Pronti a scendere in strada per difendere l'ospedale di Cuorgnè!"

Alla notizia di uno studio sulla privatizzazione dell'ospedale, commissionato dalla Regione Piemonte, Davide Pieruccini del Comitato per la difesa della Sanità Pubblica è pronto alla protesta

"Pronti a scendere in strada per difendere l'ospedale di Cuorgnè!"

L'ospedale di Cuorgnè

Dopo gli esiti clamorosi dello studio commissionato dalla Regione sull’Ospedale di Cuorgnè abbiamo sentito Davide Pieruccini, capogruppo di minoranza di “Cuorgnè C’è” e promotore, nell’estate dello scorso anno, di una raccolta firme per la riapertura del Pronto Soccorso. Da lì è sorto un  Comitato per la Difesa della Sanità Pubblica che sta raccogliendo adesioni crescenti.

Te l’aspettavi una posizione così netta e clamorosa?

Come gruppo consiliare eravamo partiti con la raccolta firme proprio perché non credevamo a molte delle cose che venivano dette. La nostra prima preoccupazione era per il Pronto Soccorso ma non solo: le sale operatorie di Cuorgnè, a detta di persone in grado di valutarle, sono tra le migliori del Piemonte ed era logico che facessero gola ai privati. E i privati non sono interessati a gestire un Pronto Soccorso.

Conosci la società che ha effettuato questo studio?

Non la conosco. Certo sono rimasto a bocca aperta e non  solo io. Un po’ potevamo aspettarcelo ma non che venisse detto in maniera così esplicita.

Secondo te ha fatto tutto questa società o c’è stato qualche suggerimento da parte della Regione?

Non lo so. Abbiamo dei rappresentanti di questo territorio che siedono in Consiglio Regjonale. Sono loro a doversi interessare di questo. Quello che a me, che a noi, interessa, è avere una Sanità Pubblica che funzioni ed un Pronto Soccorso aperto 24 ore su 24. Il resto sono questioni interne alla maggioranza. L’importante è tener conto che alla Sanità Privata non tutti possono ricorrere.

Davide Pieruccini consigliere comunale di Cuorgnè

Come pensi che ti sentiresti se fossi un abitante di Ceresole o un villeggiante di quella zona, che non rientra nel parametro dei 60 minuti ma che di fatto non viene tenuta in considerazione?

E’ una domanda che farei a quegli amministratori. Quel che so è che la situazione  sanitaria di un territorio influisce sulle scelte dei turisti, soprattutto di quelli che praticano sport potenzialmente pericolosi. Sapere che c’è un ospedale a distanza ragionevole in caso di incidente è rassicurante: forse non tutti prendono in considerazione questo aspetto ma gli sportivi cercano un luogo “sicuro” da questo punto di vista. Ci sono  sport particolari in queste aree, che andrebbero valorizzati e non messi in crisi.

Cosa pensi di tutti quei piccoli centri, meno noti di Ceresole ma altrettanto distanti dal fondovalle, che lo studio non prende nemmeno in considerazione?

Non è corretto trascurare il fatto che l’ospedale di Cuorgnè è un Presidio di montagna e che sui percorsi montani i tempi di percorrenza sono maggiori. Non  ci si può basare solo sull’elisoccorso: se c’è nebbia o se nevica non decolla. Inoltre potrebbe capitare che lo si chiami quando già è impegnato in un altro soccorso. In quel caso cosa si fa? Si attende per ore?

Pensi che la Regione applicherà alla lettera questi suggerimenti, che cestinerà lo studio o che lo utilizzerà per indurre i cittadini ad accontentarsi del poco che c’è ora per il timore di perdere tutto?

Siamo rappresentati da persone che dovrebbero pensare al bene di queste zone; sono loro a dover decidere. Sono stati votati dai cittadini e dovrebbero fare i loro interessi. Gli elettori se ne ricorderanno quando sarà il momento di votare. 

Come pensi reagiranno i cittadini?

Quelli che mi hanno contattato finora non hanno reagito bene. Il messaggio è chiaro e le persone lo capiscono: si vuole che questa struttura passi ai privati. Non sto dicendo che il Privato sia peggio del  Pubblico ma solo che il Pubblico dà un servizio rivolto a tutti, il Privato no.

Come Comitato per la  Sanità Pubblica cosa intendete fare?

Come gruppo consiliare di “Cuorgnè c’è” intanto chiederemo la convocazione di un  consiglio comunale straordinario e aperto, dove i cittadini possano intervenire e fare domande, non  solo ascoltare gli oratori che abbiano preparato un proprio discorso com’era invece accaduto in occasione del consiglio aperto di novembre sul Pronto Soccorso. Tutti devono poter partecipare e fare delle domande. Quanto al Comitato, i comitati nascono quando la Politica non funziona, allora ci si muove e ci si organizza per cercare di di essere utili. A breve organizzeremo altre iniziative , in base anche alle richieste che ci arriveranno e al supporto che riceveremo: l’obiettivo è una grande manifestazione che metta insieme tutte le forze sociali, coinvolgendo non solo le nostre zone ma anche le Valli di Lanzo, che hanno il medesimo problema e corrono   gli stessi rischi. Mi auguro un’iniziativa comune di tutti gli amministratori, senza distinzioni basate sull’appartenenza politica perché la Sanità riguarda tutti. Aggiungo una cosa. Parlavo prima dell’importanza di un Pronto Soccorso e di un ospedale che funzioni per attrarre i turisti ma anche le industrie hanno bisogno di presidi sanitari: se ci sono stabilimenti ed aziende ci dev’essere anche la possibilità di essere soccorsi e curati rapidamente nel caso succeda qualcosa. 

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori