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Il commento

Limite ai 30 orari, meno auto e più bici: la Città del domani immaginata dall'associazione

Dopo la discussione in consiglio del Piano Urbano del Traffico, abbiamo sentito l'associazione Non Bruciamoci il Futuro per raccogliere qualche idea in merito all'aspetto urbanistico della Città

Una delle piazze centrali di Rivarolo

Una delle piazze centrali di Rivarolo

La notizia era emersa nel corso dell'ultimo consiglio comunale mentre si discuteva il Piano Urbano del Traffico: ci sono più di 30mila auto che attraversano Rivarolo tutti i giorni.

"Già nel 2014 - ci dice Gianni Fragale dell'associazione Non Bruciamoci il Futuro - l'Arpa aveva fatto i rilevamenti della qualità dell'aria prendendo in considerazione anche il traffico: purtroppo in centro a Rivarolo già nel 2014 passavano 33-34mila auto al giorno".

Il faro della Lombardore Salassa

Il dato non è nuovo dunque, ma è qualcosa di consolidato. Dall'inizio del primo mandato Rostagno, il problema del traffico è stato in parte affrontato: "Questa amministrazione - prosegue Fragale - anche su nostra spinta ha deviato il traffico pesante dal centro, anche se non è stato possibile attuare la stessa misura su via Favria". Cioè la via che collega Rivarolo ad altri centri altocanavesani.

Il comitato Non Bruciamoci Il Futuro

Complessivamente, però, "il problema permane". Una speranza arriva dalla Lombardore Salassa. Per il primo lotto dell'opera sono stati già sbloccati i finanziamenti e i lavori dovrebbero partire nel 2024. Secondo le stime, l'opera toglierebbe 8mila passaggi dal centro rivarolese. "A quel punto si può confidare nella diminuzione del traffico: anche perché se rimangono 34mila auto al giorno in città diventa problematico".

La Città del domani

Per Fragale, la riduzione dei transiti dovrebbe però accompagnarsi ad alcune modifiche sostanziali della viabilità del paese: "Si potrebbe pensare a introdurre il limite dei 30 all'ora nei punti dove transitano anche bici e pedoni". La soluzione viene già sperimentata in Comuni di dimensioni più grandi di Rivarolo.

"E poi bisognerebbe investire sulle piste ciclabili: solo così possiamo sperare in un uso più diffuso della bicicletta, che potrebbe essere utilizzata per le commissioni quotidiane" argomenta Fragale. Il quale conclude con una nota sul commercio: se i passaggi di auto diminuissero, si chiede l'attivista, le attività commerciali ne risentirebbero?

"Il McDonald's - si chiede Fragale - sarebbe nato se ci fossero state meno auto per la Città?". La domanda è interessante e mette a tema una questione che esonera dalla pura urbanistica: nel processo di realizzazione di una città meno inquinata e caotica potrebbero entrare in gioco gli interessi delle varie parti sociali presenti sul territorio. Interessi che non sarà facile conciliare.

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