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10 Luglio 2023 - 12:02
in foto, Il Ministro Lollobrigida con Anna Marco (Cantina Marco di Loranzè)
I vini Canavese Nebbiolo doc Nàtivo 2019 e Canavese Nebbiolo doc Nèmone 2020, prodotti dall’azienda fratelli Marco di Loranzè, insieme al Carema doc 2019 della cantina dei produttori di Nebbiolo di Carema, hanno ottenuto grande successo al prestigioso concorso internazionale Città del vino 2023, affermandosi come vincitori e conquistando la medaglia d’oro.
La premiazione si è svolta nell’aula consiliare del Campidoglio di Roma, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida.
Durante l’evento, il ministro ha sottolineato l’importanza di preservare l’identità e la qualità dei prodotti italiani, a beneficio dei consumatori e dei produttori.
La manifestazione, giunta alla sua 21ª edizione, ha visto la partecipazione di oltre 1.300 Comuni italiani ed esteri, ognuno presentando i propri vini.
L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione nazionale città del vino, autorizzata dal Ministero dell’agricoltura e con il supporto dell’Oiv (Organizzazione internazionale della vite e del vino), e ha come obiettivo principale quello di evidenziare il valore della relazione tra il vino e il territorio.

in foto, Da sinistra: Stefano Marco, Angelo Radica, Anna e Danilo Marco
Pertanto, durante la premiazione sono stati riconosciuti sia i vini che i Comuni in cui vengono prodotti.
Questo risultato permette ora a Loranzè e Carema di fregiarsi del titolo di città del vino, confermando l’importanza del Nebbiolo come simbolo della tradizione enologica del Canavese.
“Siamo stati a Roma - racconta Stefano Marco - a ritirare le due medaglie d’oro vinte con i nostri Nebbioli Nèmore 2020 e Natìvo 2019 al Concorso Enologico Internazionale “Città del vino”. Una grande soddisfazione dopo tanto lavoro per la nostra cantina Fratelli Marco a Loranzè”.
Per i produttori è un privilegio lavorare con il re dei vitigni italiani, il Nebbiolo, e questi riconoscimenti incoraggiano a continuare nel percorso. Loranzè può vantare prestigiose aziende vitivinicole che risalgono al periodo tra Otto e Novecento, e il fatto che il Comune torni ad essere una città del vino rappresenta la riscoperta di un legame storico con queste terre.
La viticoltura canavesana, già rinomata in Italia e all’estero, sta vivendo un periodo di notevole rinascita grazie all’entusiasmo e alla sinergia di coloro che sono appassionati del settore.
Infatti, sul mercato vinicolo stanno emergendo nuove cantine che si uniscono alle storiche, riportando in vita vecchi vigneti, a volte abbandonati, e promuovendo così il territorio e i suoi prodotti.
Oltre alla qualità del vino, viene premiata l’unicità del territorio, un ambiente straordinario plasmato dal lavoro di generazioni di vignaioli che hanno consegnato un paesaggio e un “sapere” che resta ancora fondamentale.
Il percorso di crescita della viticoltura canavesana è supportato anche dall’associazione giovani vignaioli canavesani.
Con questi importanti riconoscimenti, il Canavese si conferma come una delle regioni vinicole di spicco in Italia, consolidando la sua posizione nel panorama enologico internazionale.

La regione del Canavese, situata nel nord-ovest dell’Italia, è un luogo rinomato per la produzione di vino di alta qualità.
La sua posizione geografica favorevole, con colline dolci e un clima temperato, crea le condizioni ideali per la coltivazione delle viti e la produzione di vini eccezionali.
La tradizione vitivinicola nel Canavese ha radici profonde, risalenti a secoli fa.
Le prime testimonianze storiche della produzione di vino in questa regione risalgono all’epoca romana.
Nel corso dei secoli, l’arte della viticoltura è stata tramandata di generazione in generazione, e oggi possiamo gustare vini che portano con sé secoli di esperienza e passione.
I vitigni autoctoni del Canavese sono una delle sue caratteristiche distintive.
Tra i più noti troviamo la Barbera, il Nebbiolo e l’Erbaluce.
Ogni varietà di uva dona al vino caratteristiche uniche, esprimendo al meglio il terroir del Canavese.
La Barbera, ad esempio, produce vini rossi corposi e intensi, con una piacevole acidità.
Il Nebbiolo, invece, dà vita a vini eleganti e complessi, famosi in tutto il mondo.
E l’Erbaluce, un vitigno bianco, dà origine a vini freschi e vivaci, con una piacevole nota di agrumi.
Negli ultimi anni, il Canavese ha sperimentato un’evoluzione nell’approccio alla produzione vinicola.
Molti produttori si sono impegnati a combinare la tradizione con l’innovazione, cercando nuovi metodi di coltivazione e vinificazione per migliorare ulteriormente la qualità dei loro vini.
L’introduzione di tecniche moderne di viticoltura, come l’uso di cover crop e la gestione olistica del vigneto, ha contribuito a preservare l’ecosistema locale e a garantire la sostenibilità nella produzione di vino.
Il Canavese non è solo famoso per i suoi vini rossi e bianchi, ma anche per i suoi spumanti di qualità. L’Erbaluce, in particolare, è la base perfetta per la produzione di spumanti vivaci e aromatici.
Questi vini frizzanti, prodotti secondo il metodo tradizionale, sono diventati sempre più popolari sia in Italia che all’estero, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti da parte degli esperti del settore.
La cultura del vino nel Canavese va oltre la produzione e il consumo.
La regione ospita numerose manifestazioni enogastronomiche che celebrano il vino locale, offrendo agli appassionati l’opportunità di scoprire le eccellenze della zona.
I festival del vino, le degustazioni e le visite alle cantine sono solo alcune delle attività che consentono ai visitatori di immergersi nella cultura vinicola del Canavese e di apprezzarne a pieno la ricchezza.
In conclusione, il vino del Canavese rappresenta un vero e proprio tesoro enologico.
La sua tradizione secolare, combinata con l’innovazione e la passione dei produttori, crea vini di eccezionale qualità che riflettono il territorio e la cultura della regione.
Sia che siate intenditori di vino o semplici appassionati, una visita al Canavese vi permetterà di scoprire e gustare una varietà di vini unici e indimenticabili.
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