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Ceresole Reale

Caso Rainbow Family, il vice sindaco: "“Non percepiscono il pericolo, dicono che abbiamo infinite vite”

Mauro Durbano spiega i tentativi fatti, per ora vani, di allontanare i campeggiatori del raduno hippie

Caso Rainbow Family, il vice sindaco: "“Non percepiscono il pericolo, dicono che abbiamo infinite vite”

Il raduno delle Rainbow Family a Ceresole Reale

Di fronte al raduno di Ceresole, la prima cosa che viene in mente è di considerarne i partecipanti come degli Hippy fuori tempo, che a distanza di quasi sessant’anni si rifanno a modelli da tempo superati. In realtà la “Rainbow Family” (Rainbow significa arcobaleno ma anche miraggio, chimera) esiste dal 1972 ed ha sempre tenuto questi raduni estivi, che durano da una lunazione  a quella successiva,  in luoghi incontaminati e privi di ciò che normalmente  è considerato indispensabile,  dall’elettricità ai servizi igienici. A differenza dei Figli dei Fiori non fanno uso di droghe e di alcool durante i raduni ma, come loro, non hanno leader né un’organizzazione, professano il pacifismo ed il ritorno alla natura. 

Nudismo al raduno delle Rainbow Family

Alla prova dei fatti il loro “ambientalismo estremo” appare tuttavia come una professione di fede, che rifugge dalle conoscenze scientifiche (basti vedere il tipo di terreno che hanno scelto) ma che rivela anche palesi contraddizioni comportamentali: se si rifiuta la corrente elettrica ma si usano i telefonini, se non si viaggia a piedi ma su vecchie auto inquinanti, ciò che era stato buttato fuori dalla porta rientra dalla finestra…

Rispetto alla  situazione creatasi a Ceresole abbiamo sentito il vicesindaco Mauro Durbano e proprio ciò che riferisce – malgrado la sua disponibilità al dialogo - fa sorgere seri dubbi riguardo alla profondità di pensiero che sta alla base di movimenti come questo.

Mauro Durbano vice sindaco di Ceresole Reale

"Non hanno percezione del pericolo che corrono"

Perché siete contrari a questo raduno: per pregiudizio, per l’elevato numero di partecipanti, perché non avevano l’autorizzazione o per il luogo che hanno scelto? 

Per il luogo innanzitutto! Si tratta di un lungo imbuto sotto un conoide di frana attiva: il Piano per l’Assetto Idrogeologico lo colloca in zona 3A, la più pericolosa. Siamo preoccupati soprattutto per la sicurezza dei bambini. Inoltre si tratta di un terreno privato, affittato ad un pastore che si appresta a salire in quota con il suo gregge.

Se dovesse succedere qualcosa, il Comune potrebbe essere chiamato a risponderne? 

Abbiamo fatto ciò che dovevamo, emettendo l’Ordinanza di Sgombero. Il problema è farla rispettare, non siamo certo in grado di provvedere con  le forze disponibili localmente. I Carabinieri Forestali hanno fatto l’impossibile, prima con il sopralluogo poi con le identificazioni però il comandante – che è anche rientrato in anticipo dalle ferie – ha a disposizione tre uomini, che di fatto si riducono a due perché il terzo ha un perone fratturato. I partecipanti al raduno, come ampiamente previsto, continuano ad aumentare: nella giornata del 2 luglio sono arrivati a 165 tende e 350 persone. Per questo abbiamo chiesto l’intervento della Prefettura. Del resto ci eravamo rivolti al Prefetto fin dal 21 giugno.

Cosa vi era stato risposto? 

Di cercare una mediazione, offrendo loro un altro terreno nel quale spostarsi. Lo abbiamo fatto ma hanno rifiutato. 

Erano consapevoli di correre dei rischi? 

No. Si sono installati in quell’area costruendo forni, ponticelli sul rio ed accendendo fuochi ovunque. Erano soddisfatti per aver trovato facilmente tante pietre. Certo che ce ne sono tante: sono quelle che rotolano lungo il pendìo! E’ però difficile instaurare un dialogo: rispondono che non è un problema perché abbiamo infinite vite…

L'accampamento delle Rainbow Family

In cosa credono?

E’ difficile dirlo: innalzano preghiere alla Madre Terra e al Dio Sole, praticano il nudismo, professano l’uguaglianza ma non c’è un filo conduttore, non sanno nemmeno loro cosa vogliono. In generale sono pacifici ma quand’è venuta la RAI alcuni volevano allontanare le telecamere e minacciavano quelli  che invece desideravano essere intervistati. Ho fatto presente che si trattava di una contraddizione rispetto al principio che tutti sono uguali ed hanno gli stessi diritti: che uguaglianza è se non si può nemmeno scegliere di parlare con i giornalisti? Mi hanno risposto: “Hai ragione. Se vogliono farsi intervistare, possono farlo”. 

A quale o quali fasce di età appartengono e come vivono negli altri periodi dell’anno?

Sono rappresentate tutte le età, dai due mesi ai 70 anni, e ci sono persone di ogni tipo: dai professionisti, impiegati, operai che cercano ferie alternative ad individui senza fissa residenza. 

Come vivono nel campo?

Sull’igiene persone stendiamo un velo pietoso. Non usano sapone perché fanno il bagno nel fiume. Scavano trincee e buche per utilizzarle come bagni, portano con sé una bottiglia d’acqua per lavarsi e poi ricoprono tutto con la cenere. Hanno con sé molti animali, soprattutto cani. Non vogliono l’elettricità ma poi vanno in giro per i bar a cercare prese di corrente in cui ricaricare i telefonini e nei ristoranti a chiedere se abbiano degli avanzi.

L'accampamento a Ceresole Reale

Da dove arrivano prevalentemente?

Un po’ da tutto il mondo. Uno proviene dalle Haway, due o tre da Gerusalemme, qualcuno dal Canada. Sono molto numerosi i tedeschi, gli svizzeri, i francesi, gli spagnoli ed i portoghesi, e molti naturalmente gli italiani.

Come organizzano i raduni?

Il movimento non ha un leader o un’organizzazione, le comunicazioni avvengono tramite un canale Telegram. Al termine del raduno annuale, alcuni dei partecipanti vengono incaricati di cercare un posto per l’anno successivo, effettuare i sopralluoghi e comunicare luogo e date. Sarebbero dovuti andare in Valle d’Aosta ma non hanno trovato il luogo adatto. Alcuni ammettono di avere un po’ toppato: “Di solito non occupiamo terreni privati…”.

L'accampamento di Ceresole

Gli abitanti di Ceresole ed i turisti come hanno reagito?

Sia gli uni che gli altri ne percepiscono poco la presenza visto che si sono accampati ad un’ora di cammino e non li noterebbero comunque più di tanto trattandosi di un periodo con buoni flussi di persone. Quello di cui si accorgono sono le loro vecchie auto (in genere degli Anni Ottanta) parcheggiate in paese da giorni e giorni e che occupano molti spazi. Riceviamo invece segnalazioni dagli escursionisti (in quella zona passa il sentiero della Grande Traversata delle Alpi) che ci chiedono: “Ma come? E’ vietato campeggiare piantando una sola tenda e poi ci ritroviamo di fronte ad un  simile spettacolo?”. 

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