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Politica
03 Luglio 2023 - 09:27
Matteo Salvini, leader della Lega
Giù le mani dalla Carta di Chivasso e da un uso strumentale del documento.
Così il segretario regionale Stefano Moscarelli e il presidente Libero Ciuffreda dell'MFE Piemonte replicano al leader della Lega Matteo Salvini che dal palco del PalaLancia, al congresso leghista di domenica scorsa, s'è lanciato con un'ardita battuta sulla Carta di Chivasso e sul "regalo" che andrebbe fatto alla Schlein.
"Mi sono riletto proprio ieri la Carta di Chivasso, ne darò una copia, magari su colori armocromici e griffata Louis Vuitton alla segretaria del Pd che, con tutto quello che c'è da fare, passerà l'estate a combattere l'autonomia", ha detto Salvini dal palco chivassese, durante il congresso che ha portato alla riconferma del segretario uscente Riccardo Molinari.
Parole che non sono piaciute ai rappresentanti dell'MFE Piemonte, Moscarelli e Ciuffreda, quest'ultimo tra le altre cose già sindaco di Chivasso.
"Quando abbiamo letto sui media locali e nazionali le affermazioni di Salvini relative alla Carta di Chivasso: “la Carta è di un’attualità straordinaria. Mi piacerebbe che anche una collega segretaria di partito che dovrebbe essere figlia di quelle origini non dico la studiasse ma quanto meno la leggesse. Magari su carta con colori armocromici, la regalerò alla Schlein per l’estate militante perché non sarà in giro a difendere le questioni degli stipendi e delle pensioni ma sarà in tutta Italia a combattere l’autonomia”, ci ha subito assalito una sensazione di sconforto e di pessimismo nei confronti del politico leghista - inforcano segretario e presidente MFE in una nota stampa -. Come rappresentanti del Movimento Federalista Europeo (MFE) in Piemonte, speravamo che l’ importante documento firmato a Chivasso il 19 dicembre 1943, non suscitasse le solite “battute” fuori luogo, di contrapposizione di bassa lega tra partiti, condite addirittura da neanche troppo velati sfondi omotransfobici. Purtroppo il segretario della Lega non si è smentito neanche questa volta e quasi passando da un “papete” all’atro, ha reso la carta di Chivasso motivo di scontro anzichè d’incontro. Infatti, vorremo ricordargli che la “Dichiarazione dei rappresentanti delle popolazioni alpine”, venne firmata nel pieno della sanguinosa e fratricida seconda Guerra Mondiale. La Carta di Chivasso fu innanzitutto il frutto di un incontro delle popolazioni, di un comune sentire, di un fraterno impegno, contro il nazifascismo, per la libertà e la democrazia".

Libero Ciuffreda ex sindaco di Chivasso
"La Dichiarazione di Chivasso ha ispirato la nostra Costituzione repubblicana, quando agli articoli 5 e 6 affermano che l’Italia è una Repubblica, una e indivisibile, che riconosce e promuove le autonomie locali e che ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società - proseguono Moscarelli e Ciuffreda -. Partendo da questi principi costituzionali l’MFE invita i cittadini e i politici di ogni schieramento politico a riflettere ed adoperarsi affinché nel nostro Paese venga rafforzata la sussidiarietà tra le varie popolazioni residenti nelle varie regioni italiane, rendendo quanto più omogenei possibili i servizi essenziali quali la sanità, la scuola e le opportunità di lavoro, garantendone nel contempo il rispetto delle specificità culturali, religiose, linguistiche e sociali".
"Questi sono i valori che insieme ai primi federalisti, ispirati anche dal Manifesto di Ventotene - concludono -, i partigiani delle Valli Valdesi e della Valle d’Aosta, ancora oggi, a distanza di 80 anni, ci indicano come unica via per far parte del più ambizioso e grande progetto di pace e di sviluppo di tutte le popolazioni del continente europeo: gli Stati Uniti d’Europa".
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