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26 Giugno 2023 - 11:23
Quei meloniani del Pd di Ciriè che spariscono quando si parla di diritti
"Sfila il Pride... e il Pd muto" titolava La Voce lo scorso anno all'indomani del primo pride di provincia che aveva avuto luogo per le vie di Ciriè. Quest'anno, ahinoi, dobbiamo mettere quel titolo nella stampante per fotocopiarlo tale e quale. I dem ciriacesi si sono presi di nuovo una bella vacanza politica mentre il corteo colorato del Pride sfilava ieri pomeriggio per le vie della Città.
Non che ci si aspettasse qualcosa di diverso. Poco prima delle elezioni amministrative 2021, il segretario dei dem ciriacesi Federico Ferrara diceva a La Voce che "di eutanasia legale deve occuparsi il parlamento", "di cannabis legale deve occuparsi il parlamento", sull'adozione per le coppie gay si dichiarava non favorevole, "e contrario soprattutto all'utero in affitto". Risposte dem...ocristiane.
Le risposte di Ferrara sui diritti civili erano tendenzialmente in linea con quelle di Devietti e con quelle di D'Agostino. Un asse Pd - FdI tutta ciriacese, un esperimento politico in stile governo di larghe intese. Solo che mentre per D'Agostino si trattava di risposte coerenti con l'orientamento generale della sua corrente politica, a sentire Ferrara uno ci rimaneva basito.
Che poi è vero, non tutto il Pd è allineato sulle posizioni "liberali" tipiche della sinistra in materia di diritti civili. C'è una corrente cattolica erede de La Margherita ancora saldamente ancorata alla difesa dei valori tradizionali (che poi non si capisce mai su cosa siano fondati, 'sti valori).
Va precisata una cosa: Provincialotta (il collettivo che organizza il Pride) non ha certo bisogno di un "cappello politico" e di certo non lo vuole da questo centrosinistra (brutto) addormentato nel bosco. Le rivendicazioni politiche portate avanti dal carro che guidava il corteo erano infatti tante e di alto livello.

Il pride di ieri
C'era la denuncia della condizione delle donne, relegate a svolgere il lavoro riproduttivo tra le mura domestiche e spesso anche quello produttivo in ufficio, in fabbrica, in ospedale. Le donne, al contrario degli uomini, lavorano due volte in due sistemi economici diversi: quello capitalistico e quello domestico. E in quest'ultimo il loro lavoro è pure gratuito.
C'era la denuncia dell'ipocrisia di chi non vuole vedere due persone dello stesso sesso baciarsi per strada. C'era la denuncia di un mondo del lavoro sempre più precarizzato e ostile alle donne e alla comunità lgbtqia+. C'era la rivendicazione del diritto all'aborto e al rispetto della legge 194. E tanto altro ancora. Una rivoluzione politica in un contesto come quello provinciale.
Eppure la domanda resta: ma perché questo Pd si comporta così? Possiamo cercare mille spiegazioni, ma basterebbe un'immagine a smantellare il nostro castello argomentativo: il sindaco di Torino (sostenuto dal Pd) Stefano Lorusso che sfila al pride di Torino aprendo il corteo con tanto di fascia tricolore.
E nessuno ci venga a dire che quello è un pericoloso marxista, una sorta di distruttore dei valori del cattolicesimo tradizionale, perché non ci crede nessuno. Molto più realistico sarebbe dire che il Pd di Ciriè è rimasto indietro a cinquant'anni fa, che più che Pd andrebbe rinominato Dc, e che non ci si capacita di come il segretario sia ancora Ferrara e non la Devietti.

Matteo Filippin
Abbiamo intervistato, nel corso del Pride, uno come Matteo Filippin, da sempre legato al centrodestra, che ha dato una lezione di liberalismo anche a quei "meloniani" del Pd di Ciriè. I quali dovrebbero rappresentare, ma anche in questo caso non ci crede più nessuno, le istanze del centrosinistra in Città.
Istanze che sono state "appaltate" al Pd di Ivrea, da dove mezza Giunta comunale di centrosinistra sfilava in Città con tanto di fascia tricolore. C'era la vicesindaca Maria Patrizia Dal Santo e l'assessore Gabriella Colosso. Viene da chiedersi: avranno parlato con Ferrara? Gli avranno chiesto: "Ma perché non vieni?". Lui ce lo immaginiamo in difficoltà mentre risponde: "Eh no... ho judo...".
Altro discorso per Franco Silvestro, consigliere comunale capogruppo dei 5Stelle che domenica scorsa sfilava per la Città con tanto di bandiera queer stampata sulla guancia. Dal suo partito è arrivata persino una consigliera regionale, Sarah Disabato, che già l'anno scorso si era fatta vedere in occasione dello stesso evento.

Sarah Di Sabato
Buon per loro: alle prossime elezioni sapranno capitalizzare sugli errori politici dei dem ciriacesi, ormai diventati una corrente interna a Fratelli d'Italia.
Anche quest'anno il sindaco di Ciriè concede il patrocinio ma al Pride non si fa vedere. L'anno scorso aveva scritto sui social di essere dalla parte dei diritti ma aveva stigmatizzato le forme eccentriche del corteo cittadino. Insomma, a qualcuno è parso che avesse voluto dare un contentino agli organizzatori e basta.
O che avesse voluto dare il patrocinio per sbrigare una pratica burocratica che la levasse dall'impiccio di doversi sorbire l'etichetta di "sindaco intollerante". Salvo poi non condividere le forme di espressione del movimento queer. Probabilmente va già bene così: da una figura di estrazione moderata, anzi moderatissima come la Devietti questo è già un piccolo passo avanti.

Federico Ferrara e Loredana Devietti
Anche se le critiche (corrette) non sono mancate: "Non vogliamo un patrocinio di chi ci dice che non condivide il nostro modo di manifestare". Recitavano pressappoco così le parole di uno degli speaker sul carro che guidava il corteo. In casi come questo, va detto, la forma è anche sostanza.
E poi che tristezza vedere una sola fascia tricolore, quella eporediese, senza scorgere nessun rappresentante dei Comuni di Nole, di San Maurizio, delle Valli di Lanzo, del Canavese occidentale... e di Ciriè. Un'occasione persa per gli amministratori in un giorno, quello del Pride, in cui ha vinto tutto il territorio.
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