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Franco Giorgio non le manda a dire

Un altro supermercato calato dall'alto in città. Chiantore non ha nulla da dire? Tutto cambia perchè nulla cambi

In corso Vercelli a Ivrea a due passi dalla casa circondariale

Un altro supermercato calato dall'alto in città. Chiantore non ha nulla da dire? Tutto cambia perchè nulla cambi

Un nuovo supermercato Nova Coop a Ivrea, in corso Vercelli, al fianco della casa circondariale e a pochi passi dal Penny. Corsi e ricorsi della storia. Succede tutto questo a 5 anni dal “naufragio” dell'operazione ex Casa Molinario. C’è l'autorizzazione per iniziare i lavori di costruzione. L’ha rilasciata lo Sportello unico delle attività produttive. A cedere il terreno e “a fare l’affare” sarà la società di costruzioni Flecchia (che in città ha davvero tanti interessi e proprietà).

A differenza del progetto precedente all'ex Casa Molinario, questa volta l’intera area è già ad uso commerciale. Si costruirà un supermercato di 2.300 metri quadrati e un edificio separato di 450 metri quadrati per attività commerciali non alimentari, oltre a un bar e una zona servizi. 

Non sono ancora state fornite informazioni sul tipo di Coop ma si prevede che creerà circa 40 posti di lavoro. Nonostante la preferenza per insediamenti concordati preventivamente, l'amministrazione comunale guidata da Matteo Chiantore accoglie positivamente l'apertura del supermercato come opportunità di lavoro e spera che non crei conflitti con gli esercenti locali.

E sarà il 22º supermercato di medie dimensioni a Ivrea. Il quarto di Nova Coop in Canavese, con Caluso, Strambino, Cuorgnè.

Del nuovo supermercato s’è fatto un cenno durante l’assemblea di Nova Coop riunitasi a Baveno, sabato scorso, per l’approvazione del bilancio 2022 che chiude con ricavi da vendite e prestazioni pari a un miliardo e 159 milioni di euro e  un utile netto di 7,27 milioni di euro. 

"Nei tre anni che ci separano dall'ultima assemblea che svolgemmo in presenza sono successe molte cose. - ha ricordato Ernesto Dalle Rive, presidente Nova Coop - Prima l'emergenza sanitaria, poi la ripresa post pandemia che ha determinato un picco nei prezzi delle materie prime e la spinta inflattiva, la guerra in Ucraina, la siccità e negli ultimi giorni l'alluvione che ha devastato l'Emilia Romagna e le Marche. Sono stati anni difficili e i numeri di bilancio raccontano solo in parte la capacità che Nova Coop ha avuto in tutto questo tempo di crescere dal punto di vista patrimoniale e delle performances sul territorio". 

Tutto bene? Non tanto! A Ivrea infatti c’è chi storce il naso. Tra gli altri Franco Giorgio di Unione Popolare.

Un mondo alla rovescia e Ivrea non fa certo la differenza… - commenta -  C’era una volta la politica di pianificazione urbanistica dei comuni. Oggi non più. Oggi capita che un comune vari un piano regolatore e destini aree già compromesse dalla grande distribuzione a commercio e cheun privato furbescamente operi sulle metrature 2.300 anziché 2.500 metri in modo da permettere che la scelta non debba misurarsi con procedure più complicate rientranti nella grande distribuzione, capite? Basta abbassare la metratura di 200 metri e il gioco è fatto si riducono decisamente gli iter e i permessi!. Ed il Comune accetta.  Ancora una volta una scelta che stravolge il tessuto urbano aumentando il proliferare dei centri commerciali (o “non luoghi”). Possibile che la politica, oltre alle promesse non mantenute di ridurre o eliminare il consumo di suolo non si renda conto di quanto il mercato sia saturo?”

Franco Giorgio snocciola anche qualche numero.

I punti vendita della grande distribuzione negli ultimi decenni sono arrivati a 29.366 nel 2011. Poi il calo, fino ai 27.668 di oggi. L’utile netto è passato dall’1,4 per cento del 2006 a – 0,1 per cento del 2013 e oggi le vendite continuano ancora a ridursi. Motivi del calo: la contrazione dei consumi o, almeno una spesa intelligente, dopo anni di abbuffate; la diffusione degli hard discount; la spesa on-line ed anche quella a chilometri zero…”.

Ma quello che appare del tutto evidente è anche e soprattutto che la liberalizzazione ha comportato un enorme consumo di suolo fertile. 

“Perché quasi sempre - stigmatizza Franco Giorgio - i centri commerciali sono calati dall’alto in zone periferiche, agricole, e non già ad esempio in aree industriali dismesse: e questo perché l’operazione costa meno.  Non ho capito cosa pensi il nuovo Sindaco di Ivrea e la sua giunta. Non so se il suo partito ricorda le battaglie fatte per evitare che lo stesso supermercato fosse insediato davanti alla stazione ferroviaria. Non so quale margine abbia per evitare queste scelte sbagliate….. Ma ho paura che tutto cambia perché nulla cambi!”.

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