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Ivrea
24 Giugno 2023 - 00:05
Cadigia Perini
Finita la festa gabbato lo Santo? Non proprio ma quasi... Durante la recente campagna elettorale, infatti, un po’ tutti, salvo il centrodestra di Andrea Cantoni, avevan promesso di fare “resistenza” all’ampliamento del tunnel ferroviario che passa sotto la città nell’ambito dei lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta. Oggi i toni, tra le file del centrosinistra, si sono di molto affievoliti. Il sindaco, durante un recente incontro a Pont Saint Martin ci ha provato a dire la sua, a spiegare che esistono anche i treni “bimodali”, ma nessuno gli ha dato corda più di tanto, men che meno l’assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi che più di tutti dovrebbe stare ad ascoltarlo.
Insomma tutto procederà come da progetto. Sulle barricate sembra essere rimasta solo “Unione Popolare”. A loro il contentino sull’inizio dei lavori prorogato di qualche settimana per non interferitre sul Carnevale proprio non basta...

“Finita la campagna elettorale - commentano - i nodi da affrontare si scontrano con la realtà di tutti i giorni; allora la volontà politica diventa determinante per raggiungere gli obiettivi sbandierati in tanti confronti tra candidati sindaci. L’elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, con i problemi determinati dai cantieri per l’adeguamento della galleria tra il nostro comune e Montalto, è uno di questi nodi. Noi rimaniamo convinti che esistono e sono già operanti soluzioni tecniche che potrebbero evitare i lavori sulla galleria e che servirebbe quindi un’azione forte dei sindaci, a partire da quello di Ivrea, che coinvolga i cittadini e porti RFI a rivedere il suo progetto. Non possiamo accettare la logica che, di fronte alle disponibilità economiche (Pnrr), si possa accettare tutto, anche progetti che impattano pesantemente sulla vita di tantissimi cittadini, senza tenere in conto soluzioni diverse e possibili...”.
In campagna elettorale, peraltro, la candidata a sindaco Cadigia Perini ha sempre sostenuto e ribadito anche la necessità di realizzare il raddoppio del binario tra Ivrea e Chivasso e l’ingresso di questa rete ferroviaria nel Servizio Ferroviario Metropolitano così da aumentare il numero di treni.

Il neo eletto primo cittadino Matteo Chiantore di centrosinistra
“Ci auguriamo - aggiunge Unione Popolare - che l’Amministrazione Comunale coinvolga la cittadinanza per non adeguarsi alla logica di RFI e costringerla a rivedere il suo progetto tenendo conto della possibile alternativa: utilizzare motrici elettriche che possono viaggiare su tratti di linea non elettrificati utilizzando il sistema a batterie ...”.
Di certo c’è che di fronte all’immobilismo, Unione Poplare, “à la guerre comme à la guerre” non se ne starà con le mani in mani e già preannuncia di volersi fare promotrice di un Comitato che avrà come obiettivo il cambiamento del progetto RFI.
Sempre Unione Popolare, in questi giorni, ha annunciato il suo impegno nella raccolta firme per la legge di iniziativa popolare sul "Salario Minimo orario" di 10 euro.
“Una proposta concreta contro l’impoverimento dilagante – dichiara Cadigia Perini - e per il rispetto della Costituzione che all’art. 36 afferma che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione “sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.
Il testo è stato depositato in Cassazione e per sei mesi i militanti di Unione Popolare saranno in piazza e nei luoghi di lavoro, soprattutto laddove le condizioni di sfruttamento si manifestano in tutta la loro spregiudicata impudenza...

“In Italia - stigmatizzano - un giovane su quattro è a rischio povertà e l’Italia è incredibilmente l’unico Paese Ocse in cui, dal 1990, i salari sono diminuiti. Milioni di persone oggi, soprattutto se giovani e donne, ricevono retribuzioni sotto i mille euro delle quali l’inflazione prodotta da guerra e sanzioni in due anni ha ridotto il potere d’acquisto del 20%. Insomma qualcuno ci spieghi perchè, se il salario minimo esiste in gran parte dei Paesi europei, i governi di centro sinistra e destra hanno impedito l’introduzione di tale misura anche in Italia. Non si può attendere oltre di fronte al dilagare del lavoro povero che colpisce milioni di lavoratrici e lavoratori cui la contrattazione sindacale da molti anni non è più in grado di garantire salari dignitosi...”.
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