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Carcere di Ivrea

Amore oltre le sbarre. Dal racconto struggente di una madre alle iniziative della nuova Amministrazione

In consiglio comunale una interpellanza del Pd. De Stefano chiede un ampliamento delle competenze della commissione "Affari sociali"

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“Sono la mamma di uno di voi. - scrive con il cuore in mano - È vero che in carcere non ci sono io ma mio figlio, ma questa dolorosa esperienza è annientante anche per chi ama da fuori le sbarre...”. 

Nero su bianco su La Fenice, il giornale del carcere di Ivrea. 

E il dialogo a tu per tu con il resto del mondo continua, senza tentennamenti nè fraintendimenti. Nuda davanti a tutti. Nuda come solo può essere chi ama il proprio figlio più di sè stessa e tutto avrebbe pensato quando lo ha messo al mondo tranne di dover affrontare un dolore così. 

“Mi sono schiacciata dai sensi di colpa per tutto ciò che come mamma potessi aver sbagliato, per tutto ciò che non sono stata capace di trasmettere, per tutto ciò in cui ho omesso un’azione. È stato l’anno e  mezzo più difficile della mia vita, ma anche il più ricco anche se difficile da credere. Ho, e continuo, trasformato in me il senso di colpa, che è appunto come detto annientante, in senso di Responsabilità che anche se doloroso, perché più profondo, lascia aperta la porta delle possibilità. Il senso di colpa è scontare una pena. Un espiare. Punto. Niente chances.  Ciò che è quindi un carcere, ciò che è la galera...”(...). Nessuna famiglia, nessun gruppo, nessun partner, nessuno stato potrà aiutarci a farlo. È un cammino in solitudine, e rimanere soli ci fa paura.

Ma io come voi, se osservo bene, anche se fa male, ho creato le condizioni per esserlo. Per prendere coscienza che Siamo Capaci.  Il nostro libero arbitrio è ciò che ci spaventa di più perché spetta solo a noi fare le scelte felici per il nostro proseguire. Userò bene questo tempo, come m’auguro voglia fare mio figlio, e lo auguro a tutti voi, perché il nostro tempo non ce lo restituisce nessuno ed è prezioso, è il ticchettio della nostra vita. Nel vostro tempo apparentemente fermo, create per voi, senza sempre aspettare che siano gli altri ad offrirvelo , imparate a dare risposte più felici alla Vita...”.

E son parole dure. Dure come la pietra, inossidabili come l’acciaio. Ancor più quando lo Stato, le Regione, le Istituzioni non ci sono o si girano dall’altra parte ed è quello che è più o meno successo negli ultimi 5 anni. Abbandonati anche dall’Amministrazione comunale in tutt’altre faccende affaccendata. Sorda agli appelli dei Garanti e alle notizie di cronaca giudiziaria che riempivano pagine e pagine di giornali.

Ora sembra respirarsi un’altra aria. Il cambiamento, ancor prima della vittoria del centrosinistra e di Matteo Chiantore, lo si è visto con l’Osservatorio del terzo settore e una serie di progettualità costruite insieme all’Associazione Antigone e ai volontari del carcere dell’Associazione Tino Beiletti. 

Lo si è visto nelle serate con Ilaria Cucchi e il rapper Kento. Lo si è ribadito, pochi giorni fa, con la visita al carcere per conoscere la direttrice Antonella Giordano, organizzata dal Garante Raffaele Orso Giacone, con il sindaco e le assessore Patrizia Dal Santo e Gabriella Colosso.

Da qui l’esigenza di continuare a parlarne, senza mai fermarsi. Lo si farà anche in occasione del primo vero consiglio comunale del nuovo corso grazie ad una interpellanza del Partito Democratico, prima firmataria il capogruppo Barbara Manucci.

“Da sempre - dice - si ritiene che la Casa Circondariale di Ivrea non sia avulsa dalla Città, ma deve essere considerata “un vero e proprio quartiere della Città...”.

Sempre lei a ricordare che fin dal lontano 2012 si è attivato un percorso con la nomina di un Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale e l’approvazione di un Regolamento di attuazione.

Si sono poi aggiunti una lunga serie di protocolli volti all’inclusione lavorativa (cantieri di lavoro e lavori di pubblica utilità) e abitativa...

Infine è arrivato il centrodestra, non s’è quasi più fatto niente e i Gol (Gruppo operativo locale) sono stati convocati appena due volte.

Barbara Manucci (Pd)

“Questa Amministrazione - aggiunge Manucci - dopo aver incontrato la Direttrice che cosa intende fare e quali  interventi e soluzioni propone?”.

Vero è che anche tra le file dell’Opposizione l’argomento carcere trova esponenti particolarmente sensibili. Tra gli altri Massimiliano De Stefano di Azione. 

L’altro giorno, durante una riunione convocata per l’organizzazione delle commissioni, ha proposto di aggiungere tra i compiti di quella che si occuperà di “affari sociali” anche il carcere. 

Massimiliano De Stefano

“Si tratta - aveva scritto su questo giornale qualche settimana fa De Stefano - di una struttura,  che ospita centinaia di detenuti, in condizioni molto difficili di sovraffollamento e nella quale operano ogni giorno, in condizioni altrettanto difficili e stressanti, decine di agenti della Polizia Penitenziaria, educatori, psicologi, volontari. Il carcere, nella Costituzione, è si un luogo di punizione, ma finalizzato alla rieducazione ed al recupero...”

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