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L'intervista
20 Giugno 2023 - 17:23
Il Sindaco Giambattistino Chiono
74 anni, di cui 43 passati in amministrazione comunale. Di questi, 33 da sindaco. Più di mezza vita nelle istituzioni della sua Busano: Battistino Chiono ha fatto dell'amministrazione del suo Comune una specie di compito permanente. Il prossimo anno le elezioni rinnoveranno il consiglio comunale, ma qualcosa fa pensare che lui si farà da parte.
Non solo perché le normative glielo impongono: col prossimo anno, il sindaco arriverà infatti a terminare il suo terzo mandato consecutivo, che per i Comuni delle dimensioni di Busano (1600 anime) equivale al pensionamento da sindaco. Ma pure perché gli anni passano, e Chiono ce lo dice chiaramente: "Ho diritto di andare a riposo anche io!".

Battistino Chiono durante una conferenza
Chiono è tenace, schietto, rompiscatole (spesso con ragione), disponibile con tutti, attaccato profondamente al suo territorio e ai suoi destini. Un amministratore d'altri tempi.
Un esempio? Da trent'anni combatte per la variante Lombardore - Front, sopportando pazientemente i tempi lunghi della politica nazionale e regionale. L'anno scorso, dopo tanto tempo, il Ministero ha staccato l'assegno per l'opera. Ma Chiono guarda già oltre: ora c'è da fare la Busano - Salassa.
Eppure per uno come lui, come per tutti coloro che governano a lungo, la sfida resta quella di trovare un successore. Qualcuno che raccolga il testimone e ne adotti le qualità, perché sono decisive per chi vuole fare l'amministratore. Ma lui già ci assicura: "Ho un erede".
Il prossimo anno ci sono le elezioni e lei non potrà più candidarsi a sindaco. Ma almeno si candiderà al consiglio comunale?
Non potrò candidarmi, ma fortunatamente nel nostro gruppo ci sono almeno tre persone che possono tranquillamente fare il sindaco. Io faccio l'amministratore dall'80 e dopo 44 anni ho diritto ad andare a riposo! Anche se non sarebbe un problema rimanere consigliere. Il problema è quando non c'è nessuno... Ad ogni modo, quando faremo il resoconto della legislatura metteremo giù su un pezzo di carta le opere che siamo riusciti a realizzare (e non sono poche). Così saremo giudicati dai cittadini. Il mio impegno rimane però fino alla fine della legislatura.
Aveva già parlato ai suoi consiglieri del dopo-elezioni?
Io gliel'ho detto: vedete di sbrigarvela! Il fatto che ci sia qualcuno mi lascia più sereno, perché le altre volte pensavo di non essere riuscito a costruire un'eredità per qualcuno che magari è stato nel mio gruppo e può aver imparato qualcosa con me. Magari non ha imparato molto, ma qualcosa avrò trasmesso no? Anche se non sono il tipo che vuole apparire o si mette con la fascia solo per fare foto...
Non ci vuole dire chi secondo lei potrebbe sostituirla?
Sono i nomi che più o meno si conoscono... ce ne sono tre, e più o meno la gente capisce chi sono. Togliamo il vicesindaco per raggiunti limiti di età: ha cominciato con me nell'80. Restano l'altro assessore [Federica Marchetto, ndr] e due consiglieri comunali.
Ecco, ma cosa la spinse all'epoca a candidarsi?
Eravamo un gruppo di giovani, senza la minima esperienza. Nacque tutto perché quello era un momento in cui si faticava ad avere due liste, e per di più io avevo avuto un po' di discordanze con l'amministrazione di allora. Parliamo del 1977. Nel '79 mi chiesi: visto che ci sono le elezioni siamo capaci a fare una lista? In quella lista quello meno giovane era una persona che aveva fatto il consigliere ed era segretario locale della DC. Ci siamo candidati perché pensavamo di andare in minoranza e di dire la nostra. Poi, ahimé, vincemmo.
Perché "ahimé"?
Perché all'epoca non sapevo la differenza tra giunta e consiglio! Ho cominciato facendo l'assessore allo sport ma facevo un po' di tutto. D'altronde ero il più "chiacchierino"!. Abbiamo fatto un bel po' di cose in quel periodo, come acquistare un vecchio edificio per farci la sede comunale.
Dall'80 ha perso solo una volta, nel 2004: come se lo spiega questo lungo periodo? La gente l'ha premiata no?
Penso di sì! Nel 2004 mi candidai in provincia con l'UDC e poi a Busano, ma abbiamo perso. Abbiamo fatto cinque anni in minoranza, criticando la Giunta quando le cose non andavano bene.
Anche lei ha sempre fatto il sindaco con una minoranza, tranne nel corso di questo ultimo mandato.
Sì, ma preferisco quando c'è una minoranza.
Perché?
L'opposizione ti incalza e ti stimola. Se non c'è ti rammollisci. Invece se c'è qualcuno in minoranza è meglio, non solo per il sindaco e la Giunta ma anche per i dipendenti. C'è un po' di vivacità in più.
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