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Il caso
17 Giugno 2023 - 17:01
Ha sollevato l'attenzione della politica l'articolo in cui La Voce parlava dell'Istituto Santissima Annunziata di Rivarolo Canavese. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, all'interno dell'istituto opererebbero degli insegnanti non in possesso dei titoli necessari all'insegnamento.
Il gruppo consiliare Riparolium presenterà dunque un'interrogazione durante il prossimo consiglio comunale, che si terrà a fine mese. A far scattare l'attenzione del gruppo è stata la convenzione che disciplina i rapporti del Comune con la scuola dell'infanzia, e che copre il periodo 2021 - 2024.
Con la convenzione si stabilisce che la scuola dell'infanzia della Santissima Annunziata si impegna ad accogliere, nei limiti della capienza autorizzata, tutti i bambini, in età di ammissione alla scuola dell’infanzia, senza discriminazione di sesso, etnia, cultura o religione, favorendo in particolare l’inserimento di bambini in condizioni di svantaggio socio-culturale o disabili. L'obiettivo è coprire la popolazione di bambini di fascia 3-6 anni che non riescono a rientrare nelle scuole pubbliche rivarolesi.
"Il personale operante nella scuola dell'infanzia - recita il testo della convenzione all'articolo 6 - dovrà essere in possesso del titolo di studio corrispondente all'incarico ricoperto". Questo capitolo della convenzione potrebbe essere in totale contrapposizione con la situazione di alcuni insegnanti che operano alla Santissima Annunziata.
"Sussiste - ci aveva scritto il legale rappresentante della scuola Gabriele Cibrario Rossi - nel nostro corpo insegnante qualche eccezione al possesso dei titoli di abilitazione per il ruolo: si tratta di persone che stanno ancora completando il loro percorso di formazione, e che prestano servizio come avviene anche in molte scuole statali. Ciò accade per le note difficoltà degli istituti scolastici, e particolarmente quelli privati, nel reclutamento di personale già in possesso dei titoli".
L'Istituto Santissima Annunziata di Rivarolo
Cibrario Rossi parlava poi di deroghe concesse dalla normativa proprio per la difficoltà a reperire personale. La scuola opererebbe dunque in pieno accordo con la normativa. Gli avevamo chiesto maggiori delucidazioni in merito a questi insegnanti: di cosa si occupano? Che rapporto educativo hanno coi bambini? Coadiuvano l'attività degli insegnanti o hanno ruoli di responsabilità?
Niente. La privacy, ci era stato detto, ci impediva di andare oltre e di visionare i contratti. Ora Fabrizio Bertot e Aldo Raimondo chiederanno delucidazioni. L'obiettivo, che coincide col nostro, è quello di capirci di più.
C'è poi ancora un altro capitolo da approfondire. Il Comune di Rivarolo eroga infatti ogni anno scolastico 21mila euro di contributi propri alla scuola dell'infanzia, in virtù del servizio di accoglienza riservato ai bambini rivarolesi. A questi si aggiungo 31mila euro di contributi regionali.
Per un totale di 52mila euro annui di soldi da Regione e Comune. Si tratta solo, a dire il vero, di una piccola parte di contributi pubblici che la scuola riceve, i quali ammontano a 378mila 401 euro e 57.

Una parte dell'articolo 6 della convenzione
Su quei 52mila euro, ma in verità sull'applicazione della convenzione in generale, dovrebbe vigilare una commissione bilaterale, che opera a titolo gratuito, composta da tre componenti del consiglio comunale rivarolese e da tre rappresentanti dell'Ente Gestore (scuola e genitori).
Qualora si verificasse che effettivamente alcuni insegnanti non abbiano un titolo di studio adeguato alla loro mansione, il rischio sarebbe la revoca del contributo regionale. Lo ripetiamo: con la scusa della privacy la scuola si è rifiutata di darci ulteriori informazioni. La Voce aveva anche contattato l'Ufficio Scolastico Regionale, ma nessuna replica era arrivata.
Informazioni in più, però, potrebbero uscire dalle bocche degli amministratori nel corso del prossimo consiglio comunale.
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