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Chivasso

Caso 'ndrangheta, la minoranza lascia (di nuovo) il Consiglio

Prosegue la protesta dei consiglieri di opposizione, ma Clara Marta di Forza Italia rompe il fronte e resta in aula

Caso 'ndrangheta, la minoranza lascia (di nuovo) il Consiglio

Clara Marta, consigliere comunale di Forza Italia

Va in onda in Consiglio comunale a Chivasso il remake del Consiglio di un mese fa.

La minoranza interroga il sindaco sulla questione “Platinum”, sulla presunta discrepanza tra le dichiarazioni rese dallo stesso Claudio Castello nel maggio 2021 al parlamentino chivassese e quelle del maggio di due anni dopo in tribunale a Ivrea a giudice e pm nel processo alla locale di ‘ndrangheta di Volpiano.

Castello risponde sempre con il solito ritornello - “Tanto per cominciare non sono indagato, secondo non ho risposto in maniera differente nelle due occasioni” -, la minoranza stizzita sbotta e, alla fine, se ne va.

Tutti, tranne uno, questa volta.

Martedì sera, infatti, in aula è rimasta Clara Marta, capogruppo di Forza Italia, a dispetto di quanto successo invece a maggio.

I colleghi Enzo Falbo di Fratelli d’Italia, Matteo Doria di Amo Chivasso e le sue Frazioni, Bruno Prestìa di Per Chivasso e Claudia Buo di Liberamente Democratici se ne sono andati, coerenti con quanto fatto il mese scorso. 

"Il sindaco dovrebbe avere la capacità di dire scusatemi, ho sbagliato. Nessuno sta dicendo che è imputato, ma lei non può continuare a venire qui e a mentire alla città”. Ha tuonato Buo.

Idem Falbo, Prestìa e Doria, tutti uniti nel dire che “con le sue dichiarazioni Castello manca di rispetto ad una sede istituzionale quale quella del Consiglio”. Anche Marta, nel suo intervento in aula, è stata dura nei confronti del sindaco e dei suoi. Poi, però, è rimasta lì.

A onor di cronaca i “non ricordo” e l’affermazione secondo cui in periodo di campagna elettorale ci si “trasforma” per ottenere quanti più voti possibile, pronunciati dal sindaco Claudio Castello durante l’udienza di Platinum del 10 maggio scorso, hanno lasciato il segno. E, inevitabilmente, uno strascico di polemiche. 

Che però oggi, alla luce dell’atteggiamento tenuto da Marta in Consiglio sembrano un po’ meno granitiche. 

La minoranza non è più così compatta? Forza Italia strizza l’occhio a Castello & c.?

Dubbi, legittimi, spazzati via dalla stessa capogruppo di Forza Italia all’indomani del Consiglio: “Siamo più uniti che mai”, dice.

E prova a spiegare perché l’altra sera non ha lasciato la seduta.

Claudio Castello sindaco di Chivasso

Intanto sgombriamo il campo da ogni sospetto di dissidi interni alla minoranza: stiamo lavorando bene insieme ed abbiamo idee e progetti comuni che vogliamo portare all’attenzione del Consiglio comunale e dei cittadini, avendo come traccia il programma della mia candidatura a sindaco. Detto questo il centrodestra è una coalizione e non una caserma - incalza -. Quando si vince si governa insieme su mandato dei cittadini. Quando si sta all’opposizione ogni partito sviluppa, nel rispetto reciproco, le proprie linee politiche. Basti ad esempio ricordare come nella scorsa legislatura Forza Italia e Lega decisero di sostenere il Governo Draghi e FdI decise di stare all’opposizione, senza che per questo la sua “fedeltà” al centrodestra venisse mai meno. La decisione che come Forza Italia abbiamo assunto nel caso in questione è basata sulla convinzione che quando le vicende giudiziarie lambiscono la politica si debba essere molto misurati nelle parole, nelle azioni e nei giudizi. L’ho già detto: non possiamo essere garantisti a corrente alternata. La storia del presidente Berlusconi è emblematica. Anche nel caso del Sindaco di Chivasso, come per chiunque altro vale la presunzione di innocenza”. 

Clara Marta capogruppo di Forza Italia

“Certo, ulteriori chiarimenti da parte del primo cittadino sono d’obbligo, tanto è vero che per sollecitarle abbiamo condiviso una interrogazione con tutte le opposizioni - continua Marta -. Ma questa volta, pur rispettando la scelta dei colleghi di opposizione, sono rimasta in aula. Il clamore del gesto di abbandonare l’aula per mettere in evidenza la nostra richiesta di chiarimenti lo abbiamo ottenuto già la volta precedente. Riproporre la stessa azione a nostro modo di vedere non avrebbe più avuto alcuna utilità, mentre avrebbe danneggiato la serenità e la continuità del lavoro del Consiglio comunale, che deve andare avanti ad occuparsi dei tanti problemi della nostra Città che l’amministrazione Castello non riesce a risolvere”.

“Restiamo in attesa - conclude la capogruppo di Forza Italia -, come i colleghi dell’opposizione ed i cittadini di chiarimenti da parte del Sindaco Castello sulle tante questioni opache emerse dal confronto tra le sue dichiarazioni in consiglio, in tribunale e sulla stampa locale in relazione all’operazione platinum Dia”.

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