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Il caso

"Il Comune non ha esposto le bandiere a mezz'asta per il lutto nazionale"

Così la minoranza consiliare. Ma la sindaca spiega: "Le abbiamo completamente chiuse, non è previsto l'abbassamento"

Le bandiere del Comune di Corio

Le bandiere del Comune di Corio

"Mi hanno contattato almeno in quattro e mi hanno chiesto come mai il Comune non avesse esposto le bandiere a mezz'asta". Così il capogruppo di minoranza a Corio, Sergio Motta, si è informato e ha notato che, effettivamente, ieri le bandiere non erano a mezz'asta in ottemperanza al lutto nazionale.

Sergio Motta

"C'è una legge che lo prevede: a Torino gli edifici pubblici le hanno tenute aperte e a mezz'asta nonostante la pioggia, il Comune di Corio non ha il potere di derogare alla normativa vigente".

Motta, che fa parte di un gruppo consiliare vicino al centrodestra, esprime tutto il suo disappunto: "Il fatto che il lutto fosse stato proclamato per una figura che sicuramente al PD non piaceva aggiunge ancora più stupore; ma di fronte a un lutto nazionale, che ti piaccia o non ti piaccia le cose le fai".

Il lutto nazionale: una decisione che ha fatto discutere

La decisione di proclamare il lutto nazionale per la morte di Silvio Berlusconi, avvenuta alle 9 e mezza di lunedì scorso, ha fatto discutere non poco. C'è chi, come il rettore dell'Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari, ha scelto di far sventolare le bandiere dell'università come tutti gli altri giorni.

"È vero - aveva scritto due giorni fa Montanari - che Berlusconi ha segnato la storia, ma lo ha fatto lasciando il mondo e l’Italia assai peggiori di come li aveva trovati. Dalla P2 ai rapporti con la mafia via Dell’Utri, dal disprezzo della giustizia alla mercificazione di tutto (a partire dal corpo delle donne, nelle sue tv), dal fiero sdoganamento dei fascisti al governo alla menzogna come metodo sistematico, dall’interesse personale come unico metro alla speculazione edilizia come distruzione della natura. In questo, e in moltissimo altro, Berlusconi è stato il contrario esatto di uno statista, anzi il rovesciamento grottesco del progetto della Costituzione".

Tomaso Montanari

Va anche detto che il lutto nazionale è stato proclamato solo per due ex presidenti del consiglio, Giovanni Leone e Carlo Azeglio Ciampi. La particolarità è che però entrambi sono stati presidenti della Repubblica. Leone dal '71 al '78, quando fu costretto alle dimissioni in seguito al caso Lockheed. Ciampi dal '99 al 2006.

La decisione dell'esecutivo meloniano di proclamare il lutto è stata quindi una decisione ampiamente politica e in controtendenza rispetto alle consuetudini, segnata dalla volontà di rendere omaggio a una figura che ha segnato trent'anni di vita politica nazionale.

Solo un problema tecnico

Ma il gesto del sindaco Susanna Costa Frola, che guida un esecutivo orientato in linea di massima al centrosinistra, non è stato dettato da ragioni di avversità politica.

Susanna Costa Frola

"Da parte nostra - spiega a La Voce - non è che non sia stato voluto fare ma non è previsto il fatto di abbassare le bandiere". Per di più, spiega il sindaco, non sarebbe proprio fisicamente possibile, al momento, abbassare le bandiere. Insomma, si sarebbe trattato di un equivoco.

"Così le abbiamo completamente chiuse in modo che non potessero sventolare - spiega Costa Frola -. Per le prossime volte provvederemo a sostituire il marchingegno in modo tale che si possano mettere a mezz’asta. Ad ogni modo, abbiamo cercato di provvedere a quanto la Prefettura ci ha chiesto". 

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