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Ivrea

Cadono calcinacci dal terzo ponte. Potevano ferire qualcuno. Colpa del sale!

E' intervenuta l'Anas

Cadono calcinacci dal terzo ponte. Potevano ferire qualcuno. Colpa del sale!

In Municipio a Novara, quando nel novembre del 2022 s’è saputo del cedimento del ponte che è poi finito su tutti i giornali, sindaco e assessori quasi non avrebbero voluto credere ai propri occhi. Si son dati dei pizzicotti e han cominciato a giustificarsi raccontando di una lunga serie di opere di “consolidamento”.

Le “giustificazioni”, la cronaca e il lungo elenco di cose fatte e ancora da fare sembrano quelle del terzo ponte (XXV aprile) di Ivrea, una parte di competenza dell'Anas e l'altra del Comune... Fino all'altro ieri si parlava di quest'ultima, da stanotte si parlerà anche dell'altra. Sono infatti caduti dei calcinacci. Un cittadino ha avvisato i vigili. I vigili hanno avvisato il sindaco. Il sindaco ha avvisato l'ufficio tecnico e l'ufficio tecnico ha chiamato l'Anas.

Fortuna ha voluto che quando il fattaccio è successo lì sotto non passasse nessuno...

"I lavori per la messa in sicurezza del viadotto sono proseguiti per tutta la giornata" dicono all'Anas escludendo qualsiasi  rischio crollo.

"Il distacco di calcinacci sarebbe dovuto all'erosione del calcestruzzo che riveste il viadotto e i piloni - aggiungono -  A consumare il calcestruzzo è stata la miscela composta dall'acqua piovana e sale che viene gettato nei mesi invernali. Miscela che poi cola lungo i piloni!.

E' sarebbe tutta colpa del sale ma anche della "regimentazione delle acque piovane" non foss'altro che le canaline che trattengono le piogge (e questo lo dice sempre l'Anas) sono state realizzate in corrispondenza dei «giunti di dilatazione», ovvero quelle parti che garantiscono la flessibilità tra un impalcato e l'altro del viadotto.

In ogni caso Anas è prudente. «Dopo il distacco di domenica sera, sono in corso delle valutazioni e solo successivamente si deciderà se effettuare una progettazione per un intervento urgente».

Insomma: è vero che il terzo ponte non è ancora crollato, ma se dovesse mai succedere tutto si dovrà fare salvo che andare troppo lontano a ricercare le responsabilità...

Una storia vecchia come il cucco

Per la cronaca le ultime notizie sulla parte del ponte di competenza del Comune risalgono alla scorsa primavera e facevano riferimento ai lavori di consolidamento delle selle Gerber,  cioè gli appoggi delle travi a sbalzo corrosi da manutenzione carente e infiltrazioni di umidità, il tutto sulla base ad un progetto vecchio di ormai parecchi anni per un importo complessivo dei lavori pari a 230 mila euro: rinviati a data da destinarsi a causa della risoluzione del contratto con la ditta vincitrice dell’appalto  “La Magia S.R.L” di Cancello ed Arnone, in provincia di Caserta.

Tutto scritto nero su bianco in un provvedimento pubblicato all’albo pretorio il 30 giugno del 2022. 

La verità è che fin da subito s’era capito che le cose non sarebbero andate come si sarebbe voluto che andassero considerando la riserva apposta dalla società in calce al verbale di consegna dei lavori, con successiva richiesta di sospensione dell’attività per difficoltà di reperimento delle materie prime, nonché il riconoscimento dei maggiori costi conseguenti all’incremento dei prezzi di mercato.

Da qui in avanti, per quel che se ne sa, la passata Amministrazione Sertoli aveva quantificato la maggior spesa in circa 12 mila euro,  considerati però insufficienti dalla ditta.

Della vicenda sarebbe stata data comunicazione all’ANAC  (Autorità Anti corruzione) e contemporaneamente si sarebbe proceduto ad una nuova aggiudicazione alla seconda classificata, attingendo dalla graduatoria a suo tempo approvata.

Che altro dire?

L'ex assessora Giovanna Codato

Se proprio vogliamo, si potrebbe aggiungere che del ponte XXV aprile si parlava già ai tempi del sindaco Carlo Della Pepa quando vennero fuori i primi problemi e l’assessore Giovanna Codato sottolineò la necessità di messa in sicurezza.

Subito sulla rampa di accesso all’altezza del cimitero si procedette al rifacimento dei giunti di dilatazione che, ormai marci e sporgenti, finivano per tagliare le gomme dei veicoli.

Poi però, alla prima variazione di bilancio sugli investimenti del 2018 la nuova amministrazione firmata da Stefano Sertoli decise che non c’era tutta questa fretta e i 144 mila euro a disposizione vennero dirottati  per finanziare la nuova pensilina autobus a S. Grato.

L'ex sindaco Stefano Sertoli

Da qui in avanti del Ponte XXV aprile si persero tutte le tracce, salvo, nel marzo del 2022, la ribalta nelle cronache con un comunicato attraverso cui la giunta informava mezzo mondo d’aver richiesto circa 2 milioni e mezzo (il massimo che si poteva) per la  manutenzione straordinaria. 

Già all’inaugurazione
del 1974 s’era evidenziato
un difetto di progettazione e realizzazione sul deflusso delle acque piovane ma i primi monitoraggi risalgono al 2011 e solo nel 2017 si è previsto un budget di circa 2 milioni spalmati su tre anni.
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Come stanno in verità le cose è presto detto. Oggi, dopo più di sei anni dalle indagini diagnostiche che avevano evidenziato una situazione critica, siamo ancora al “pian dei babi”.

Costruito nel 1972 sul viadotto XXV Aprile si è fatta una prima manutenzione solo nel 2002 in seguito ai danni provocati dall’alluvione del 1993, quando il torrente Dora cercò di scardinare due piloni. 

Già all’inaugurazione del 1974 s’era evidenziato un difetto di progettazione e realizzazione sul deflusso delle acque piovane ma i primi monitoraggi risalgono al 2011 e solo nel 2017 si è previsto un budget di circa 2 milioni spalmati su tre anni.

I 600 mila euro del 2018 sarebbero dovuti servire anche per l’affidamento della progettazione e per la direzione lavori.

Insomma parole, tante parole sulle cose che si dovevano fare e non si sono fatte. Sui ritardi. Sulla burocrazia e sui soldi che non ci sono. Sui disastri, sui ponti che crollano e su quelli che resistono nonostante l’umidità e la corrosione.

Poi un bel giorno passa un camion più pesante del solito, crolla tutto e la colpa di chi é?

Di  chichichirichi come dice Zucchero o di hootchiee cootchiee?

La speranza - che è poi sempre l'ultima a morire - è di un cambio di passo. Ce la farà Chiantore?

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